di Luciano Gallina*

Sopportare con troppa pazienza le ingiurie fatte a Dio è cosa empia (San Tommaso d’Acquino S. Th., I-II, q. 136, a. 4, ad 3um)

Arcade 16-08-2014

Ho appreso dai media del fatto del funerale di Francesco Metrano.

I testi riportati sulla lettera sono stati reperiti nel sito:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/08/15/news/vicini_al_suo_compagno_e_il_prete_al_funerale_benedice_la_coppia_gay-93819233/

Una domanda sorge spontanea ma questi insegnamenti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, sono ancora validi? 

ECCO LA DOMANDA: I quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio

1° Omicidio volontario; 2° peccato impuro contro natura; 3° oppressione dei poveri; 4° frode nella mercede agli operai.

Potrei fermarmi qui. Ma in questi casi qualcuno, anzi quasi tutti si affidano al cerchiobottismo i piu’ dotti all’ermeneutica, figuratevi che i ben due casi hanno cercato di convincermi che esiste “un po’ incinta”!

Riporto alcuni scritti di Santi in riferimento alla sodomia:

Dice San Paolo: “…Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento….. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” (Rm 1, 26-32); Ma veniamo a qualche altra citazione: “…Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor. 6,9-10); “…La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i padricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d’uomini, i bugiardi, gli spergiuri…”(1 Tm. 1,9).

Sant’Agostino (dottore e padre della Chiesa) a dire: “I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. Quand’anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini perché commettessero un tale abuso di se stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si profana la natura stessa che Dio ha creato, è la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a venir violata” (Sant’Agostino, Confessioni, c.III, p.8);

S. Gregorio Magno, nel suo grandioso apostolato, non si dimenticò di asserire: “Che lo zolfo evochi i fetori della carne, lo conferma la storia stessa della Sacra Scrittura, quando parla della pioggia di fuoco e zolfo versata su Sodomia dal Signore. Egli aveva deciso di punire in essa i crimini della carne, e il tipo stesso del suo castigo metteva in risalto l’onta di quel crimine. Perché lo zolfo emana fetore, il fuoco arde. Era quindi giusto che i sodomiti, ardendo di desideri perversi originati dal fetore della carne, perissero ad un tempo per mezzo del fuoco e dello zolfo, affinché dal giusto castigo si rendessero conto del male compiuto sotto la spinta di un desiderio perverso” (S. Gregorio Magno, Commento morale a Giobbe, XIV, 23, vol. II, pag. 371);

S. Pier Damiani, dato che si erano accese delle questioni in merito, ribadì, senza se e senza ma: “Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti, uccide il corpo, rovina l’anima, contamina la carne, estingue la luce dell’intelletto, caccia lo Spirito Santo dal tempio dell’anima” (S. Pier Damiani – dottore della chiesa e grande riformatore dell’Ordine Benedettino – Liber Gomorrhanus, in Patrologia latina, vol. 145, coll. 159-190);

San Tommaso D’Aquino, dal canto suo, volle ribadire il concetto che l’omosessualità è una gravissima offesa a Dio: “Nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura” (S. Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, II-II, q. 154, a. 12);

S. Caterina da Siena – CITANDO LE PAROLE DEL SIGNORE spiega perché anche i diavoli hanno orrore di vedere commesso questo abominevole peccato.

Forse vale la pena inserire quanto disse Il SIGNORE alla santa riguardo i sodomiti: «Non solo essi (NdT: gli omosessuali) hanno quell’immondezza e fragilità, alla quale siete inclinati per la vostra fragile natura (benché la ragione, quando lo vuole il libero arbitrio, faccia star quieta questa ribellione), ma quei miseri non raffrenano quella fragilità: anzi fanno peggio, commettendo il maledetto peccato contro natura. Quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono; poiché non solo essa fa schifo a Me, che sono somma ed eterna purità (a cui è tanto abominevole, che per questo solo peccato cinque città sprofondarono per mio divino giudizio, non volendo più oltre sopportarle la mia giustizia), ma dispiace anche ai demoni, che di quei miseri si sono fatti signori. Non è che ai demoni dispiaccia il male, quasi che a loro piaccia un qualche bene, ma perché la loro natura è angelica, e perciò schiva di vedere o di stare a veder commettere quell’enorme peccato» (S. Caterina da Siena, op. cit., cap. 124).

Santa Caterina da Siena e S. Bernardino da Siena, addirittura affermano che la sodomia è il peccato più grave, dopo quello contro lo Spirito Santo e comunque, se la sodomia è praticata con persistenza, in violazione dei dettami di Dio, anch’esso diventa peccato a cui non c’è perdono: “…Commettendo il maledetto peccato contro natura, quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono…” (S. Caterina da Siena, Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 124)

“Più pena sente uno che sia vissuto con questo vizio de la sodomia che un altro, perocché questo è maggior peccato che sia” (San Bernardino da Siena, Predica XXXIX in: Prediche volgari, p. 915);

S. Pietro Canisio (dottore della Chiesa) non ebbe paura di dire che l’omosessualità viola sia le leggi divine che quelle naturali: “…Di questa turpitudine mai abbastanza esecrata sono schiavi coloro che non si vergognano di violare la legge divina e naturale” (S. Pietro Canisio – dottore della Chiesa- Summa Doctrina Christianae, III a/b, p. 455).

Questi preti che benedicono i sodomiti pensano di essere più giusti del NSGC? Ma questi sciagurati hanno un grande “maestro”: Bergoglio (chi sono io a giudicare) che ha fornito loro la scusa per andare contro persino le parole di NSGC.

Riporto alcune frasi reperite sul sito in oggetto, in grassetto i miei commenti:

“Preghiamo anche per Emanuele, compagno di Francesco”. Preghiamo perché abbandoni la sodomia?

Conosco entrambi da tempo, si preparavano a partire per una vacanza nei paesi baschi e gli avevo anche chiesto di fermarsi a Lourdes per me, per una preghiera”. Cosa penserà la Madonna di essere coinvolta in questa situazione che definire ambigua è risibile.

Ma Francesco aveva versato con sacrificio 25 anni di contributi alla cassa di previdenza degli architetti che ora andranno persi. Se fossimo stati una coppia etero avrei avuto diritto a una reversibilità e avrei così potuto, ad esempio, aiutare i suoi nipoti. In situazioni diverse dalla mia è un’ingiustizia che può rendere drammatica la vita di una persona”. Pecunia non olet. Ma il denaro è lo sterco del diavolo?!?!?!

Credo che il giudizio di Cristo nei nostri confronti sarà quello riportato nel Vangelo di S. Matteo: In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città.

SIA LODATO GESU’ CRISTO

*Lettera inviata a Don Sandro Lusini P.C. Ecc.za Rev.ma Mons. Guglielmo Borghetti