Il primo cittadino aveva denunciato il giornalista per diffamazione. E invece ora è lui sul registro degli indagati

di GIUSEPPE BALDESSARRO

Processione e inchino al boss, il sindaco finisce sotto inchiesta: "Calunniato il giornalista"

REGGIO CALABRIA – Era tutto vero. Ed ora il sindaco che aveva denunciato il giornalista accusandolo di aver diffamato la comunità di San Procopio (in provincia di Reggio Calabria) è finito sul registro degli indagati per “calunnia aggravata dall’articolo 7 per aver agevolato la mafia”. La storia risale al luglio scorso, quando Michele Inserra del Quotidiano del Sud aveva raccontato che durante la processione di San Procopio, patrono del paesino della Piana di Gioia Tauro, la statua del Santo si era “inchinata” davanti alla casa del boss Nicola Alvaro ed aveva ricevuto l’obolo direttamente dalle mani di Grazia Violi, moglie del capofamiglia (all’epoca detenuto).

Un episodio avvenuto alla presenza del parroco, del sindaco Eduardo Lamberti Castronuovo e del comandante della stazione dei carabinieri Massimo Salsano.

La notizia aveva fatto il giro d’Italia ed era coincisa anche con la nota processione di Oppido Mamertina, ma che aveva fatto registrare una replica durissima da parte di Lamberti Castronuovo. CONTINUA SU: http://www.repubblica.it/cronaca/2014/08/12/news/processione_e_inchino_al_boss_il_sindaco_finisce_sotto_inchiesta_calunniato_il_giornalista_di_giuseppe_baldessarro-93644342/