di Redazione

KASPERIl Cardinale domani relatore al Concistoro sulla famiglia: «Non è immaginabile che se uno cade in un buco, per lui non c’è alcuna uscita. Questa non è misericordia»

 

 

 

 redazione (vatican insider)

 «Non si possono deludere le attese soprattutto sulla famiglia. Serve più sinodalità». Il cardinale Walter Kasper, che sarà relatore domani al Concistoro straordinario sulla famiglia convocato da papa Francesco, lo ha affermato a margine dei lavori del seminario su dialogo interreligioso e violenza promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, come riferisce l’Agenzia giornalistica Italia.  «Ogni peccato può essere assolto, ogni peccato può essere perdonato. Questo è il punto di partenza: non è immaginabile che uno possa cadere in un buco nero da cui Dio non possa tirarlo fuori».

 Il riferimento del Cardinale tedesco, presidente  emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, per quanto implicito, è chiarissimo. E l’ammissione alla comunione dei divorziati risposati è stata sollecitata da numerosi questionari pre-sinodali. «I questionari sono il modo con cui il popolo è ascoltato», spiega Kasper. «Ancora non abbiamo i risultati completi, sappiamo cosa si pensa in alcuni paesi d’Europa, ma gli altri? Vediamo cosa pensano gli africani. E come navigare». «La dottrina – ricorda – non è una laguna stagnante. La vita cristiana è un cammino, un punto di partenza, non di arrivo, e il compito della Chiesa è accompagnare il popolo. Rispettando l’esperienza del popolo di Dio. Papa Francesco ci invita ad andare verso le periferie dell’esistenza umana. A essere come il Buon samaritano che aiuta e non come il sacerdote e il levita del Vangelo che hanno le loro risposte preordinate per tutto. Dobbiamo essere l’ospedale da campo che cura le ferite».

 Rispondendo a una domanda sui tanti fallimenti di matrimoni, Kasper ha indicato nella Misericordia di Dio la possibilità di un ritorno ai sacramenti: «Per me – ha detto testualmente – non è immaginabile che se uno cade in un buco, per lui non c’è alcuna uscita. Questa immagine non è conciliabile con la misericordia. C’è un’uscita per colui che si pente e si converte. Ma un buco senza uscita è per me impossibile». Dunque «c’è una seconda chance se la persona è aperta».

 Secondo il Porporato, riguardo alla pastorale familiare «ci sono grandi attese». «Ci sono – ha spiegato – attese buone ma anche esagerate. Speriamo che il Papa possa fare qualcosa perché non si possono deludere tutte queste attese, soprattutto sulla famiglia. La famiglia è al centro di una crisi ma è anche la cellula della Chiesa e della società. E qui è il vero problema di oggi». In merito, il Cardinale ha detto che alla Chiesa serve «più sinodalità. Non si può fare tutto da Roma. Si deve ascoltare e solo alla fine deve decidere il Papa. Ma prima bisogna ascoltare. E questa sinodalità mi pare sia molto importante per prendere sul serio le decisioni e le opinioni degli altri».

Riguardo in particolare ai questionari pre-sinodali che dalla Santa Sede sono stati inviati in tutto il mondo, Kasper ha detto che proprio «tramite il questionario» il popolo «è ascoltato». Il Porporato tedesco ha quindi detto di conoscere solo i risultati dei questionari della Germania, della Svizzera e dell’Austria ma «sarebbe comunque importante sapere che cosa pensano gli africani o gli asiatici». «Difficile» dire come poter navigare in mezzo a tante voci e opinioni. «Dobbiamo ritenere la sostanza della dottrina – ha osservato il cardinale – ma le applicazioni possono essere un po’ diversificate perché le culture sono tante, diverse e penso che il matrimonio ma anche tutta la vita cristiana è un cammino e l’ideale cristiano è spesso un punto di arrivo e non un punto di partenza. Anche i santi non sono caduti dal cielo. Hanno fatto un cammino ed è compito della Chiesa accompagnare e consigliare il popolo su questo cammino».

 Pertanto la dottrina, ha proseguito Kasper, non è come un lago stagnante. “Anche la tradizione è viva, è un torrente. E le esperienze del popolo di Dio devono essere rispettate”. Il Cardinale ha ricordato quindi l’immagine di una Chiesa con le porte aperte. «Questo è il messaggio del Papa che spinge la Chiesa ad andare fuori, a uscire, nelle periferie, non soltanto delle città ma anche nelle periferie dell’esistenza umana». Poi facendo riferimento alla parabola del Buon Samaritano ha detto: «La Chiesa – dunque – deve essere un po’ come il Samaritano anche nell’ospedale che è la famiglia. Deve cioè guarire le ferite che ci sono e aiutare».

 

Fonte:  http://www.lastampa.it/2014/02/19/esteri/vatican-insider/it/kasper-il-divorzio-non-un-peccato-non-assolto-IGpvtYqGpkIOQ4a97rC3oJ/pagina.html