Segnalazione Quelsi

by Riccardo Ghezzi

AnnozeroMichele Santoro dovrà risarcire con 30.000 euro l’ex senatore del Pdl Giancarlo Pittelli. Lo ha deciso il giudice Vittorio Contento, del Tribunale civile di Roma. Il fatto incriminato risale ad una puntata di Annozero andata in onda il 18 dicembre 2008. Durante la trasmissione, Pittelli, secondo il giudice che ha condannato Santoro, viene presentato come «un riciclatore, dedito a loschi affari», «senza dargli possibilità di replica».

 

Il problema è che le accuse contro di lui erano già cadute mesi prima, essendo state archiviate le accusa a suo carico. Anche un’altra accusa ai danni di Pittelli, citata sempre in trasmissione, era stata archiviata: quella di aver avvisato un indagato suggerendogli di portare all’estero dei soldi. Secondo Vittorio Contento, Santoro non si è curato di «informare correttamente il pubblico e tutelare l’immagine del Pittelli», che non era in studio né in collegamento e non poteva replicare. «Il difetto di un completo contraddittorio avrebbe dovuto essere compensato quantomeno con un’informazione completa».
Quella puntata, nello specifico, riguardava la guerra tra Procure: Catanzaro contro Salerno. Una vicenda seguita alle inchieste di Luigi de Magistris «Why not» e «Poseidone».
Al di là della diffamazione ai danni di Pittelli, il giudice Vittorio Contento contesta il modus operandi dell’intera trasmissione, come si legge nella sentenza: «Nel complesso la partecipazione degli ospiti è stata confezionata in modo da presentare molte più voci favorevoli al De Magistris ed alla Procura di Salerno che ai magistrati calabresi». Una trasmissione faziosa, una scorretta informazione.
Pittelli viene tirato in ballo quando un consulente tecnico nominato da De Magistris racconta di un versamento in contante di 2 milioni di euro da parte di tale Schettini. «Fatto questo in sé per nulla illegale ma di sicuro effetto sul pubblico, il quale è portato a presumere… che lo Schettini fosse un soggetto in qualche modo dedito ad illeciti affari… e che l’attore ne fosse coinvolto».
Se l’Italia è davvero agli ultimi posti delle classifiche della libertà di stampa e qualità dell’informazione, ammesso che tali graduatorie che vengono diffuse in chiave anti-berlusconiana siano attendibili, forse la colpa è di un certo modo di fare giornalismo. Ad esempio, quello di Santoro.
Da oggi, a dirlo è anche il Tribunale civile di Roma.

Riccardo Ghezzi | marzo 16, 2014 alle 9:02 am | URL: http://wp.me/p3RTK9-46V