gender-diktatSegnalazione Corrispondenza Romana

Il Governo Renzi promuove l’ideologia delgender nelle scuole italiane. Il 31 ottobre 2014 il “Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca” (MIUR) e il “Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri” hanno infatti inviato una circolare ai dirigenti scolastici di ogni ordine e gradoesortandoli a mettere in atto le azioni previste dal Protocollo d’Intesa, siglato il 30 gennaio 2013, tra il “MIUR” e il “Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, con il quale le parti “si impegnano a promuovere un piano pluriennale di attività comuni, nel rispetto della propria autonomia e nell’ambito delle rispettive competenze, di sensibilizzazione e formazione, volte a promuovere nei giovani, sulla base delle norme e dei valori della Costituzione italiana, la cultura del rispetto e dell’inclusione, nonché per la prevenzione e il contrasto di ogni tipo di violenza e discriminazione”. I promotori del piano di azione concludono la circolare sottolineando “l’alto valore civile ed educativo dell’iniziativa“, pregando i dirigenti scolastici di assicurarne la massima diffusione alla “presso le istituzioni scolastiche, assicurando nel contempo la più ampia collaborazione con le stesse nell’organizzazione delle iniziative e delle proposte progettuali“.

Le azioni previste dal piano pluriennale riguardano: l’istituzione di una settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione dal 24 al 30 novembre 2014, in occasione della quale sarà emanato, con successiva nota, dal MIUR e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri un Avviso pubblico nazionale, destinato al finanziamento di progetti contro la violenza e la discriminazione, rivolto a tutte le istituzioni scolastiche; iniziative di studio, di confronto, di apprendimento e di riflessione, con il coinvolgimento di genitori, alunni e docenti, sui temi della legalità e del contrasto ad ogni forma di violenza e discriminazione; la promozione nei percorsi formativi delle scuole di ogni ordine e grado della sensibilizzazione, dell’informazione e della formazione degli studenti sul tema specifico della violenza e discriminazione di genere (D.L n.93/2013 e L. n.119, 15 ottobre 2013).

In particolare, come si legge nella circolare, tutti gli istituti scolastici sono invitati ad “attivare opportuni e significativi percorsi di sensibilizzazione, informazione, prevenzione e contrasto a tutte le forme di violenza e di razzismo“. Il documento ricorda inoltre che “è compito delle istituzioni scolastiche diffondere la massima conoscenza possibile dei diritti della persona e del rispetto verso gli altri. (…) la prevenzione e il contrasto a fenomeni di violenza e discriminazione, sulla base del genere, della religione, della razza o dell’origine etnica, della disabilità, dell’età, dell’orientamento sessuale e del’identità di genere richiedono azioni mirate da parte dei soggetti istituzionali deputati e delle associazioni“.

L’ideologia del gender, come da prassi, avanza silenziosamente dietro una maschera di parole dal sapore altruistico e umanitario. Il piano di azione scolastico pluriennale, presentato come un’iniziativa dall’alto valore civile ed educativo, utilizza un linguaggio volutamente ambiguo che soggiace l’adesione e la promozione del “gender diktat”. Lo Stato, in nome della tolleranza e della non-discriminazione, impone il suo imperativo etico, sostituendosi arbitrariamente alla famiglia come agente di educazione in una fase fondamentale nella crescita e nella formazione dei giovani ragazzi. (L.G.)