Segnalazione Quelsi

 

VENDOLA In Puglia è sempre festa: la Asl di Bari paga i disinfettanti 30 volte il loro valore

by Rosengarten

E’ ormai di pubblico dominio che lo Zar di tutte le Puglie abbia consolidato e perfezionato la prassi da lui introdotta per decidere in prima persona sulle nomine dei vertici delle aziende pubbliche del suo Regno.

L’obbiettivo è quello di assicurarsi che solo le “eccellenze” in ogni campo, sanitario, amministrativo, ambientale, della scuola o del lavoro siano chiamate a dirigere i carrozzoni pugliesi, ed il mezzo adottato per mettere a tacere la nobilissima e regale apprensione che lo coglie e che non lo fa dormire ogni volta che c’è una nomina da fare, non è quello della chiamata nominativa, che almeno sarebbe coerente e non ipocrita, bensì quello del concorso pubblico con vincitore nominato a priori per autonoma ed inappellabile decisione dallo Zar. Alcuni solerti e scevri magistrati, politicamente non schierati, hanno provato a metterci il becco ed a fare luce in questo andazzo, un malvezzo da tre anni e più denunciato persino dalla Corte dei Conti, ma invano. Risultato del procedimento cui è stato sottoposto lo Zar Nicola da Terlizzi: imputato prosciolto perchè il fatto non sussiste (tiè!), il procuratore Antonio Laudati ed il pm Desirèe Digeronimo impacchettati e spediti a Roma dove non possono più fare danni, almeno non a Vendola. Ci aspetta il processo d’appello, ma non ci facciamo illusioni. Chi si azzarda a mettersi contro il collerico despota peuceta, che vanta potenti amicizie che vanno dai rappresentanti della sinistra pugliese e nazionale, sino a San Nicola?

Va comunque dato atto allo Zar che con il suo sistema “decido-tutto-io” le cose filano non bene, ma benissimo. Sì, che volete, nessuno è perfetto, qualche sbavatura qui o là, qualche piccolo incidente di percorso, ma chi ne è esente? All’ospedale Miulli la Regione Puglia doveva 42,5 milioni di euro per fatture relative a prestazioni sanitarie in convenzione mai onorate. E’ intervenuto lo Zar e tutto è andato subito a posto: corrisposti al Miulli 150 milioni di euro, “solo” 107,5 milioni in più del dovuto, un vero affare per i suoi sudditi contribuenti, non trovate? Tranquilli, è stato indagato, ma prosciolto in istruttoria perchè buttare 107,5 milioni nella Puglia zarista evidentemente non è un danno erariale, nè costituisce reato. Poi dicono che le PA non pagano le aziende private. In Italia, mica in Puglia: laggiù le pagano, altrochè se le pagano.

Di altre cosucce ed amenità del genere più o meno si sa tutto. Per esempio nel mare attorno al Salento ci stanno giacimenti di gas con riserve che fanno impallidire quelle del Texas, ma vietato trivellare, che altrimenti si inquina. Però al contempo si accetta che sotto all’Adriatico si snodi il tratto terminale del TAP, Trans-Adriatic Pipeline (gasdotto trans-Adriatico), con approdo sulla spiaggia di sabbia dorata di San Foca (Lecce). Perchè il gas estratto gratis in casa fa schifo, specie per uno che si spaccia per ambientalista, mentre il gas che arriva dall’Azerbaigian, fornito dal colosso asiatico Shah Deniz II, che per averlo devi pagare il prezzo deciso dal fornitore e che ti viene recapitato a casa da una struttura di proprietà di un consorzio tra la norvegese Statoil (42,5 %), la svizzera Axpo Holding (42,5 %) e la tedesca Eon-Ruhrgas (15 %) va benissimo. Tra l’altro, rimane che un gasdotto è un laccio che ti cattura e ti imprigiona. Una volta che si dipenderà dal TAP non si disporrà di alcun potere contrattuale per negoziare il prezzo: unico fornitore, prendere o lasciare. Ma come fai a lasciare?

Ma a questo ha pensato lo Zar. La moda del momento sono i rigassificatori. Negli Usa ne stanno costruendo a decine, perchè permettono di riportare allo stato gassoso i gas liquefatti appena estratti. Il concetto è semplice: il gas lo vai a prendere con le navi-cisterna e lo porti al rigassificatore, quindi lo immetti in rete di distribuzione. Dove lo vai a prendere? Facile: accendi il pc e vedi chi al momento offre il meglio al prezzo più basso, chiudendo un contratto vantaggioso in un regime di serrata concorrenza tra i produttori. Nessun legame, massima libertà, approvvigionamenti certi perchè i fornitori sono tantissimi, prezzo il più basso possibile, mediamente un quarto di quello che ti applicano sul gas via gasdotto hanno stimato in America. La British Gas Italia aveva progettato di realizzare un rigassificatore a Brindisi, ma dopo 12 anni di tiritere burocratiche e 200 milioni di euro già spesi la BGI si è arresa ed ha rinunciato. In fumo 1200 milioni di investimenti, una risorsa strategica per l’intera economia del Sud-Est e 1000 posti di lavoro: per Vendola era pericoloso. Infatti, chi vuole può ammirare i suoi due pericolosissimi gemelli: uno funziona nel Galles, il secondo è installato al centro dell’aerea urbana di Barcellona, entrambi operativi dal 2005. Poi vogliamo parlare di Taranto, dove Lo Zar con la sua ammirata abilità di “stratega e politico dalla parte dei lavoratori” non è riuscito a salvaguardare nè i posti di lavoro, nè a tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente, permettendo che alla fine si sia dovuta interrompere la produzione di quella che era la seconda acciaieria d’Europa e che ci garantiva il controllo di un settore strategico per l’intero sistema produttivo ed economico nazionale?

Adesso è uscito fuori che a Foggia alcuni disinfettanti utilizzati in ospedali locali venivano aquisiti dalla Asl dauna a prezzi di una ventina di volte superiori a quelli di mercato, circa 1000 euro per tanica da 5 litri. I vertici regionali, quelli composti da persone di fiducia nominate dallo Zar, si son subito mossi (ma prima dove stavano? ndr) per vederci più chiaro e ci hanno visto chiarissimo, roba da mettersi gli occhiali da sole. La famigerata Asl di Bari, quella direttamente controllata dal duo Cosentino-Vendola, cioè il braccio e la mente della sanità barese, riusciva a fare molto meglio di Foggia, essendo arrivata a pagare il “Trigene”, poi rinominato in commercio “Distel”, o il “Medistel” o il “Perascope” trenta volta di più del loro comune costo di listino. Ed il bello è che il tutto ciò era scaturito da una gara per la fornitura di tali prodotti “regolarmente” assegnata, mica da forniture sottobanco.

L’approvvigionamento di questi prodotti avveniva sin dal 2008 presso una ditta di Crotone con un contratto che era scaduto e che fu oggetto di varie proroghe, sulla liceità e legalità delle quali stendiamo il più pietoso dei veli di silenzio. Nel 2010 fu indetta un’altra gara, con assegnazione, si suppone, all’offerente più conveniente. In base all’esito di questa gara, dal 2010 l’Asl di Bari e strutture associate versavano al fornitore del disinfettante “Trigene advance” 1.548 euro per ogni tanica da 5 litri. Ed erano pure contenti e convinti di avere fatto un affarone, perchè un flacone da un litro di quel disinfettante gli era stato offerto a ben 475 euro l’uno. Ora, siccome 475 moltiplicato 5 fa esattamente 2.375 euro, ecco che gli zarépoti, cioè i nipotini chiamati dallo Zar a dirigere, ritenevano di risparmiare ben 827 euro a tanica da 5 litri e di conseguenza di “aver fatto fesso il fornitore”. Peccato però che se entrate sul sito della “Gnt” che è il nuovo fornitore dal 2013, il “Disinfettante medico per superfici Distel Eucalyptus”, che si precisa corrispondere esattamente al Trigene, costi solo 51,50 euro a tanica da 5 litri. Per almeno 5 anni, sotto il Regno di Nicola II, Zar di tutte le Puglie lo stesso prodotto è stato pagato dalle 20 alle 30 volte in più, non da Vendola, ma dai pazienti e dai contribuenti pugliesi. Insomma 30 e gode, ma chissà chi.

Tenuto conto dei prezzi di mercato e dei quantitativi di prodotto consumati l’anno scorso, secondo stime attendibili solo l’azienda sanitaria barese ha sostenuto un costo di oltre 350mila euro, invece dei 10mila euro che avrebbe dovuto spendere. Moltiplicate per 5 anni e per due, oltre a quella di Bari c’era dentro almeno l’Asl Foggia, poi considerate l’intera sanità pugliese e tutti i farmaci ed i prodotti medicinali….Sarà per questo che lo Zar i propri massimi collaboratori se li sceglie personalmente? E state tranquilli, perchè lo Zar non abbandona nessuno, copre tutti ed ha sempre una scusa buona per tutto. Pensate che qualcuno pagherà per questo “spreco”? La risposta è no, perchè hanno già trovato l’escamotage per scaricarsi da ogni responsabilità: dirigenti vendoliani incapaci? No truffati. Che San Nicola, quello vero, protegga i baresi.

Rosengarten | febbraio 19, 2014 alle 4:51 pm | URL: http://wp.me/p3RTK9-3Tc