Segnalazione di Cristian Rossettini

MOSTRO CONCILIAREPADOVA – Non scherza Bitonci, dopo i controlli direttamente alla stazione per impedire l’accesso in città ad accattoni, mendicanti e lavavetri, l’amministrazione comunale alza il tiro. Non si limita a colpire l’ultimo anello della catena ma questa volta scende al nocciolo della questione. Punta alle radici del business dell’accoglienza. Inutile perseguire il crimine se prima non elimini il mandante. E così l’amministrazione prende di mira colui che del degrado cittadino è storicamente il simbolo: don Albino Bizzotto. Il prete hippy.

«Deve decidere se stare dalla parte dei cittadini o se vuole una casbah», attacca l’assessore alla Sicurezza Maurizio Saia, e parla di tal don Albino Bizzotto, emblema del degrado padovano durante il regno di Zanonato.

«Se Padova diventa pulita e ordinata ma senza cuore verso chi sta peggio, allora Padova ha perso», vaneggia don Bizzotto, preoccupato di perdere la sua ragione sociale. Senza il degrado nel quale sguazza, cosa farebbe della sua esistenza da masochista che definisce gli altri ‘senza cuore’ solo perché non condividono la sua ossessione.

Fonte:  http://voxnews.info/2014/08/16/padova-ce-un-prete-che-fa-del-degrado-un-business-e-protegge-i-criminali/