Segnalazione Quelsi

by Giuseppe Mele

news_img1_59608_matteo-renzi-960x540Quando c’era, la grande informatica pubblica – mezza Iri e mezza Bankitalia – con mecenatismo si prodigava ad aiutare i centri elaborazione dati dei Comuni più importanti (non quello di Roma che invece era acerrimo nemico). Così a Venezia nacque Venis, gruppo Finsiel. Oggi l’informatica pubblica non c’è più, ne è rimasto, complice Tremonti, un nocciolino efficace, soprattutto sul lato fiscale. E’ rimasta però la piccola, diffusa, frammentata informatica, legata agli enti locali e dintorni. Proprio come Venis, cui toccherà organizzare dal 7 al 12 luglio, il primo grande evento italiano del semestre europeo, Digital Venice che ovviamente tratterà di innovazione digitale.

Tema, luogo, organizzazione, tutto è caduto tra capo e collo al governo Renzi impegnato, più che a costruire, a rottamare quanto fatto (Agenzia Digitale Italiana- Agid) da Monti e Letta che a loro volta avevano smantellato quanto fatto dal ministro Brunetta (Agenzia Innovazione di Giacalone, giustizia digitale, Codice Amministrazione Digitale). E’ stato licenziato il vertice Agid che però, in mancanza d’altri, farà gli onori di casa a Venezia, su cui aleggia il vago contest per la successione deciso dal ministro Madia.

Piano piano si sono alzate le critiche prima sull’operato Agid, poi sulla sua stessa concezione. Monti pensava da naive che Agid potesse accentrare i poteri di ministeri e territori negli acquisti in beni e servizi digitali (informatici, di relazione cliente, televisivi, contenuti web, gestione dei processi interni, di conservazione dati, controllo fiscale, ecc.). Prima di andare alle Poste, Caio aveva invocato l’entrata dello Stato digitale negli articoli costituzionali, sapendo di puntare all’impossibile. Molti ora si chiedono platealmente se Agid serva a qualcosa, nell’assenso silente di gran parte del paese, della sua economia e politica, che anche per il dato anagrafico vuole rimandare l’impatto con la digitalizzazione che espone alla minaccia fiscale, all’eccessiva trasparenza ed all’ennesimo taglio di costi e personale, senza garantire ritorni rapidi.

Come dichiarato congiuntamente da Confalonieri e De Benedetti a Minoli, i big di audiovideo ed editoria attendono per reagire in sinergia che l’Armageddon dei competitori digitali stranieri si faccia minaccia massiva. Sono passati anni luce dalle speranze di Coppola da sinistra, Quintarelli dal centro e Sambuco da destra per il ritorno del berlusconiano ministero dell’Innovazione. Il governo Matteo al contrario ha immesso nella lenta corsia dello sfasciacarrozze non solo Agid, ma anche Cnel e Formez, oltre a 5 scuole per i dipendenti pubblici.

Cosa sarà allora Digital Venice? 500 workshop, progetti, buona volontà, dibattiti e presentazioni tra cui anche quella al libro su Internet di Preto, commissario Agcom. Il miglior digitale italiano lo fanno le 32mila imprese dell’export in crescita, che tranne i casi d’eccellenza H Farm Ventures e Luiss En Lab non ci saranno per impegni economici. Resta la dialettica tra il cliente (Pubbliche amministrazioni) ed il fornitore (Impresa privata) che preferiscono storcere il digitale secondo bisogni e desideri apicali. Si ripetono l’un l’altro che ci vogliono lavoratori formati, ma se la PA disponesse di persone preparate non ci sarebbe bisogno dei privati, che appunto vendono soprattutto consulenza e formazione, messe a rischio dai risparmi e dall’efficienza. Un pool senza fine.

A Digital Venice quindi il solito circo degli addetti ai lavori cercherà di presentare un quadro ottimista e progressista centellinando un po’ dai dati mondiali, un po’ dagli input della Commissione. Malgrado il solito mantra, i problemi del settore non sono solo italiani, anzi. A Digital Venice, verrà, sottovoce, giudicata la politica digitale del quinquennio della commissaria Kroes, l’infaticabile sostenitrice del mercato unico digitale, nemica dei cartelli e dei ricavi da roaming. Deutsche Telekom, in un suo documento illustra così i risultati ottenuti dalla politica olandese: “Internet è presidiato da Google, Facebook e Amazon e le alternative offerte dall’Europa sono pressoché nulle. Nel mercato dei software primeggiano Microsoft, Oracle e IBM, mentre in quello mobile a farla da padroni sono la sudcoreana Samsung e l’americana Apple. Anche nella telefonia ‘pura’, la migliore azienda europea a livello mondiale è la spagnola Telefonica, al quarto posto dopo il gigante nipponico NTT e la Usa AT&T. Le stelle dell’industria europea – da Alcatel a Nokia e Siemens – versano in condizioni estremamente difficili.

Fa eco il Ministro francese dell’Economia Montebourg: “Non vogliamo diventare una colonia digitale dei giganti mondiali di internet”. Se Venezia diventasse il luogo del processo alla Kroes, rea di eccesso di regolamentazione e di protezione dei consumatori come di politiche, che, come sostiene l’Ad DT T Höttges, impediscono gli investimenti per le infrastrutture di nuova generazione, sarebbe imbarazzante per l’Italia, già bacchettata per l’idea (proposta, ritirata, riavanzata) di Boccia della web tax, frustante legge di tassazione sugli 82 milioni di ricavi italiani di Amazon e Google. Per evitare contrasti, Digital Venice sarà una bella kermesse estiva.

Internet ha già costruito il “continente connesso” invocato dalla Kroes e punto fermo del nuovo Commissioner Juncker; un mercato digitale senza leggi, fatto di servizi graditi da italiani ed europei. Forse il ventilato successore della Kroes (l’ex premier Katainen dalla Finlandia tutta digitale) anticiperà nuove impostazioni sicuramente applaudite a scatola chiusa in Italia. Dove, là fuori, ci sono i mondi deboli delle tante inhouse, del bosco di imprese, piccole e no, collaboratrici, mandatarie e commercials delle blue chip, dei creativi, dei musicisti, dei blogger, delle partite Iva web. Rottamare troppo li ucciderebbe e razionalizzarle, ricreerebbe una nuova, non tanto grande, informatica pubblica. In attesa che l’Europa digitale si decida e possa fare concorrenza ad Asia ed America.

Giuseppe Mele | luglio 3, 2014 alle 3:58 pm | Etichette: digitalerenzi | Categorie: Digitale | URL:http://wp.me/p3RTK9-4VI