di Matteo Castagna

MANETTE 2Il giorno dopo il nostro blitz in Consiglio Comunale, il Sindaco Tosi è corso in Procura per consegnare nelle mani di Schinaia un video che proverebbe un tentativo da parte della nota trasmissione d’inchiesta Report di confezionare una puntata per distruggerlo politicamente. La replica della conduttrice del programma, Gabanelli, non si è fatta attendere. Alle accuse ha risposto che in 17 anni di lavoro ha ricevuto diverse “querele preventive”, nessuna delle quali ha portato a condanne. Ad alcuni òa mossa del sindaco è parso un gesto disperato da “fine impero”. Altri lo difendono a spada tratta. Noi, per il momento attendiamo fiduciosi la messa in onda della trasmissione, per formulare un giudizio completo ed obiettivo.

 Dopo l’azione eclatante condotta da Forza Nuova e Christus Rex, che lanciando manette all’indirizzo dei politicanti locali, ha fatto sospendere il consiglio comunale di ieri, chiedendo le dimissioni del sindaco Tosi e dell’intera Giunta, la replica fiacca e roca dell’interessato e la reazione del suo entourage dimostrano che in città, per qualcuno esiste una sorta di “incubo politico” che non fa dormire la notte:
l'”incubo delle tre “C” (Castellini, Chiavenato, Castagna).

L’azione svolta ha un semplice quanto chiaro significato politico: il “Modello Verona”, tanto sbandierato, che il Sindaco vorrebbe importare in tutt’Italia, è l’esempio del fallimento della buona amministrazione, trasparente ed efficiente, votata al senso del dovere, alla risoluzione dei problemi ed al Bene Comune.
Siamo in realta’ di fronte a un sistema di potere che ricorda molto quello di Re Lele Sboarina negli anni ottanta, fatto di clientele, tentacolare nei confronti di tutti i poteri forti, non solo economico-finanziari e curiali, addirittura legati ad ambienti della malavita organizzata.

Un sistema omertoso e settario, che seleziona gli amministratori non sulla base delle capacità ma su criteri di fedeltà assoluta al “capo”.

In sette anni la Giunta Tosi ha promesso tanto e realizzato solo quello che ha concordato con le lobby e le fondazioni bancarie.
Per la sicurezza e vivibilità dei quartieri ha spostato la feccia dal centro alla periferia. Le grandi opere sono tutte ferme al palo. Il filobus non parte perché la ditta che si è aggiudicata l’appalto non ha prodotto il certificato antimafia.

Il “Modello Verona” si sta demolendo, non solo nel suo immobilismo, coperto da abili e costanti operazioni di propaganda mediatica, ma soprattutto viene contraddetto da inchieste, indagini, arresti, condanne, sequestri, perquisizioni che stanno colpendo al cuore personaggi chiave, su cui il sindaco ha sempre riposto la sua massima fiducia.
Giacino e Giorlo non sono casi isolati, come certi lacché si sono affrettati a dire ai giornali, perché oggetto di indagini e scandali sono, a vario titolo, il Comune, l’Agec, gli enti dei Trasporti, l’Aeroporto, Acque veronesi, la Fiera, Agsm, Amia. Praticamente quasi tutto ciò che costituisce il sistema amministrativo della città.  

Siamo alla punta dell’iceberg, e solo Forza Nuova l’ha voluto e saputo dire prima di tutti. Solo Forza Nuova ha avuto ieri il coraggio di gridarlo in faccia ai responsabili.

 

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Luca Castellini, responsabile Nord Italia Forza Nuova
Yari Chiavenato, dirigente di Forza Nuova
Matteo Castagna, portavoce Circolo Cattolico Christus Rex