L’EDITORIALE DEL VENERDI

 

di Arai Daniele

 

APOSTASIANell’articolo di maggio scorso sulla Profezia di Fatima e la demolizione della Chiesa e del Papato, ricordavo che la grande apostasia nella Religione della Verità, ha per esito inevitabile il gran caos morale e la rovina sociale a livello globale.

 

 Non è forse ciò che si prevede per il futuro di un mondo in mano a corrotti, atei e folli?

Ma in cosa consiste veramente la grande apostasia dalla Religione della Verità?

L’apostasia in generale significa abiura della propria fede in favore di un’altra e per estensione: abbandono, ripudio, rinnegamento della fede professata. Si può aggiungere il termine alienazione da una dottrina e nel caso del Cristianesimo, dalla Verità di Cristo; l’abbandono di quanto rivelato e così tenuto dalla Chiesa.

In Italia oggi è possibile fare quest’atto di apostasia ufficiale dalla confessione cattolica tramite lo «strumento legale dello «sbattezzo», fondato sul diritto alla libertà religiosa. Sì, proprio quella varata dal Vaticano 2º, quindi, «diritto all’apostasia» dalla Religione di Dio.

A questo punto, già chi da credito a tale «diritto» di fronte alla Religione della Verità di Dio, pure senza ricorrervi, ha ripudiato un fondamento del Cristianesimo. E sono molti, come tanti sono quelli che accettano l’autorità che lo impone come autorità cattolica.

E qui l’apostasia si è allargata in termini esponenziali già da mezzo secolo.

Non si può allora ignorare una sorda, vasta apostasia materiale coinvolgente il più alto clero; erano quelli chiamati a chiarire l’essenziale per la vita sociale nella Fede, ma non l’hanno fatto. Anzi, hanno allargato la libertà del dubbio come posizione universale. Che parte ha la Profezia di Fatima di fronte a questa grave questione religiosa repressa?

Uno dei teologi che l’ha studiata a fondo è stato Padre Joseph de Sainte-Marie, O.C.D., professore di Sacra Teologia nella Pontificia Facoltà Santa Teresa a Roma. La sua conclusione, semplice e chiara, può essere qui riassunta in poche parole: L’autorità della Chiesa competente a riconoscere se una manifestazione soprannaturale è autentica, ha il potere di dichiararlo in modo infallibile. Una volta che l’ha dichiarata, però, come manifestazione della Volontà di Dio, deve solo seguirla per qual che manifesta. Ciò si fonda sul riconoscimento evidente – nella Religione della manifestazione divina nel mondo – che Dio può farlo quando e come vuole per il bene di fedeli e della Chiesa.

Alla Chiesa spetta l’autorità di riconoscere l’intervento e di certificarlo ai fedeli.

Riguardo alle apparizioni di Fatima, esse sono state riconosciute e festeggiate dalla Chiesa. Abbiamo già visto che esse rappresentano sia nel tempo sia nel contenuto del suo messaggio la risposta alla richiesta d’intervento per la pace fatto ufficialmente da Papa Benedetto XV il 5 maggio 1917. Infatti, la prima apparizione è del 13 maggio e per giunta nello stesso giorno (e forse ora) in cui era consacrato dal Papa il vescovo Eugenio Pacelli, poi chiamato «il Papa di Fatima». Papa Pacelli, Pio XII, è quello che provò a compiere la richiesta del Messaggio della Madonna di Fatima, proprio in vista della terribile situazione del mondo in guerra; la Cristianità rischiava allora di sparire.

Certamente quel Papa ha riconosciuto l’intervento profetico di Fatima, tanto a causa dei miracoli che lo seguirono, come dagli effetti disastrosi verificatisi per non essere stato accolto. Effetti dell’annunziata rivoluzione con cui la Russia ha sparso gli errori e le rovine del comunismo nel mondo e della seconda grande guerra che ha colpito a fondo la Cristianità. Ormai si trattava dei fatti profetizzati dal 1917 con gli effetti previsti di fame e persecuzioni alla Chiesa e al Papa. E il Papato avrebbe “seguito il Re di Francia nella disgrazia”; avrebbe molto da soffrire per aver disatteso la richiesta divina. Ciò in un lunghissimo interregno: quello che viviamo.

E quale pena, se non una devastante apostasia che colpisce a morte il Papato e permette che il Luogo Santo sia espugnato dal potere dell’Anticristo, com’è rivelato nelle Lettere di San Paolo e conosciuta ora dalla visione del Terzo Segreto di Fatima? Se non si riconosce che questa grande apostasia domina a Roma, ed è la causa spirituale delle crescenti sciagure mondiali, come affrontarle?

 

Le risposte della Profezia di Fatima nella realtà del mondo «sbattezzato»!

Ogni persona che legge il Messaggio di Fatima trova lì quanto è successo di terribile nell’ultimo secolo e continua nel nostro tempo ovvero la seguente serie di disgrazie: la rivoluzione comunista di Ottobre in Russia (l’ultima apparizione è stata alla sua vigilia: nel 13 ottobre 1917); la seconda guerra peggiore del 1939-45; le persecuzioni alla Chiesa; l’annientamento di molte nazioni cristiane; l’eccidio virtuale del Papa con tutto il suo seguito fedele, che sarebbe un fatto più chiaro nel 1960 quando in Vaticano c’era Giovanni 23 per massonizzare la Chiesa attraverso il suo conciliabolo ecumenista.

Più profetica di così! Il problema, però, non è certamente nel Messaggio, ma nei suoi denigratori clericali o laici, ormai invasati da uno spirito di apostasia. Dicono: come si fa nell’era del progresso a dar credito a interventi divini con messaggi che hanno per depositari dei bambini analfabeti del retrogrado Portogallo? Non solo, ma che senso ha richiedere al Papa la consacrazione per la conversione di un impero come la Russia affinché il mondo trovi un periodo di pace?

Per rispondere si dovrebbe far considerare dal punto di vista storico la conversione dell’Impero Romano al tempo di Costantino. Eppure questo fatto viene discusso oggi. Insomma, l‘intervento di Dio a favore della Chiesa e perciò dei fedeli e del mondo intero, non manca di riferimenti storici, come la realtà dei secoli del Cristianesimo civilizzatore. Quel che manca è quel po’ de fede per riconoscere la causa di fatti straordinari! Sono questi e altri dubbi a confermare il morbo dell’apostasia generale, tanto più acuto quanto radicato per la contaminazione del clero, dall’alto in basso.

Comunque, la storia insegna che quando non si vuol cogliere una realtà per il bene che offre, si finisce per capirlo nel male della sua mancanza. È il caso del Cristianesimo. Ed eccoci a descrivere le presenti continue sciagure e miserie umane per aprire gli occhi della gente su quel che i cattolici hanno perso. Forse tardi, perché pare servire più che altro al ghigno di bestie insoddisfatte dei resti di una cristianità macellata ovunque.

Già lo prevedeva allora San Pio X nella «E Supremi»: “… si deve pur temere che questa perversione degli animi sia una specie di assaggio e quasi un anticipo dei mali che sono previsti per la fine dei tempi; e che “il figlio della perdizione”, di cui parla l’Apostolo, non calchi già queste terre. Con somma audacia, con tanto furore è ovunque aggredita la pietà religiosa, sono contestati i dogmi della fede rivelata, si tenta ostinatamente di sopprimere e cancellare ogni rapporto che intercorre tra l’uomo e Dio! E invero, con un atteggiamento che secondo lo stesso Apostolo è proprio dell’Anticristo, l’uomo, con inaudita temerità, prese il posto di Dio, elevandosi “al di sopra di tutto ciò che porta il nome di Dio”; fino al punto che, pur non potendo estinguere completamente in sé la nozione di Dio, rifiuta tuttavia la Sua maestà, e dedica a se stesso, come un tempio, questo mondo visibile e si offre all’adorazione degli altri. “Siede nel tempio di Dio ostentando se stesso come se fosse Dio”. (E Supremi Apostolatus, 4.10.1903).

I veri guai colpiscono la sfera più alta della vita – la spirituale – contaminando tutto. Perciò la Profezia di Fatima, dopo aver indicato i guai della rivoluzione e guerre, nella terza parte del Segreto fa vedere il Papa colpito insieme a tutto il suo seguito cattolico.

 

La Profezia di Fatima è l’intervento divino ancora alienato!
E pensare che il Cristianesimo è la religione dell’intervento divino nella polis terrena; della mediazione redentrice di Gesù Cristo che dopo la Sua ascensione ha lasciato la Chiesa per rappresentarLo, rinforzata dai Sacramenti e dai Suoi segni divini. Il Suo Vicario avrebbe avuto il potere di Cristo, per il bene dell’intera umanità. Sarebbe per questa ragione il bersaglio della rivoluzione intenta a “liquidare” il Cristianesimo e l’autorità che rappresenta Dio in terra. Tutto nel senso di produrre l’apostasia finale.

A questo punto, come negare la necessità dell’intervento divino nel corso della vita umana in terra. Ciò avvenne nel nostro tempo attraverso Maria, come riconosciuto dalla Chiesa. Eppure, si accettano le apparizioni di Fatima, ma il suo Messaggio è tutt’ora messo da parte, come se le apparizioni non fossero ordinate al Messaggio. Grande è la solerzia dei capi religiosi, che delle apparizioni mariane curano le adunate e gli introiti, ma offuscando la loro ragione. La Vergine sarebbe apparsa solo per chiedere preghiera e penitenza, Con ciò avrebbe fatto la sua parte, come diceva di Gesù il grande inquisitore di Dostojevskij. In seguito spetta solo ai grandi sacerdoti decidere secondo i loro «segni dei tempi» svelati magari dalla sociologia moderna secondo le necessità del progresso.

Non è proprio questa la mentalità del Vaticano 2º, per il vuoto nelle chiese e il pieno delle sette? Quali i veri segni dei tempi? Gesù li avrebbe interpellati: «Sapete dunque distinguere l’aspetto del cielo e non riuscite a distinguere i segni dei tempi?» (Mt 16, 4).

Siamo, quindi alla questione centrale del Segreto riguardante una persecuzione politica inaudita in seguito al «grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre». Nel Terzo Segreto si capì che era profetizzata la «soppressione» del “Pastore colpito”, equivalente al ritiro di Dio perché permise che fosse “tolto di mezzo” per un tempo il potere che ostacolava gli errori del mondo, cause di disastri politici spaventosi. Demolito l’ordine naturale e divino, il mondo, in nome della libertà, fa svanire pure l’amore al bene e alla verità che regge ogni società umana: un mondo privo dall’autorità della legge divina cade nella grande apostasia. La prova è patente nel degrado clericale che ha elevato al Trono di Pietro i fautori della grande apostasia, preti invasati di modernismo e di relativismo ecumenista aperto ai programmi massoni.

Per capire lo scempio causato dall’operazione ecumenista conciliare, spesso ci cita, e a ragione, l’enciclica Mortalium animos del Papa Pio XI. In essa c’è tutta la Dottrina cattolica nella sua continuità, della Fede pura e integra predicata dalla santa Chiesa attraverso i secoli. Pio XI insegna: “Dove, sotto l’apparenza di bene, si cela più facilmente l’inganno, è quando si tratta di promuovere l’unità (ecumenista) fra tutti i cristiani… i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio.
La devastazione nel piano spirituale imperversa sempre più a causa di quest’alienazione, piuttosto apostasia, degli stessi capi in un Vaticano occupato da allegri demolitori ecumenisti della Chiesa di Dio; tali capi sono – proprio loro oggi – a capo del grande movimento di apostasia «cattolica», cioè delle universali grandi promozioni ecumeniste della setta conciliare, accelerata da un sempre più avventato Bergoglio.

 

Il seguito della grande rivoluzione contro il Diritto naturale e divino

Lo stesso Papa la ripete, anche in altri contesti, come sia nella Mit brennender sorge (14.3.1937), quando parla della libertà e dell’unicità della vera Chiesa, nella difesa del Diritto naturale e divino: “È una caratteristica nefasta del tempo presente il volere distaccare, non solo la dottrina morale, ma anche le fondamenta del diritto e della sua amministrazione dalla vera fede in Dio e dalle norme della rivelazione divina. Il nostro pensiero si rivolge qui a quello che si suole chiamare diritto naturale, che il dito dello stesso Creatore impresse nelle tavole del cuore umano, e che la ragione umana sana e non ottenebrata da peccati e passioni può in esse leggere. […] Anche quei valori più universali e più alti che possono essere realizzati, non dall’individuo, ma solo dalla società, hanno per volontà del Creatore come ultimo scopo l’uomo e il suo sviluppo e perfezionamento naturale e soprannaturale. Chi si allontana da questo ordine, scuote i pilastri su cui riposa la società, e ne pone in pericolo la tranquillità, la sicurezza e l’esistenza…

Quando tale allontanamento dall’Ordine cristiano a favore di un nuovo ordine mondiale viene dalla stessa gerarchia, allora su questo mondo profondamente infermo, privo di sostegno e direzione, sopravviene l’immane disastro di un indescrivibile decadimento.

Il rimedio è stato offerto da Dio, ma purtroppo non fu accolto dai Papi di Fatima: Benedetto XV, Pio XI e Pio XII.

Il risultato fu terribilmente chiaro nel 1960: era insediato in Vaticano un «altro». Era Giovanni 23, un «papa conciliare», fautore di scempi modernistici ed ecumenistici che allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio.

Trascorsi ormai quasi cent’anni d’alienazione «cattolica» relativa al rimedio divino per tanti immani disastri, è in atto l’indescrivibile decadimento per opera di quanti si allontanano dall’Ordine cristiano, scuotendo i pilastri su cui riposa la società.

Oggi, ogni vero cattolico capisce quanto manca il vero Papa per il ripristino dell’Ordine Cristiano a partire da Roma, il che nel piano mondiale sembra solo possibile attraverso la conversione di un grande Impero alla vera Chiesa di Dio.

Sono quasi cent’anni d’alienazione dalla Religione della Verità e dai segni divini di Fatima, per cui questo ripristino dell’Ordine è solo sanabile col ritorno del Papa Cattolico, che consacrerà la Russia al Cuore Immacolato di Maria, come richiesto. Nient’altro può fermare enorme decadimento politico, economico e religioso del mondo presente. Ma ciò è parte di un castigo che nessuno sa con quali altre tragedie, finirà.

Pare impossibile agli uomini una soluzione pacifica, al Signore, però, niente è impossibile. Il problema per i popoli è meritarlo nella situazione presente di generale apostasia e morale miseria.

Che Dio abbia pietà di questa generazione!