di Giovanni Sorbello

BANDIERA IRANDal 20 gennaio, data in cui il Consiglio dell’Unione europea ha sospeso parte delle sue sanzioni contro l’Iran sulla base dell’accordo sul nucleare di Ginevra, tra l’Iran e le sei potenze del mondo, le imprese europee sono in piena competizione per investire in Iran.

Secondo la relazione pubblicata dalla rivista bimestrale statunitense Foreign Policy, più di 100 aziende tedesche stanno facendo affari in Iran. Questi nuovi investimenti potrebbero iniettare fino a 20 miliardi di dollari nell’economia iraniana.

Il consigliere del ministro del Petrolio, Bijan Namdar Zanganeh, ha dichiarato ieri che l’Iran prevede di tenere una conferenza nel mese di luglio per introdurre nuovi termini contrattuali per le aziende internazionali.

Secondo i funzionari iraniani, i giganti petroliferi mondiali, tra cui Royal Dutch Shell, British Petroleum, Petronas e la Repsol hanno intenzione di tornare a lavorare in Iran in seguito l’allentamento delle sanzioni contro Teheran. Anche il secondo più grande produttore di petrolio in Russia, Lukoil, la francese Total e l’italiana Eni hanno inoltre espresso la volontà di riprendere le loro attività in Iran.

Non è da meno la Francia, infatti, una delegazione di 140 imprenditori francesi è attualmente a Teheran per discutere di eventuali nuovi legami commerciali. Tutti alla “conquista” dell’Iran.

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