Um caminho sob o olhar de MariaL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nel maggio scorso è stato pubblicato qui su Agerecontra lo studio di Marian T. Horvat, Ph.D. su «due Suor Lucia» (http://www.traditioninaction.org/HotTopics/g11htTwo SisterLucys_Horvat.htm, preso dall’americano Tradition in action, diretto dal brasiliano Atila Sinke Guimarães.

Già avevo trattato il tema nel mio sito www.promariana.wordpress.com, pubblicando foto e testimonianze dei parenti che escludono tale tesi, ritenuta anzi offensiva. Anche se d’accordo con loro, ho sempre lasciato chiaro che vi erano forti ragioni per il sospetto a causa di alcune gravi contraddizioni e non solo di Lucia.

Riepiloghiamo quel che ha notato la dottoressa Horvat nella sua analisi che conclude per l’esistenza di due Lucie.

“Nella serie di foto di Suor Lucia si vede una persona con un differente stato di spirito. Lei è sempre sorridente, a suo agio in pubblico e rilassata nelle sue posture e gesti. Ha perso la timidezza naturale tipica di Suor Lucia I; è diventata non solo senza paura, ma pure interamente integrata e accomodata in ambienti esterni alla vita contemplativa… Lei non sembra ansiosa sul futuro, sulla sua missione di parlare di un castigo pendente, sulla corruzione delle anime consacrate, o sulle molte preoccupazioni che aveva prima. Lei sembra ottimista e contenta. L’accettazione di una dottrina diversa, come notato da molti, rende ancora più grande la difficoltà del problema di accettare che Suor Lucia possa aver detto una cosa fino agli anni 1960 e poi cambiato il suo pensiero più tardi. Quale potrebbe essere la ragione di questo? Se Nostro Signore e la Madonna hanno continuato ad apparire a lei, come dice, perché non dice nulla sul Vaticano II e le cosiddette riforme che venivano da esso, come ad esempio la Messa Novus Ordo, e altre novità liturgiche, con la perdita di vocazioni religiose? Al contrario, Suor Lucia II appare completamente adattata a queste novità; per esempio, nella foto ricevendo in piedi la Comunione il 13 maggio 1991 e il 13 maggio 2000… Se lei ha espresso così gravi preoccupazioni sull’importanza che il Terzo Segreto fosse rivelato nel 1960, perché rimase in silenzio su di esso nei seguenti 40 anni? Contraddicendo quello che aveva precedentemente affermato, come poteva confermare il segreto che è stato svelato dal Vaticano nel 2000, insieme ad una “interpretazione ufficiale” del Cardinale Ratzinger e dell’Arcivescovo Tarcisio Bertone, che hanno poi dichiarato l’episodio di Fatima chiuso” e parte del passato”? Queste e molte altre questioni, potrebbero essere spiegate dal fatto che c’era una diversa suor Lucia presentata al pubblico dopo il 1960…”

Il fatto è che di fronte a una nuova chiesa e le sue autorità che prendevano le distanze dai «profeti di disgrazie», per l’ubbidiente Lucia le parole della Madre di Dio sulla rovinosa situazione della Chiesa e del mondo dopo Pio XII potevano apparire come una sfida all’apparato clericale dominante. Eppure tali parole, troppo gravi e che si rivelarono troppo vere, non potevano essere raggirate dalla Suora.

In una lettera che ho scritto a Suor Lucia nel 1998 ho accennato ai momenti cruciali della sua testimonianza, quando è prevalso uno scrupolo indiscreto nemico della pura e semplice verità.

Il primo momento fu quello della sua intervista del dicembre 1957 con Padre Fuentes, la cui diffusione fu approvata dal Vescovo di Leiria/Fatima e dall’Arcivescovo messicano del Padre, ma che, invisa nel 1959 dal Vaticano di Giovanni 23, fu negata da Lucia sotto pressione del Vescovo di Coimbra, in una notifica apparsa addirittura sui giornali. (Vedi INCOMBE IL «MISTERO» SULLE «DUE SUOR LUCIE DI FATIMA»).

Il secondo momento conosciuto è rappresentato da quel «No» di Paolo 6º a sentire la Suora sul Segreto nella sua visita a Fatima nel 1967. Non era forse un secondo grande segnale della posizione del nuovo Vaticano di fronte a Fatima? Paolo 6, venuto a Fatima dopo la visita all’ONU, si serviva di Fatima per difondere la sua pace ecumenista e non il Messaggio di Maria.

Il terzo momento fu quello delle istruzioni date dal Vaticano di Giovanni Paolo 2º nel 1988, di cui anch’io fu testimone. S’imponeva l’accettazione della “consacrazione fatta nel 1984 come se fosse quella richiesta per la Russia. Perciò si ordinava a quanti erano impegnati nella testimonianza di Fatima di “non più disturbare il Santo Padre con quella richiesta”!

Il quarto momento è conseguenza del colloquio avuto tra la Suora e Giovanni Paolo 2º il 13 maggio del ‘91 a Fatima, che trapelò sui giornali nel 1998 a causa di una avvenuta conversione di Gorbachev, che si sarebbe pure confessato con Wojtyla! Quando tale intervista fu negata dal Vaticano, spuntò la domanda: chi avrebbe potuto ragguagliare la Veggente a proposito di tutto ciò se non Giovanni Paolo e perché? Sarebbe per mettere in luce l’effetto della sua «consacrazione del 1984»? Ma questa volta la Suora non accettò di negare la notizia tardiva di quanto aveva detto a dei cardinali che la visitarono nel Convento tra il 1992 e 1993 e pubblicato nell’opuscolo «Due ore con Suor Lucia».

A causa di questa e di altre contraddizioni avvenute nei contatti della Veggente di Fatima con la nuova chiesa conciliare, molti devoti di Fatima cominciarono a dubitare che non fosse la vera Lucia a parlare, ma un’altra suora messa al suo posto affinché per il mondo la Suora risultasse perfettamente allineata al V2 e dintorni. Perché proprio ciò era successo. L’ubbidiente Suor Lucia di Fatima non aveva reagito diversamente dalla stragrande maggioranza di chierici e consacrati che, quando il falso s’insediò in alto – nel Luogo santo di Dio (cf. II Ts, 2) – e ogni falsità divenne possibile, rimase inerme. Gran mistero! Era sorta una nuova chiesa tesa alla riconciliazione col mondo che, a scapito della fede, presentava le scuse per supposti misfatti storici della Chiesa cattolica, ma i suoi figli fecero silenzio. La nuova chiesa abbandonava le note soprannaturali di unità e santità, per scendere democraticamente al livello d’ogni altra credenza, e ben pochi fiatarono. La conversione alla vera fede diveniva un optional per i nuovi pastori che operavano un’inversione di rotta riguardo alla dottrina cattolica di sempre e a tale operazione ecumenista si adeguò anche la Veggente di Fatima. Dopo il 1959, tutto sta a indicare che Lucia era pronta a seguire i «papi conciliari» promotori di tale rivoluzione.

Ad ogni modo, i parenti e quelli che hanno conosciuto la Suora prima e dopo questa ecatombe generale, non hanno dubbi, anzi restano indignati che si possa far lievitare il sospetto che vi sia stata un’operazione per sostituire Suor Lucia di Fatima.
Da parte mia, dopo una lunga convivenza a Fatima con le persone e i suoi problemi, posso solo dire che il modo come il Vaticano ha forzato la coscienza perfino della Veggente di Fatima dimostra la dimensione della perfidia conciliare. Si tratta della contraffazione voluta in alta sede che finisce per autenticare indirettamente la terza parte del Segreto di Fatima, pubblicata nel 2000 da Giovani Paolo 2º. Costui era sicuro che la sua versione, atta alla diffusione della propria popolarità, non sarebbe mai contestata. Eppure, questa manipolazione della verità, da parte dei «papi conciliari», indica proprio loro come dei «liquidatori del Papato cattolico» (per un tempo), dei demolitori della Città cristiana già mezza rovinata (da tempo), e che continua a degradare il mondo per un tempo indefinito.

La visione storica del loro modernismo, divenuta dominante in Vaticano, eliminando l’elemento soprannaturale, non poteva risparmiare Fatima.

Che altra visione riuscì ad aprire la via al nuovo ordine sorto dall’ecatombe del Papa cattolico con il suo intero seguito fedele; come è nella visione della terza parte del Segreto? Questa è la realtà vista nel Segreto, che il «fantasma» delle due Lucie non può oscurare!

Il futuro è segnato dall’impronta dell’Anticristo

 

Jorge Bergoglio, in continuazione con Giovanni 23, predica l’indifferentismo religioso nel suo libro «Il Cielo e la Terra», scritto insieme al Rabbino Abraham Skorka, e edito da Mondadori come: «Il Pensiero di Papa Francesco sulla fede, la famiglia e la missione della Chiesa nel XXI secolo». Ecco che nella sua pagina finale Bergoglio conclude: “Sono rispettoso verso le nuove proposte spirituali, ma deve trattarsi di proposte autentiche, capaci di reggere la prova del tempo, l’unico in grado di dire se il loro messaggio sia passeggero o destinato a durare attraverso le generazioni. Sopravvivere al passare del tempo: è questa la più grande prova di purezza spirituale.” 

Se per le “nuove proposte spirituali” intende nuove religioni, e se per prova del tempo intende qualche secolo, allora la sua “più grande prova di purezza spirituale” approva diverse nuove religioni umanitarie. Tale «alto» criterio di approvazione non è di certo quello dato solo all’istituzione soprannaturale divina della Chiesa Cattolica Apostolica e Romana. No, «approva» ogni religioni secondo la sua anzianità ecumenistica! Non potrebbe allora escludere il vecchio Islamismo del Califfato di Maometto che lo tiene per infedele e condannabile, anche se ignora che di cristiano o di cattolico non ha un bel niente. Sono queste tirate che più spiritualmente losche non si può a comprovarlo.

Ecco dove si ritrovano tutti i «papi conciliari» che con la loro «libertà di coscienza e di religione» ritengono che tutte le grandi religioni del mondo superano con pieni voti e pure qualche lode la «grande prova di purezza spirituale», rendendosi degne della comunione religiosa per la pace di Assisi! Rimane il solo distinguo: che non preghino eccidi e decapitazioni in nome del loro dio. Il problema, però, riguardo all’Islam, è che sono numerosi e divisi abbastanza per non mettersi d’accordo e sapere se ciò è parte o no del loro credo. E poiché è quanto hanno praticato lungo i secoli, chi potrà negare che professano l’eccidio di tutti gli «infedeli»? Una cosa è certa: quel che conta è quanto decidono i capi più ricchi, forti e violenti.

Come pensa il rispettoso Bergoglio di valutare le nuove risposte spirituali di quelli che poco a poco avanzano in tutto il mondo mentre la resistenza a loro è sempre più alienata da un’informazione civile e religiosa che confonde i veri problemi? E lo spirito del Vaticano 2º fa credere che la maggioranza dei mussulmani è pia e pacifica! Il che è irrilevante nella politica globale. Sono i fatti a contraddire l’opinione derivata da una pacifica interpretazione del Corano. Il discorso applicato alla Religione è molto più semplice e chiaro nell’espressione dell’Imperatore bizantino Manuele II Paleologo in dialogo con un Persiano: «Mostrami ciò che Maometto ha portato di nuovo e vi troverai solo delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva a diffondere la fede per mezzo della spada».
Tutto ciò è stato detto in vista di quella falsa ubbidienza religiosa tanto diffusa tra i cattolici che ritengono un dovere seguire errori, eresie e tradimenti se provenienti da un «papa conciliare», che però consegna la Cristianità ai suoi nemici, emanando un intenso fetore di anticristo.
È molto triste dirlo, ma tutto fa vedere che Suor Lucia di Fatima sia caduta dal 1960 nella trappola della falsa ubbidienza, nonostante Giovanni 23 avesse allora svelato il suo modernismo censurando la divulgazione della terza parte del Segreto, dato dalla Madre di Dio.

Questo forte segno di inimicizia antimariana non sembra sia servito, e non solo a Suor Lucia, per capire quando e con quale spirito di sterminio il nemico salì sul soglio della Chiesa per abbattere il Papa cattolico con tutto il suo seguito. Non è stata proprio lei ha scriverlo? Forse ignorava che corruptio optimi pessima!