by Riccardo Ghezzi

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Segnalazione Quelsi

I No Tav hanno fallito, è tempo di lasciare spazio ai Nuclei Operativi Armati, i Noa, e alla lotta armata. E’ l’ultimo proclama che ricorda tempi andati, quelli del terrorismo e gli anni di piombo. Una dichiarazione bellicosa contenuta in un volantino che ora è al vaglio della Digos.
Un segnale allarmante non solo per la violenza e per le minacce nei confronti di politici e giornalisti, chiaramente identificati con tanto di cognome, quanto soprattutto per quella che potrebbe essere una svolta definitiva del movimentismo No Tav. Una protesta sempre più ideologico e sempre meno ancorata al merito della questione Alta Velocità. Il tunnel in Val Susa è ormai diventato un mero pretesto per battaglie ideologiche di più ampio respiro. Battaglie che contemplano anche lotta armata e violenza.

 

 

 

 

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Gli autori del volantino danno di fatto il benservito ai leader No Tav, compresi centri sociali come Askatasuna definiti “borghesucci”, proponendo di assumere il comando dell’intero Movimento. Spicca la frase più allarmante: “Contro lo stato borghese e reazionario non si utilizzano denunce, tribunali e avvocati, per battere e ridurre al silenzio i nemici si pratica la lotta armata“.

Una situazione delicata che potrebbe essere indizio di un settembre caldo.
Mauro Anetrini, avvocato penalista di Torino, supervisore della Camera penale incaricato di presiedere in qualità di “osservatore neutrale” alle udienze del maxiprocesso No Tav, in una intervista a Repubblica si era espresso in termini molto chiari: si può parlare di “eversione se le rivendicazioni e la protesta si traducono nei fatti in un’aggressione all’ordine pubblico“.
Certo questo volantino potrebbe creare ulteriori tensioni al processo.
Ne abbiamo parlato proprio con Mauro Anetrini.

Avvocato Anetrini, che idea si è fatto del volantino?
Se l’autenticità fosse confermata sarebbe allarmante, quel volantino evoca immagini di anni passati, di terrorismo, dei cosiddetti anni di piombo. Anche se lo stile espressivo differisce molto da quello delle Brigate Rosse
In che senso?
Nel senso che è molto più asciutto, diretto, privo di considerazioni politiche articolate. Estremamente completo, pragmatico.
Chi possono essere gli autori?
Questo non lo so. Credo che le proteste anti Tav siano un pretesto per un’azione politica di più ampio respiro, non solo perché nel volantino vengono prese nettamente le distanze da tutti quelli che finora hanno lottato all’interno del movimento, che, va specificato, è una cosa ben diversa, ma anche perché si rivendica l’efficacia di un certo operato.
Proprio questo è il punto. Perché partire dal “No Tav” per arrivare a una protesta ideologica generalizzata?
Perché la questione Tav dà visibilità dal punto di vista del conflitto, attira maggiormente l’attenzione di tutti, suscita più emozioni. Certo la cosa che mi ha colpito è l’invito ad abbandonare la strada della legalità, le denunce, i processi, scegliendo quella della violenza. E’ significativo.
Pensa che le minacce siano credibili?
Questo bisognerebbe chiederlo alle autorità, spero che non ci sia nulla e non ci saranno iniziative di alcun tipo. Ciò che mi preoccupa è che tutto questo potrebbe diventare un pretesto per fare dei processi la vetrina di altre rivendicazioni, il che nuoce al processo e agli accusati, potrebbe avere riflessi negativi.
Lei come si comporterà, in qualità di osservatore neutrale?
Io andrò nuovamente, andrò ancora a fare l’osservatore, a noi della Camera penale sta a cuore la regolarità dei giudizi, ci battiamo da sempre. Le camere penali non fanno distinzioni tra processi, per noi i diritti degli accusati sono uguali in tutti i processi.
Che linea dovranno adottare i processati? Non sarebbe meglio, per loro, dissociarsi dai contenuti del volantino?
Questo non dipende da me. Io mantengo una posizione di neutralità, certo la Camera penale di Torino segue con attenzione come farebbe per qualsiasi altro processo. Però dobbiamo fare attenzione sul fatto che siano evitate strumentalizzazioni.

Riccardo Ghezzi | agosto 13, 2014 alle 7:40 pm | Etichette: lotta armatano tavnoa | Categorie: Giustizia e Società | URL: http://wp.me/p3RTK9-5dJ