Bergoglio, i conciliari e le vergogne della tradizione

di Matteo Castagna

Per parte tradizionalista, oramai ridotta a coloro (chierici e laici) che non riconoscono la “gerarchia conciliare” come legittima, si scorge una certa ritrosia alla sguaiata contestazione di Bergoglio, rispetto ai predecessori, perché potrebbe sembrare che la crisi e i problemi nascano con lui, quasi ottenendo il risultato di “assolvere” tutti gli altri, per conseguenza.

Ritengo che non sia sbagliato ritenere limitato attaccare per le sue bizzarrie o espressioni eretiche solo il perito chimico argentino, perché chi vuole (e deve) avere una visione d’insieme deve iniziare la panoramica su quanto accaduto a livello ecclesiale e quindi, criticare duramente documenti e persone, almeno dal Concilio Vaticano II (1962-1965). Indetto da Roncalli, proseguito e terminato da Montini, quest’assise ha posto le basi per una mutazione genetica, sul piano umano, della Chiesa ufficiale. Non potendo, però, Essa trasformarsi ma tramandarsi, in quanto il Corpo Mistico di Cristo è solo in continuità con il Suo Fondatore, siamo costretti a ritenere che il Vaticano 2 non sia stato un Concilio della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, quanto un Conciliabolo della “Contro-Chiesa”, composta da chierici decaduti, infiltrati d’ideologia liberale e social-comunista, teologicamente modernisti (“modernismo è la sintesi di tutte le eresie” – San Pio X). Preparato da tempo nelle logge, trovò terreno fertile in Roncalli, mentre Sua Santità Pio XII si rifiutò di indirlo, poiché aveva colto la volontà sediziosa dei cosiddetti novatori. Tutti i predecessori di Papa Pacelli avevano, peraltro, rifiutato energicamente l’abbraccio con la modernità, intesa come l’adeguamento ai peccati contro Dio e contro il prossimo, da sempre condannati, ma spacciato per misericordia e carità (sic!). Prosegui la lettura »

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Il Portogallo introduce il cambio di sesso a 16 anni

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Lupo Gori

Giovedì 12 luglio 2018 il parlamento portoghese, seguendo le orme di Danimarca, Malta, Svezia, Irlanda e Norvegia, ha approvato un disegno di legge che consentirà ai suoi cittadini che hanno compiuto i 16 anni di età di cambiare il proprio sesso e nome sui registri civili, senza il bisogno di presentare alcuna diagnosi medica di “disturbo dell’identità”.

All’indomani del voto, Sandra Cunha, parlamentare di sinistra che si è battuta fortemente per tale legge, sostenendo in aula che «nessuno ha bisogno di terzi per sapere se è un uomo o una donna, un ragazzo o una ragazza», ha espresso la propria soddisfazione, sottolineando come grazie a tale nuova normativa il Portogallo sia divenuto «il sesto paese europeo a concedere il diritto all’autodeterminazione dell’identità transgender … senza la tutela di terzi e senza una diagnosi di interruzione dell’identità». Prosegui la lettura »

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La Commissione Ue denuncia l’Ungheria per il no ai migranti e la legge anti Soros

Deferimento dell’Ungheria alla Corte di giustizia per il mancato rispetto delle normative europee su asilo e ricollocamenti. Aperta una procedura d’infrazione per la cosiddetta “legge anti-Soros”

di Raffaello Binelli

Doccia fredda per l’Ungheria, messa sotto accusa dalla Commissione europea pe la sua linea dura contro i migranti e la legge anti Soros.

Un deferimento alla Corte di giustizia è scattato per il mancato rispetto delle normative europee su asilo e ricollocamenti, inoltre è stata aperta una procedura d’infrazione per la norma che contrasta le attività del finanziere-filantropo Soros, leader dell’ong Open Society.

“La Commissione – si legge in una nota – ritiene che la maggior parte dei problemi individuati non sia stata ancora risolta e, pertanto, ha deciso di portare l’Ungheria davanti alla Corte di giustizia, che è l’ultima fase della procedura di infrazione” aperta nel 2015. Prosegui la lettura »

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Limbaugh: Dems using Russia meddling ‘to eventually get rid of elections’

Risultati immagini per Limbaugh: Dems Using Russia Meddling ‘to Eventually Get Rid of Elections’Segnalazione Breitbart

by Pam Key

Thursday on his nationally syndicated radio show, conservative talker Rush Limbaugh argued the hype over Russian meddling in U.S. elections was an effort by the Democratic Party “to eventually get rid of elections.”

Limbaugh said, “You realize as far as many Americans are concerned, every election going forward is not to be tainted depending on who wins and loses it. If the if the Democrats win, everything will be fine, you’ll never hear a word about tainted elections. In fact, the next time Democrats win the House or the Senate, pray tell the White House you’re probably going to hear one of two things: ‘Yeah the Russians were still trying to help the Republicans, we found out about it this time and we were able to overcome it and the Russians are going to be trying every election but we Democrats have found a way to beat them back. Vote for us, we can control the Russians, we’re not in bed with them,’ Blah blah. The other possibility is that if the Democrats won the election, that’s going to be, yet there won’t be any talk of the Russians meddling or colluding whatsoever. We won’t even hear a word about it. But when they lose, when they lose it, can’t be because they’ve been rejected by voters. There has to be some nefarious reason. There has to be tampering , there has to be meddling, there has to be collusion. In the process they have done a great job of making so many millions of Americans question the integrity of elections now.”

After using climate change as an example of Democrats group think, Limbaugh continued, “They believe all this garbage, so look how easy it’s going to be, probably on the way, to making them think that every election that matters is somehow tainted. They actually got started with this in 2000, Florida recount, Bush versus Gore. I believe this all has a very long-term purpose and that is to eventually get rid of elections. You can snicker and you can smirk and you can say ‘Come on Rush, you say things like that, it makes it really hard for us to support you,’ Well I am, maybe so, but I’m telling you, don’t laugh and be very careful in criticizing me because I am here to tell you that if they could, they would. Elections are the only thing standing in the way to what is considered to be a birthright entitlement and that’s power.”

He added, “You can’t deny, you cannot deny they’re working overtime to make everybody think the presidential race in 2016 is invalid. That it’s illegitimate. That the Russians were involved in some of the—Trump really didn’t win. That’s what all of this has been about.”

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La sfida sociale ha bisogno di “pensieri lunghi”

di Mario Bozzi Sentieri

La sfida sociale ha bisogno di "pensieri lunghi"

Fonte: Mario Bozzi Sentieri

C’è bisogno di pensieri lunghi. A destra e a sinistra. Pensieri lunghi sui quali innervare i processi di cambiamento, politici e sociali. Pensieri lunghi che siano l’esatto contrario delle vecchie visioni ideologiche, dei rigidi (ed irrealistici) “manifesti” di stampo ottocentesco. C’è  bisogno soprattutto di rinnovati strumenti rappresentativi, in grado di dare voce alle istanze concrete della società, proiettandole su scenari più ampi. In questo ambito tutto da ripensare è il ruolo dei sindacati. E’ tema di questi giorni. Ed è un tema cruciale che non permette ambiguità.

Quando il Ministro per lo Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, pone la questione  della rappresentanza sindacale, con l’idea di “stimolare un processo di aggiornamento”, che cosa intende ? Vuole continuare a perseguire i percorsi di delegittimazione del mondo sindacale, portati avanti, negli ultimi anni dalla sinistra di governo, o  ipotizza altre ipotesi di lavoro ?  Intende assecondare le vecchie logiche conflittuali o guarda a più organiche soluzioni partecipative ?

In attesa di capire gli orientamenti del Ministro e più in generale dell’attuale esecutivo non ci sembra banale rilanciare il tema della cogestione, nel suo più ampio e compiuto significato. Prosegui la lettura »

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Gli alleati europei degli USA e della NATO sono “terrorizzati” per la fine delle vecchie certezze

di Pepe Escobar

Gli alleati europei degli USA e della NATO sono “terrorizzati” per la fine delle vecchie certezze

Fonte: controinformazione

Trump ha ragione – La NATO è obsoleta, e se l’Europa vuole combattere i nemici immaginari, dovrebbe pagarsi le spese a modo suo
Terrorizzati da Trump, gli eurocrati di Bruxelles in questi ultimi giorni hanno trasmesso i loro timori ad Asia Times circa la fine della NATO, la fine dell’Organizzazione mondiale del commercio, persino la fine dell’UE.
Il livello d’isteria è giunto al culmine. Dopo il vertice della NATO a Bruxelles, il declino definitivo dell’Occidente è stato dichiarato da un accordo fatto mentre il presidente Trump si preparava a incontrare il presidente Putin a Helsinki.

Era stato lo stesso Trump a decretare che voleva parlare con Putin a porte chiuse, faccia a faccia, senza aiutanti e, in teoria, spontaneamente, dopo  che era stata annullata la riunione preparatoria tra il Segretario di Stato Mike Pompeo e il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.  Il summit si svolge nel palazzo presidenziale dei primi del XIX secolo a Helsinki, ex residenza degli imperatori russi.

Come preambolo per Helsinki, lo spettacolare blitzkrieg di Trump alla NATO è stata una rappresentazione scenica per i secoli; i vari “leader” assortiti a Bruxelles semplicemente non sapevano cosa li stava colpendo. Trump non si è nemmeno preoccupato di arrivare in tempo per le sessioni mattutine relative alla possibile adesione di Ucraina e Georgia. I diplomatici hanno confermato ad Asia Times che, dopo la pungente “tirata d’orecchi o altra” sgridata di Trump, all’Ucraina e alla Georgia è stato chiesto di lasciare la stanza perché ciò di cui sarebbe discusso era strettamente un problema interno alla NATO. Prosegui la lettura »

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Vaccinazioni: la verità non ha prezzo

Già quando non era affatto d’attualità, il nostro Circolo Christus Rex organizò a Segusino (TV) una conferenza sulla pericolosità di alcuni vaccini, coinvolgendo l’Associazione CORVELVA ed il suo Presidente Ferdinando Donolato. Parliamo del 2011…Ora ne parlano tutti, la scienza e la politica si dividono

di Stefano Montanari

Vaccinazioni: la verità non ha prezzo

Fonte: Ereticamente

Intervista a cura di Roberta Doricchi*

– Possiamo cominciare con l’intervista rilasciata dalla nostra ministra della salute alla rivista Vanity Fair [https://www.vanityfair.it/news/politica/2018/07/11/ministro-sanita-giulia-grillo-vaccini-salvini-marijuana (N.d.R.)]?
SM – Una manifestazione mortificante. Al di là di chiacchiericci e di particolari sulla sua vita intima che al massimo potrebbero interessare gli strati culturalmente meno attrezzati della popolazione, è preoccupante ciò che questa signora, laureata comunque in medicina, esterna sui vaccini. Diciamo che è poco e male informata e fermiamoci lì, magari aggiungendo che non le sarebbe poi difficile acquisire almeno un po’ delle tante nozioni che pare non possedere. Ma qui ci vorrebbe un po’ di umiltà e forse di autorità. E preoccupante è pure il fatto che la ministra s’infischia bellamente di ciò che il suo partito ha comunque dato ad intendere a chi, stoltamente, lo ha votato. Non sono pochi, infatti, coloro che sono cascati nel giochetto di credere che la legge sulla vaccinazione obbligatoria, folle e illegittima com’è, sarebbe stata abrogata. Ora questi sconsiderati, ingenui elettori si ritrovano ad essere complici di una situazione a dir poco critica, avendo in qualche modo sottoscritto una gestione che è la replica di quella passata. Prosegui la lettura »

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Come funziona l’industria delle fake news

di Alberto Cossu

Come funziona l'industria delle fake news

Fonte: Vita

Le false polarizzazioni
Prestigiosi giornali nazionali e internazionali si propongono al pubblico come i guardiani della democrazia e della libertà di stampa. Attaccano i produttori di fake news sia di carta stampata che digitale e asseriscono che il loro comportamento è esecrabile perché distrugge l’essenza della democrazia. Essi rappresentano la realtà dei mass media come divisa tra coloro i quali sono intenti a fabbricare storie false, e quelli che, invece, sono mossi solo da forti principi morali ed immuni da questo vizio. I loro editorialisti e giornalisti raccontano i fatti politici con una straordinaria obiettività e guai a chi tenta di mettere in dubbio questo fatto. Segue il linciaggio mediatico, che va dall’accusa di attentare alla libertà di stampa a quella classica di essere un fascista e se proprio il malcapitato non si rassegna e insiste viene apostrofato come neo-nazista. Il tribunale mediatico funziona ed è efficientissimo e non risparmia nessuno di quelli che hanno il coraggio di alzare la voce fuori dal coro. Ma le cose non stanno come i padroni della comunicazione vogliono farci credere.

Il caso-Juncker
Un caso eclatante è stato offerto in occasione del vertice Nato di Bruxelles. All’indomani dell’incontro diversi media tradizionali e digitali diffondendo le immagini del Presidente Juncker che, piuttosto malconcio, si presenta barcollante alla cerimonia di chiusura del Vertice. Ha difficoltà a salire i due gradini del palco d’onore, quando riesce a farlo bacia, barcollante, tutti quelli che gli stanno a portata di labbro e scambia affettuosità un tantino eccessive che di certo non sono previste nei protocolli ufficiali. Prosegui la lettura »

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Milena Gabanelli: In RAI 1760 giornalisti – e mai una notizia

RAI: 1760 GIORNALISTI – E MAI UNA NOTIZIA

Stipendi mostruosi a vita per far nulla o al massimo raccontare balle” scandalo in Rai, Milena Gabanelli svela le folli prebende dei nullafacenti della tv di Stato lunedì 16 luglio 2018 “Stipendi mostruosi a vita per far nulla o al massimo raccontare balle” scandalo in Rai, Milena Gabanelli svela le folli prebende dei nullafacenti della tv di Stato Milena Gabanelli …

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L’avventura di un povero cristiano

Risultati immagini per Fontamaradi Roberto PECCHIOLI

L’avventura di un povero cristiano fu l’ultima opera letteraria di Ignazio Silone, l’autore di Fontamara. Uscita con grande successo nel fatidico 1968, racconta i convulsi mesi romani e napoletani di Pietro di Morrone, il monaco asceso al papato nel 1294 con il nome di Celestino V dopo lotte intestine di una chiesa corrotta, tornato dopo pochi mesi al suo eremo tra le montagne della Maiella a seguito dell’abdicazione che Dante chiamò “il gran rifiuto”. Silone intese rappresentare nel suo conterraneo abruzzese l’opposizione tra il singolo e la Chiesa, più ancora la divaricazione irriducibile tra l’uomo onesto e il potere.

Avventura quotidiana di poveri cristiani è diventata seguire i percorsi del cattolicesimo in disarmo. Credevamo che nulla potesse più stupirci di quanto esce dalla bocca di esponenti della gerarchia, ma ci sbagliavamo. Nelle ultime settimane hanno suscitato nuovo turbamento e rinnovato sconcerto due episodi significativi. Il primo è la telefonata tra Gianni Vattimo, filosofo marxista, conclamato omosessuale, alfiere del nichilismo postmoderno nell’insidiosa forma del cosiddetto pensiero debole, e l’inquilino di Santa Marta Jorge Mario Bergoglio. Tra i due, il cui approccio è stato forse favorito dalla comune condizione di coscritti della classe 1936, il più concreto è stato il pensatore torinese, il quale, stando alle ricostruzioni, avrebbe proposto al successore (o meglio, all’impostore, n.d.r.) di Pietro di mettersi a capo di una sorta di internazionale contro lo strapotere del denaro. Vasto programma, lodevole e largamente condivisibile, ma certamente distante dalla missione religiosa. Prosegui la lettura »

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