Segnalazione Quelsi

 

by Riccardo Ghezzi

 

ECONOMIA IN PICCHIATAAlla fine i nodi arrivano sempre al pettine. Le previsioni ottimistiche, puntuali come le tasse, altrettanto regolarmente vengono smentite. Per quanto riguarda la fantomatica “crescita del Pil”, ormai una vera e propria figura mitologica paragonabile a una Chimera, ormai la tradizione è diventata costante.
Da tre anni si predica ottimismo, assicurando cittadini ed elettori che le ultime manovre finanziarie stanno sortendo gli effetti desiderati, giusto per far digerire sacrifici e austerità. Sempre se il dissanguamento può essere correttamente definito con il termine “austerità”, più consono ad essere utilizzato in caso di razionalizzazione e riduzione di spesa pubblica e sprechi, cosa che in Italia non sembra poter avvenire.

Il Pil cala, dicevamo, anche nel secondo trimestre 2014. E sembra che neppure faccia più notizia. L’Istat è laconico:

Nel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2013.
Il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda, il contributo alla variazione congiunturale del PIL della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo, mentre quello della componente estera netta è negativo.
Il secondo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2013.
Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dell’1% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,4% negli Stati Uniti e del 3,1% nel Regno Unito.

L’ottimo blog Vincitori e Vinti pubblica grafici interessanti a corredo dei dati Istat

 PRODOTTO INTERNO LORDO

 

 

 

 

 

 

 

 

Contestualizzando nel medio-lungo periodo, non si può fare a meno di notare che negli ultimi 12 trimestri, ossia ben tre anni, l’Italia è sempre stata in recessione, se si esclude l’ultimo trimestre del 2013 in cui il pil era cresciuto di appena lo 0.1% (erano i tempi del governo Letta).
Il dato economico è eloquente, quello politico pure: il declino è cominciato con la finanziaria di Mario Monti.
Altri due grafici, prodotti dal giornalista Matteo Gianola per The Fielder, dimostrano l’involuzione del Pil negli ultimi tre anni

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riccardo Ghezzi | agosto 6, 2014 alle 11:24 am | Etichette: calo pilcrisiistatpil,recessione | Categorie: ItaliaPolitica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-5b3