Segnalazione di Gianni Toffali

 

PRETE IN TONACA CACCIATO DA BERGOGLIOLA COLPA? PORTAVA LA TALARE!!!

 

BERGOGLO IL GIUDEOSarà stato a fine ottobre. Mezzogiorno. Corte dei miracoli e fiera delle vanità di Santa Marta. Papa Bergoglio gran mangiatore entra nel ristorante col suo codazzo di arrampicatori clericali mezzi apostati per meglio arrampicarsi senza il fardello della fede sulle spalle. Incede tumultuoso e imperioso. Ad un tratto rallenta il passo. E getta lo sguardo su un povero pretino, in talare, che seduto a un tavolo stava consumando il suo pasto. Lo scannerizza con quel suo sguardo gelido che chi gli è vicino ma non è un suo intimo gli conosce, quando le telecamere si spengono, e di scatto, mentre continua a camminare, si volta verso un suo pretoriano e ordina: «Quel prete lì non mi piace! Che io non lo veda più qui».  Caligola. Che non avendo stavolta un cavallo da insignire del laticlavio, s’accontenta di un anonimo pretino da privare della biada. La cosa curiosa, anzi triste, è che quel povero pretino lì in talare – in un ambiente dove anche il papa gira in borghese, taluno dice – che mangiava il suo piatto di pasta, non sapeva nemmeno chi fosse. Certamente doveva essere un santo. Qualcosa nello stomaco di Bergoglio si è rivoltato. Che c’è? Perché queste cose qui, a Santa Marta, che si tratti di vescovi o preti, succedono quotidianamente: so di vescovi che in lacrime sono usciti dalla suite imperiale. E non per l’emozione.