Segnalazione Quelsi

By http://www.qelsi.it/author/helmut-leftbuster/

SCHNEEWEISEccoli al lavoro i supereroi dell’uguaglianza e i nemici giurati delle discriminazioni: combattono i cattivi, i prepotenti e i tiranni? No, boicottano l‘insegnamento delle favole nelle scuole, accusandole di fornire stereotipi sociali datati e discriminanti per le diversità.

In effetti le loro paure vanno capite: che cosa potrebbero pensare, i bambini, del “Bronx” che intravedono dalle finestre di scuola, se si lascia che lo confrontino con la “troppa” delicatezza, la “troppa” purezza d’animo, “l’eccesso” di buoni sentimenti offerti dalle favole che per secoli si sono tramandate di padre in figlio dalle nostre parti?

Molto meglio farli ambientare direttamente nel clima metropolitano delle gang, nella violenza dei videogiochi, nel cinismo anti-familiare di cui è impregnata la filosofia globalista, così che la realtà non paia loro troppo laida rispetto all’inferno che gli si sta apparecchiando.

E con che cosa sostituiamo le orrende Biancaneve razziste e Principi azzurri maschilisti e omofobi? Ma con il rap, naturalmente, musica d’inclusione e di amore da sempre, non foss’altro che per esser suonata da afroamericani vittime d’una società violenta che qualche cattivone alieno avrà loro a sua volta apparecchiato negli anni addietro.

Tanto per non passare da sprovveduti, riportiamo un testo a caso di questa nuova musica da “libro Cuore” (da “Autodistruzione” di Emis Killa):

Ho imparato che questa realtà

si fa sempre più brutta

come una donna che invecchia

quando la sera si strucca,

e a dirla tutta non mi fotte un cazzo

né di me, né di te, né del cash, né di chi c’è o non c’è.Credi che, basta farsi una famiglia per salvarsi?

Ne ho visti tanti amarsi e poi mollarsi come gli altri se rispettarsi al giorno d’oggi è raro

il risultato è chiaro non sarò mai meglio di ciò che imparo.

Ma è solo una delle tante canzoncine educative volute nelle scuole dagli improvvisati maestrini.

Ora, diamo un’occhiata a questo documento pdf dell’Unar, ovvero l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, il promotore della proposta in oggetto: un condensato di livore contro ogni italianità, un coacervo di valori tradizionali rovesciati come crocifissi ad una messa nera, un manifesto di totalitarismo ideologico fatto di ossessioni talmente palesi da risultare macchiettistiche, se di mezzo non ci fosse la libertà di pensiero, un bene troppo prezioso per noi figli di Atene e di Roma, per poter essere messo alla berlina da una banda di ossessi.

Ebbene, questi organismi di dubbia ufficialità (qualcuno di voi ne ha mai votato il finanziamento?) che ogni tanto spuntano come talpe a metter le unghie su circolari e regolamenti ministeriali, attuano metodi così scellerati, da scatenare dissidi ed incidenti all’interno della stessa sinistra compagine che li sostiene, come accaduto col Ministero delle Pari opportunità sulla faccenda in questione.

Allora, invece di uccidere le nostre dolci fiabe secolari come monelli capricciosi che calpestano colorate farfalle per la sola invidia di non saper volare come loro, farebbero bene a consultare pedagoghi, sociologi e antropologi prima di decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato per i nostri figli.

E nel frattempo provino a leggersi qualche favola, se riescono ad arrivare alla fine senza prima morire di rabbia.

Helmut Leftbuster | febbraio 17, 2014 alle 10:11 am | URL: http://wp.me/p3RTK9-3RA