OBAMA FUMANTE«Questo è soltanto un trucco, oltre tutto oltraggioso: non protegge i diritti dei cittadini, che intendano esercitare un’autentica e sincera obiezione di coscienza»: è questo il commento espresso da Arina Grossu, direttrice del Centro per la Dignità Umana del Family Research Council, a fronte della contromossa decisa dall’Amministrazione Usa dopo lo smacco rimediato a giugno, quando la Corte Suprema diede ragione agli istituti ecclesiali, agli enti no profit ed alle aziende, che per motivi religiosi non intendessero pagare la copertura assicurativa ai propri dipendenti relativamente alle spese per l’acquisto dei metodi contraccettivi ed abortivi.

Una sentenza, tale da disinnescare uno degli aspetti più critici della riforma sanitaria fortemente voluta dal Presidente Barack Obama sin dallo scorso 2010. Per questo il governo statunitense si è messo subito all’opera, per studiare una contromossa, che recuperasse l’originario spirito abortista dell’Obamacare. Ed ora ritiene di averla trovata grazie all’espediente annunciato lo scorso 23 agosto. In cosa consiste? In pratica, il Dipartimento per la Salute intende dribblare obiezioni e magistratura, costringendo gli istituti religiosi, le aziende e gli enti no profit pro-life a compilare un modulo, in cui si dichiari la propria intenzione di non voler pagare la copertura assicurativa sui prodotti contraccettivi ed abortivi. A quel punto subentra il governo per garantire comunque ai dipendenti tali “servizi”, senza costi né per i datori di lavoro, né per il personale. In un proprio comunicato il segretario del Dipartimento per la Salute, Sylvia Burwell, ha dichiarato: «Le donne di tutta la Nazione meritano di aver accesso ai metodi di prevenzione importanti per la loro salute, indipendentemente dal luogo in cui lavorano». Dello stesso avviso, il Portavoce Aggiunto della Casa Bianca, Eric Schultz, che ha raccomandato al Congresso di «agire in modo tale da garantire a qualsiasi donna, colpita dalle recenti decisioni della Corte Suprema, di aver comunque la stessa copertura assicurativa di tutti gli altri». E’ evidente come la Presidenza Usa non intenda minimamente cambiare rotta rispetto alla devastante politica pro choice finora pervicacemente seguita.

Per il momento questa è soltanto una proposta: dev’essere ancora sottoposta ad approfondita revisione, prima di entrare in vigore. E – si spera – si preannuncia battaglia. Le organizzazioni religiose, infatti, hanno già espresso a chiare lettere la propria ferma opposizione al piano escogitato dall’Amministrazione Obama, in quanto, compilando quel modulo, si renderebbero indirettamente complici di una pratica che è e che resta immorale, tanto che a pagarla siano loro quanto che sia lo Stato. Di contro, Planned Parenthood, la più potente e ricca lobby abortista al mondo, nonché aggressiva dispensatrice di contraccezione a basso costo, ha accolto con favore la proposta del governo, elogiandone l’impegno «per tutelare l’accesso delle donne al controllo delle nascite contro le dannose decisioni della Corte Suprema». Per i fautori della vita è di nuovo giunto il momento di rimboccarsi le maniche ed alzare la voce.

(Fonte: NoCristianofobia.org)