Segnalazione Quelsi

 

by Girolamo Minotto

 

BEI MUSETTI ARABIAbuso endemico di ragazze adolescenti da parte di uomini più grandi, per lo più di origine pakistana”. Siamo in Gran Bretagna, nella città di Rotherham, che conta più di 100.000 abitanti. La frase è contenuta in un rapporto di un’indagine indipendente che si può trovare sul portale Rotherham.gov.uk. Il titolo stesso della relazione mette i brividi: “Independent Inquiry into Child Sexual Exploitation in Rotherham (1997 – 2013)”. Un’inchiesta indipendente sulle violenze sessuali su minori commesse tra il 1997 e il 2013. Dopo sedici anni di silenzio, addirittura di volontaria negligenza da parte di polizia e autorità secondo l’indagine indipendente, finalmente anche i giornali inglesi ne stanno parlando. E la verità che sta emergendo non è per nulla piacevole per una Gran Bretagna che era già stata scossa da un caso simile: 600 bambine islamiche fatte prostituire da cosche islamiche. In questo caso però le violenze sessuali sarebbero circa 1400, forse di più, e per la prima volta si dà direttamente colpa alla comunità che ha protetto i violentatori. Agli imam. A parlare sono state donne uscite dalla comunità. E non è stato facile neppure per loro: una ragazzina che voleva denunciare è stata ricoperta di benzina con la minaccia di essere bruciata viva. Un’altra bambina è stata portata dai consulenti sociali a fare denuncia dalla polizia: prima la stessa bambina era stata minacciata ed a suo fratello avevano rotto le gambe, mentre era dalla polizia le è invece arrivato un messaggio in cui era scritto che avevano preso sua sorella e che non avrebbe dovuto parlare. Lei, ovviamente, si è tirata indietro.

Il consulente sociale allora si è reso conto che c’era una talpa nella polizia ed ha scritto una lettera per il “Constable”, capo della polizia, dello South Yorkshire. Tale missiva è stata concordata con tutta la commissione contro gli abusi ai bambini. il risultato è stato un nulla di fatto, accompagnato da velate minacce della polizia stessa.

Ma cosa è successo, in una Gran Bretagna in cui le comunità pakistane sono ben inserite ed oliate negli ingranaggi sociali, come a Birmingham dove le scuole pubbliche si trasformavano in coraniche e i docenti non allineati venivano espulsi con false denunce di pedofilia?
Lo stesso consiglio civico di Rotherham è stato messo sotto inchiesta. Sino al 2009 i rappresentanti comunali hanno minimizzato tutte le notizie di abusi sessuali nella e della comunità asiatica pakistana. Vi era sempre una cautela o il timore che il colore razziale potesse essere considerato rilevante, quindi, per amore della pace sociale, gli abusi venivano minimizzati. Quando se ne doveva parlare, i membri della comunità adottavano un atteggiamento “machista” che minimizzava le violenze o ne dava le colpe alle bambine, mentre il lavoro della CSE, la commissione che si occupa delle violenze su minori, e della polizia non venivano supportati. Solo dal 2009, con l’elezione di un nuovo presidente è cambiato.
Le bambine della comunità pakistana che sono state coinvolte hanno subito minacce, tra cui la prospettiva di distruggere le loro possibilità di avere un buon matrimonio dopo aver rivelato le violenze.

Fino al 2007 la polizia è stata passiva. Anche se in generale, sin dai primi anni novanta, le forze di polizia hanno avviato procedure atte a contrastare i crimini sessuali minorili, non sono intervenute persino quando chiamate. Addirittura un rapporto sessuale con una bambina di 11 anni è stato fatto passare come consensuale.
La polizia spesso faceva passare queste bambine o bambini come vittime della propria sfortuna. Anche la droga era spesso protagonista: alcune ragazzine sono state drogate e spesso utilizzate come corriere degli spacciatori.
Solo dal 2007 le forze dell’ordine hanno iniziato ad assumere un atteggiamento attivo, con retate ed indagini. Ora vi è un analista specifico per questo tipo di problemi.
Pure nelle scuole qualcosa è cambiato: grazie al programma “Risky Business” vengono segnalati i casi sospetti. Il problema è che la scuola inglese deve integrare molti ragazzi di diverse minoranze, anche molto esposte, come i Rom che sono raddoppiati di numero a partire dal 2000.

Ci sono casi di bambine scomparse dopo aver subito abusi. Persino sorelle, prima la maggiore e poi la minore. Una bambina di 11 anni trovata nuda sul retro di una macchina al limite del coma etilico è stata denunciata per ubriachezza e il caso è stato archiviato, sempre da parte della polizia, senza accertamenti su possibili molestie che in realtà si erano verificate, come poi scoperto dai servizi sociali.
Una bambina nel 2001, oltre ad essere stata violentata, era stata poi ceduta ad altri trafficanti a Leeds ed in altre città.
In casi più vecchi, precedenti al 2000, la polizia ha rifiutato di riconoscere come violenza sessuale i casi evidenti di abuso. Altre volte le minacce dei violentatori hanno portato la famiglia della bambina a sfasciarsi e disperdersi, e la vittima stessa, ormai maggiorenne, è diventata homeless.

Talvolta le bambine venivano coinvolte nel giro con regali e dimostrazioni di affetto, altre con botte. La pratica degli abusi era conosciuta nella comunità. Una volta dei padri sono intervenuti ed hanno assaltato la casa dove le violenze avvenivano, solo per essere arrestati dalla polizia.
Tra i minori violentati vi sono anche dei ragazzini: almeno una decina di casi negli ultimi anni.
La maggioranza dei violentatori è stata descritta dalle vittime come asiatica, che nel contesto specifico è da intendersi come pachistana. Spesso si trattava di tassisti che irretivano i bambini di fronte alle scuole. Le vittime avevano paura di passare per “Razziste” e non denunciavano il fatto. Ancora oggi vi sono timori nel prendere i taxi in città, tanto che questa pratica ha messo in allarme le scuole, costrette ad allertare i servizi sociali.

Altre vittime ricordano di essere state convinte dalla polizia a non indicare l’origine razziale degli assalitori.
Qualcosa è cambiato. Forse le notizie che arrivano dal Medio Oriente e da altre parti del mondo hanno convinto pure la cosmopolita Gran Bretagna a non porgere più l’altra guancia. La notizia è sulle prime pagine di tutti i giornali inglesi. Ed oggi ne parlano anche quelli italiani. Attenzione però: la stima di 1400 vittime è prudenziale.

Si ringrazia Fabioflos per la collaborazione

Girolamo Minotto | agosto 28, 2014 alle 10:16 pm | Etichette: abusi su minorigran bretagna,pakistanirotherhamviolenze | Categorie: Attualità | URL: http://wp.me/p3RTK9-5k5