L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Basterebbe considerare quel che rappresenta Bergoglio in Vaticano e le marce gaypride nel mondo occidentale, per capire la dimensione dell’attuale autodemolizione dell’Occidente, conseguente alla sua clamorosa alienazione dalla Civiltà Cristiana e al nefasto Vaticano 2º.

E intanto, torna da qualche parte il «Califfato» continuatore dell’opera secolare d’espansione violenta del Profeta!

Qui si vuole considerare in quale tessuto sociale s’inserisce tale crollo rovinoso d’ogni difesa di civiltà.

Per riassumerlo vediamo quanto si prospetta nel futuro, a partire dalle seguenti realtà: – la mentalità dominante in Svezia rappresentando la decadenza europea; – degli Stati Uniti d’America e del Brasile, profilando la decadenza del «nuovo mondo».

Per farlo ci siamo avvalsi delle brevi notizie riportate in recenti articoli di CBN News, la cui analisi considera le cause sociali riguardo alla Svezia nell’articolo di Dale Hurd intitolato «Soviet Sweden? Model Nation Sliding to Third World» (2014-04-01). (www.cbn.com/cbnnews)

– Quando il presidente Barack Obama ha visitato la Svezia lo scorso anno, ha espresso la sua profonda ammirazione per il modello svedese. Maciò dovrebbe solo lasciare gli americani un po’ nervosi perché un rapporto delle Nazioni Unite dice che la Svezia sarà una nazione del terzo mondo, sotto la Libia e la Bulgaria, in 15 anni circa. La Svezia è una società che crede correre verso un gran futuro, ma i critici avvertono chela corsa è invece verso il fondo. Essa è un laboratorio per ogni tipo di esperimento sociale: i dirigenti svedesi stanno cercando di costruirvi lasocietà perfetta. Eppure, il paese è paragonato a due altre nazioni che pure si vantavano di provare a edificare una società perfetta: l’Unione Sovietica e la Corea del Nord. Ebbene, oggi in Svezia se non ti piace l’utopia di tal edificazione, non sarete uccisi come in Corea del Nord, ma la tua vita potrebbe diventare in breve molto sgradevole.» (www.cbn.com/cbnnews/world/2009/March/Malmo-Sweden-Growing-Muslim-Influence-/ – 46k – 2009-03-16)

L’utopia di una società perfetta?
«Un video su YouTube mostra un giornalista di uno dei tabloid più importanti della Svezia, Expressen, affrontando uno svedese a casa sua.L’uomo, un professore, ha espresso commenti negativi che pensava fossero anonimi su un sito web riguardo ai problemi degli immigrati in Svezia. Ma gli hacker di sinistra hanno fatto in modo da individuare lui e altri come lui sul giornale come razzisti da esibire alla nazione.

Un’altra persona, un manager, è stato licenziato per la stessa causa. L’intellighenzia di sinistra e i media svedesi ritengono che il multiculturalismo ovvero l’immigrazione su larga scala da alcune delle più povere e più arretrate nazioni della terra, sia una pietra miliare della loro società perfetta. E gli svedesi in disaccordo con tale piano rischiano di essere etichettati come razzisti, fascisti e perfino nazisti.“L’immigrazione è un punto di partenza e di arrivo. È il punto più importante per dimostrare che sei amichevole verso gli stranieri, amichevoleverso l’immigrazione,” è quel che dice il giornalista danese Mikael Jalving, autore del libro «Absolut Sweden». “Esso tratta del risultato di dire che si è ostili all’immigrazione. Una volta dimostrato ciò, sei fuori dal gioco. Una volta che è così “provato” d’essere un razzista o fascista onazionalista, che è parimenti un male, non potrai avere nessuna posizione legittima, o punti di vista accettabili”, spiega. Non importa se il modello d’immigrazione della Svezia stia miseramente fallendo, se i punteggi dei test nelle scuole svedesi stanno crollando, o se la criminalità in alcune aree è salita alle stelle; né che gli immigrati abbiano bruciato il sobborgo Husby di Stoccolma per oltre una settimana l’anno scorso. Molti ebrei ora vivono nella paura di attacchi da parte d’immigrati musulmani e stanno lasciando il Paese. Amon Abdullahi, giornalista della radiosvedese è partita l’anno scorso, tornando alla sua Somalia natale dopo essere stata attaccata dai media svedesi sul suo rapporto di notizie suimmigrati musulmani radicali in Svezia. Alla televisione svedese la giornalista ha affermato che Mogadiscio era più sicura delle aree di immigratia Stoccolma.»

La nuova Svezia: «Stalinist-Style – Dimenticate l’americano in stile “melting pot”, in cui gli immigrati un giorno impareranno a diventaresvedesi. In Svezia, questa è pure un’idea razzista. Jalving dice che ormai gli svedesi devono imparare dagli immigrati, non il contrario! C’è l’odiodella cultura svedese dimostrato dall’elite della nazione. L’assimilazione è interamente fuori questione” dice Jalving alla CBN News. “Tutti ipartiti politici riderebbero [della parola ‘assimilazione’]. [Per loro] la parola ‘assimilazione’ è parola nazista.”
«CBN News ha parlato con diversi giornalisti che hanno descritto un ambiente in stile stalinista in cui i cittadini svedesi hanno ora paura di dire qualcosa che potrebbe farli etichettare dai media come “razzista”. “Se puntano su di te e dicono che sei razzista, allora rimarrai senza lavoro, senza carriera, potresti perdere la tua famiglia; non avrete più futuro”, afferma il giornalista svedese Ingrid Carlqvist. Lui e il giornalista daneseLars Hedegaard hanno il giornale online «Dispatch International», che copre i temi come l’immigrazione, che i principali media in Sveziaignorano. Ma Carlqvist ammette che il loro piano per un giornale tradizionale non è riuscito perché gli svedesi sono impauriti di avere tale giornale consegnato nelle loro case. “Cosa succederebbe se il postino vedessi che segui questo giornale, o lo vedesse il vostro vicino di casa?Potrebbero pensare che sei razzista o che odi i musulmani”, dice Carlqvist. “Abbiamo pensato che avremmo potuto creare una reazione. Lo pensiamo ancora, ma è duro continuare”, dice Hedegaard. «Dispatch International» ha dovuto anche abbandonare l’idea di abbonamenti onlineperché, dopo ripetuti attacchi di hacker, gli svedesi hanno paura di essere esposti. Il sito è ora appeso a donazioni. »

«Un paese del Terzo Mondo?
La Svezia è diventata una nazione in cui alcuni punti di vista sono semplicemente troppo rischiosi perfino a leggerli. “Quello che alcuni genitorisvedesi ora consigliano ai loro figli è di non interferire nella discussione pubblica, di non esprimere le cosiddette idee” radicali “su questo o quello punto critico nel consenso in Svezia”, dice Jalving. “Può danneggiarti in un modo o nell’altro. Gli svedesi vogliono proteggere i loro figli.”
“Questa è una situazione molto brutta, perché vivi in un paese dove non si può risolvere nessun problema. Non sai nemmeno più quali siano i problemi”, dice Hedegaard.
Hedegaard, un danese, è stato quasi ucciso lo scorso anno a Copenhagen da un immigrato che è venuto alla sua porta per sparargli. Lo svedese Carlqvist ha deciso di lasciare la Svezia a causa della persecuzione di coloro che dissentono. La Svezia non è destinata a diventare una nazione del terzo mondo domani, ma secondo il rapporto, un giorno lo sarà. “Abbiamo avuto un paese perfettamente buono”, dice Carlqvist. “Un paese ricco, un bel paese, ma nel giro di pochi anni, il paese si è deturpato.”»

QUALE CANCRO COLPISCE L’AMERICA?

I mali che colpiscono l’America sono diversi da quelli della Svezia di oggi, vediamo i pareri registrati da Paul Strand (2014-05-13) sotto il titolo: Non Capturing America’s Heart: A Third Awakening?

« WASHINGTON – Per alcuni leader religiosi l’America sta affrontando un momento spiritualmente molto buio. “Alla radice del problema dell’America, abbiamo davvero un cancro spirituale che sta corrodendo la nostra nazione”, lo dice alla CBN News il vescovo Harry Jackson,pastore senior della Hope Christian Church in Beltsville, Maryland. Il pensionato Gen. Jerry Boykin che ha combattuto i nemici fisicidell’America all’estero, ora sta lavorando con il Family Research Council, combattendo nemici spirituali. Per Boykin senza un terzo granRisveglio contro le forze come quelle che hanno buttato giù potenti imperi del passato, esse abbatteranno anche gli Stati Uniti.
“Stiamo andando a finire esattamente come questi grandi imperi, che duravano solo una media di circa 200 anni,” ha detto. “Andiamo verso unacompleta auto-distruzione. E si può vedere l’inizio di ciò in questo momento”. Rodney Howard-Browne, nato in Sud Africa e pastore a The River nella mega-chiesa di Tampa, in Florida at Tampa Bay i Fiume a Tampa Bay, dice: “Nel 1700, ci fu un grande risveglio. Nel 1800, ci fu un altro; e dobbiamo avere uno adesso. È cruciale! Howard-Browne indicò le epidemie di aborto e l’uso di droghe illegali nella nazione. “Tremilabambini abortiti ogni giorno, in questo paese. Abbiamo oltre 300 milioni di persone e usiamo oltre il 70 per cento dei farmaci del mondo,” ha detto. Anche mons. Jackson segnala alcuni dei peccati che affliggono la terra. “Abbiamo traffico sessuale”. Abbiamo l’aborto, abbiamorecrudescenza del razzismo, abbiamo odio in abbondanza.” » 

QUALE MORBO COLPISCE IL BRASILE? 

In Brasile oggi domina la sinistra populista di Dilma Roussef, ex guerrigliera, promossa 

da Lula, il sindacalista salito al potere grazie anche alle «comunità di base» appoggiate dal card. Arns, promotore della Teologia della Liberazione. Governo popolare che finanzia Cuba e internamente è impelagato nei più grandi scandali di corruzione politica della Repubblica, che rischia di far fallire perfino quella, una volta prospera Petrobras della nuova ricchezza energetica brasiliana. Nel suo piano per cambiare il Paese c’è naturalmente l’aborto e le leggi del «genere», che, però, stentano a passare, non a causa di una precaria resistenza cattolica, ma alla resistenza delle sette protestanti in crescita. Infatti, dopo ogn’una delle tre visite di Giovanni Paolo 2º e poi di Bergoglio, il Cattolicesimo, già in crollo, dimostrava ben poca consistenza a causa anche del suo misero mondo episcopale conciliare, tanto goffo e confuso quanto eretico e festivo.

BREVE CONCLUSIONE 

Abbiamo visitato tre realtà sociali odierne molto diverse in apparenza, ma colpite dalla stessa crisi autodistruttiva. Naturalmente si tratta di una crisi che ferisce il più profondo dell’anima di quanti, venuti da quella Civiltà Cristiana che ha esteso le sue radici nel mondo, oggi si trovano orfani della Fede con cui nutrire la propria vita e resistenza per sostenere un tessuto sociale capace di reggere forme di vera civiltà. Si è vista l’anima dell’attuale Svezia, che vantava il progresso della «libertà agnostica» raggiunta, è oggi impaurita di fronte al bisogno di correggere, forse troppo tardi, le aperture dettate da una mentalità liberale apatride e aliena alla cultura svedese. E questo nuovo aspetto oggi rappresenta sempre più la tendenza europea dell’incapacità di affrontare, senza una fede i problemi delle minoranze d’immigranti, forti della loro fede nella «sharia».

E cosa dire del «nuovo mondo» corrispondente agli Stati Uniti d’America e al Brasile, con i loro problemi, tanto diversi quanto legati alla stessa presente mentalità religiosa, bacata dall’americanismo a Nord, come dal morbo ecumenista a Sud, per cui tutte le credenze si equivalgono in Brasile, dal pancristianesimo conciliare al protestantico, dallo spiritismo alle sette animiste dalla macumba e candomblé. Guai a negarlo!

A quale fermo Cristianesimo si possono appellare, però, senza la vera Chiesa Cattolica che lo professa consolidato nella forza di due millenni di lotte e di vittorie?

Si può solo capire la crisi attuale se si riconosce che essa è nell’anima dei cristiani, oggi orfani di quell’incomparabile Civiltà Cristiana Occidentale che, vilipesa e disertata dai suoi figli, si vorrebbe sostituire con qualche americanismo o agnosticismo da strapazzo. Questi non offrono la minima resistenza alla forte fede dell’Islam che avanza in un mondo aperto a ogni confusione religiosa; mondo guasto dall’assenza della vera autorità fondata nei Principi divini, rappresentati dal Papa. Ma esso fu «eliminato» dai poteri che incutono quella mentalità anticattolica per colpire anche un intero seguito fedele, come è nella visione del Terzo Segreto. Eppure, restano impresse nell’anima di molti cattolici le parole della Profezia di Fatima, di quasi un secolo fa, per cui, alla fine, Maria otterrà la conversione di Roma, e il Papa cattolico ritornato, fedele ai disegni di Dio, riordinerà il mondo alienato dal Cristianesimo, consacrando la Russia al Cuore Immacolato di Maria. E il mondo demolito, sia materialmente sia spiritualmente, confessando che la sua forza è nel Cristianesimo, avrà finalmente un periodo di pace, non più solo quella dei cimiteri. Sarà la pace nella tranquillità dell’Ordine che segue il trionfo dell’Amore nel Regno del Sacro Cuore di Gesù insieme al Cuore Immacolato di Maria.