Migranti Belgio: i dati schock di uno studio. Succederà pure in Italia?

Alessandro Gnocchi

La rivista mensile

francese Causeur, di cui sono un gran lettore e che potete scaricare dal web, nel numero di febbraio presenta un’inchiesta dal titolo Diventeremo tutti come il Belgio. Nessun pregiudizio verso questo Paese, ma solo un’analisi basata su un libro scritto sul tema dell’immigrazione da Alain Destexhe, senatore belga ed ex segretario generale di Medici senza frontiere.

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L’uso delle inchieste/ La giustizia boomerang che distrugge la politica

Carlo Nordio

Segnalazione di Nicola Pasqualato

Ieri, durante un breve dibattito televisivo con l’ex ministro Flick, a margine della decisione della Giunta del Senato, la presentatrice ha mostrato una lunga scheda sui precedenti casi di immunità parlamentare. Al termine il professor Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, ha detto rispettosamente: «Avete fatto una scheda bellissima, che però non c’entra nulla».

Ecco, se dovessimo riassumere il senso di questo “much ado about nothing” (molto rumore per nulla) che ci tormenta da mesi, diremmo la stessa cosa. È stato creato un gigantesco polverone su una materia che quasi nessuno si era dato la briga di studiare. Perché il caso di Salvini era del tutto nuovo, e giustamente il presidente Gasparri ha detto che questo provvedimento farà giurisprudenza. Prosegui la lettura »

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ANTONIO GRAMSCI E IL GIACOBINISMO di Eos

 

Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

[ 21 febbraio 2019 ]

Giorni addietro, nel breve saggio ETICA E AUTONOMIA DELLA POLITICA, Eos già segnalava il fondamentale legame tra Antonio Gramsci e Benedetto Croce. Egli torna sulla questione, contestando il punto di vista di chi invece, come Del Noce (e Diego Fusaro) sottolinea il filo rosso tra Gramsci e Giovanni Gentile

GRAMSCI SECONDO DEL NOCE  La lettura delnociana del gramscismo è un passaggio ermeneutico fondamentale. La massima realizzazione storica della filosofia gramsciana si ha nel periodo della contestazione italiana, che rappresenta da una parte il definitivo tramonto della via sovietica e del maoismo, dall’altra il declino gnoseologico della via della Scuola di Francoforte, di Luckàcs, Althusser, a vantaggio del volontarismo neo-idealistico gramsciano. Prosegui la lettura »

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O crediamo o non crediamo. Se crediamo il Vangelo non può essere contraddetto

È un dogma di fede proclamato dal IV Concilio Lateranense sotto Innocenzo III che «È unica la Chiesa universale dei fedeli e al di fuori di essa assolutamente nessuno può essere salvato». Come diavolo gli è venuto in mente a Innocenzo III di essere così scortesemente poco inclusivo, così platealmente di parte, così ottusamente certo che esista un vero e un falso, che esistano il bene e il male e che lui li conosca? Il concetto che il bene e il male esistano e come stabilirli in effetti dovrebbe essere l’ABC di qualsiasi religione, senza il quale tanto vale lasciar perdere. Il pilastro su cui si basa la religione si chiama dogma, tutto quello che si costruisce sopra questo pilastro iniziale. Contrariamente alla nuova Chiesa 2.0, tutta panna montata e zucchero filato, il Cristianesimo ha un pilastro iniziale che è fatto di granito, questo pilastro è la figura di Gesù Cristo, che non è opinabile e non è discutibile e non può essere contraddetto. In effetti il Cristianesimo, prima di essere una religione, è stato un evento storico. Cristo, il terzo giorno, è risorto sì o no. Se è risorto abbiamo ragione noi e gli altri hanno torto, se non è risorto gli altri hanno ragione e quelli che hanno preso la cantonata siamo noi. Che possiamo avere ragione tutti e due su un evento che o c’è stato o non c’è stato è contrario al principio di realtà, che è una maniera molto colta per dire che è una corbelleria. Prosegui la lettura »

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Firma contro la propaganda Gay della Disney! (sulla pelle dei bambini)

Chi non ha visto i celebri cartoni e film di Walt Disney da piccolino? E chi non vorrebbe che i propri figli possano continuare a godersi le creazioni degli autori di Topolino e compagnia? Ebbene, seguire la Disney è diventato difficile da quando la società partecipa nella propaganda LGBT. L’ultima notizia ne è la conferma lampante…

Per la prima volta nella sua storia, Disneyland Parigi farà diventare il “Magical Pride” un evento ufficiale di Disney: infatti un vero e proprio “Gay Pride” avrà luogo il 1° giugno 2019 nel noto parco. La Disney si rivolgerà quel giorno principalmente alla comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender, aderendo ufficialmente alla causa LGBT.

La notizia è gravissima se pensiamo quanto la Walt Disney Company tocchi da vicino i bambini e quale “potere” abbia su di essi. I cartoni preferiti dei nostri figli saranno contaminati dalla propaganda LGBT? Già l’anno scorso la Disney aveva pubblicizzato le “orecchie arcobaleno di Topolino”, e ha più volte ospitato – in modo non ufficiale – diversi “Gay Day”. Inoltre le ambiguità di alcuni cartoni erano stati al centro del dibattito. Tuttavia, con l’annuncio del “Magical Pride” abbiamo superato il livello di allarme. Prosegui la lettura »

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Guerriglia a Ferrara, per l’agente vanno cacciati dall’ Italia

 

«Se quel ragazzo (spacciatore nigeriano ndr…) fosse morto per davvero, cosa sarebbe successo in Gad?».

Così David Marinai, segretario provinciale Fsp polizia sulla guerriglia nigeriana dell’altra notte a Ferrara.

«Sabato – racconta – sono montato a mezzanotte e in Gad la situazione era già tornata tranquilla. Ma il precedente è davvero bruttissimo».

In pochi istanti in Gad si sono radunate decine di nigeriani. Normale?

«Assolutamente no. E diventa sempre più difficile pensare che dietro non vi sia un’organizzazione ben radicata».

Tipo, mafia nigeriana?

«Non sta a me dire se esista o meno, ci sono uffici investigativi preposti. Dico solo che siamo davanti a un’organizzazione verticistica che fa dello spaccio un business. Mi chiedo: se quel ragazzo fosse morto davvero, cosa sarebbe accaduto?».

«Forse non si sarebbero fermati al blocco di una strada. Quell’episodio può succedere mille altre volte perché loro scapperanno e noi dietro a rincorrerli. Se avviene la tragedia, si scenderà in guerra». Prosegui la lettura »

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Kabobo devasta carcere e aggredisce agenti: ma non aveva “cambiato vita”?

Milano, 20 feb – A quanto pare Kabobo sente di nuovo le “voci”. L’anno scorso giornali come Repubblica avevano titolato commossi a proposito della “nuova vita di Adam Kabobo”: studiava, lavorava in carcere, si stava curando. Ma evidentemente non si è mai sopito il mostro incontrollabile che agita l’anima dell’immigrato ghanese, che l’11 maggio del 2013 scese in strada e uccise, armato di piccone, tre donne e ferì due uomini: l’altro ieri, nel carcere di Opera dove sta scontando una pena detentiva di 20 anni, il pluriomicida è esploso in un accesso di furia devastatrice talmente incontenibile che la polizia penitenziaria si è vista costretta a chiedere l’autorizzazione per sedarlo con un’iniezione di tranquillanti.

La procedura per ottenere questo permesso è però macchinosa e costellata di lungaggini burocratiche: l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio (il famoso Tso) va chiesta al Comune, che valuta di caso in caso se approvare o meno la procedura. Nel frattempo, gli agenti non hanno potuto fare altro che contenere alla bell’e meglio il furore folle dell’immigrato, cercando di evitare, per quanto possibile, di trovarsi lungo la traiettoria dei suoi fendenti impazziti. E quando il consenso al trattamento è arrivato, non è di certo stato facile bloccare Kabobo per praticargli l’iniezione. Prosegui la lettura »

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L’Ungheria chiude ai migranti. Parte la campagna contro Soros e Juncker

Il governo di Viktor Orban ha lanciato da tempo una campagna contro l’Unione europea e il magnate naturalizzato americano

L’Ungheria di Viktor Orban lancia una nuova campagna contro l’immigrazione

E gli obiettivi sono due: George Soros e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. La campagna del governo di Budapest accusa i due uomini di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo quanto riportato su Facebook dallo stesso esecutivo guidato da Orban, la campagna prevede cartelloni pubblicitari per le strade in cui sono raffigurati Soros e Juncker con una didascalia: “Anche tu hai il diritto di sapere cosa sta preparando Bruxelles: vogliono introdurre la quota di redistribuzione obbligatoria, indebolire i diritti degli Stati membri per quanto riguarda la difesa delle frontiere, facilitare l’immigrazione con un visto per i migranti“. Prosegui la lettura »

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“Abusi su bambini sordomuti. E Papa Francesco sapeva”. Inchiesta del Washington Post sul Provolo di Verona, che attraversa due continenti

 

LA BOMBA

Se confermata, l’inchiesta del WP rischia di essere devastante per i vertici della “Chiesa di Bergoglio” (nell’articolo viene chiamata “cattolica”, ma sappiamo che non lo è, dalla morte di Pio XII, n.d.r.)

Una lunga indagine di WP svela uno dei peggiori scandali della Chiesa che sarebbe stato ignorato dal Vaticano

Presunti abusi su bambini sordi, coperti dalla Chiesa di Papa Francesco. È una vicenda sollevata da una approfondita inchiesta del Washington Post su uno “dei peggiori scandali” di abusi nella Chiesa che riguarda sacerdoti in Argentina e in Italia. Al centro l’istituto religioso per sordomuti Antonio Provolo e tredici persone accusate, più una quattordicesima che si è dichiarata colpevole di abusi sessuali, compreso lo stupro, ed è stata condannata a dieci anni di reclusione.

A capo della banda, scrive il Washington Post, un sacerdote 80enne italiano dal nome Nicola Corradi, atteso a processo nel mese di marzo.

Corradi era il direttore spirituale della scuola e aveva una carriera decennale che attraversava due continenti. E così il suo arresto alla fine del 2016 sollevò una domanda immediata: la Chiesa cattolica aveva la sensazione che potesse essere un pericolo per i bambini? Prosegui la lettura »

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Andreas Hofer, non trova pace

 

Crescendo ho imparato che non vi sono nemici da combattere, ma verità da difendere.

Dovuta premessa per fugare ogni dubbio dall’idea che il mio approccio ad Andrea Hofer “diverso” dagli Schutzen sia pretestuoso, campanilistico, da tifoseria o addirittura anti Asburgico.

Il casato degli Asburgo fino alla rinuncia dell’imperatore Francesco II d’Asburgo del titolo di imperatore del sacro romano impero, scegliendo di mantenere solo il più modesto titolo di imperatore di Austria e Ungheria, detenevano il titolo di imperatori del Sacro Romano Impero, titolo che ha avuto origine dall’incoronazione di Carlo Magno, avvenuta la notte di natale dell’anno 800. Dunque chi ha a cuore e trova nella classicità romana il proprio modello e riferimento valoriale, non può che abbracciare benevolmente il casato degl’Asburgo. Certamente, come accadde nel periodo dell’impero romano, anche durante le reggenze degli Asburgo, non tutti gl’Imperatori furono all’altezza e degni dell’incarico ad essi affidato.

Ad esempio l’imperatrice Maria Teresa, con mano più energica rispetto ad imperatori, che secoli prima l’avevano preceduta -vedi Corrado II e Massimiliano I- mise in atto una germanizzazione dei territori di lingua   d’origine latina senza precedenti, Costa divenne Kostner, Ciampac divenne Kompatscher, eccetera. Il figlio Giuseppe II nell’anno 1785 di propria iniziativa denomino il Trentino in Tirolo meridionale. Il suo successore al trono, il fratello Leopoldo, illuminista massone come Giuseppe II, entrambi anti cattolici. Francesco Giuseppe (del quale si racconta che sia stato figlio di Napoleone) volle e firmò la legge anti italiana. Così si espresse il Consiglio della Corona il 12 novembre 1866,  «Sua Maestà ha espresso il preciso ordine che si agisca in modo deciso contro l’influenza degli elementi italiani ancora presenti in alcune regioni della Corona e, occupando opportunamente i posti degli impiegati pubblici, giudiziari, dei maestri come pure con l’influenza della stampa, si operi nel Tirolo del Sud, in Dalmazia e sul Litorale per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno. Sua maestà richiama gli uffici centrali al forte dovere di procedere in questo modo a quanto stabilito.» Prosegui la lettura »

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