di Cristian Rossettini

Contadino: Termine che attualmente si riferisce a chi lavora la terra, per conto proprio o per conto del proprietario del terreno. Nella società medievale c. indicava, in opposizione a cittadino, colui che abitava nel contado, che si trovava o sotto la giurisdizione di un conte o in territorio comunale.

La fede ha sempre avuto un posto rilevante nella vita della popolazione contadina. La cultura contadina era impregnata di elementi religiosi, e i momenti di preghiera accompagnavano le varie manifestazioni della vita familiare. Era la fede semplice dei poveri che confidano in Dio e che veniva espressa con la saggezza, con la pazienza, con la solidarietà.

Sono molte le tradizioni della fede che nel tempo si sono mantenute intatte e che sono un tratto peculiare del volto di ogni paese.

SAN ISIDORO L’AGRICOLTORE

Isidoro ha conquistato la santità zappando la terra. La povertà della famiglia (nacque a Madrid verso il 1080) lo aveva costretto ancor giovanissimo a cercarsi un lavoro di bracciante in campagna. Come molti contadini, si alzava al canto del gallo per poter assistere alla celebrazione della Messa prima di recarsi ai campi. Il suo primo datore di lavoro, un certo Vera, ne apprezzò subito sia la gran voglia di lavorare sia la rettitudine e l’onestà. E tuttavia questo instancabile lavoratore dei campi venne accusato dai compagni addirittura di “assenteismo”. Per appartarsi a pregare, dicevano costoro spinti da gelosia, Isidoro abbandonava il posto di lavoro. Era vero, ma il giovanotto ricuperava quell’oretta trascorsa a lodare Dio tra le zolle fustigate dal sole raddoppiando il suo impegno. Il proprietario tagliò corto e pretese la consegna di tutto il raccolto del campo che gli aveva concesso in mezzadria, oltre all’abbandono delle pie pratiche durante la giornata lavorativa. Dio premiò la pazienza del mite bracciante, moltiplicando il poco grano che gli era rimasto nel granaio. Quando poté rientrare al suo quartiere madrileno, dopo la forzata emigrazione, fu assunto da un proprietario terriero più comprensivo, Giovanni Vargas, che ne fece il suo braccio destro. Bersagliato nuovamente dalla maldicenza degli altri braccianti, Isidoro accettò serenamente la prova senza protestare. Il Vargas volle comunque vederci chiaro e si appostò segretamente vicino al campo dove lavorava Isidoro. Lo sorprese infatti inginocchiamo a pregare, ma poco lontano vide un angelo che reggeva l’aratro e un altro che guidava i buoi. Da quel giorno, è facile comprenderlo, la stima si mutò in devozione. Assecondato dalla pia consorte, in una nobile gara di carità verso il prossimo, Isidoro non trasse vantaggi personali dalla benevolenza del suo datore di lavoro: continuò a lavorare la terra con alacre dedizione, spartendo con i poveri i beni materiali procurati col sudore della propria fronte. Aveva sempre qualcosa da donare ai bisognosi, perfino ai passeri, per i quali, recandosi al mulino, spargeva sulla strada innevata manciate di grano, senza che il contenuto del sacco diminuisse di peso. Morì nel 1130, circa. Filippo II, attribuendo la sua guarigione all’intercessione del santo contadino, di cui si era fatto portare alcune reliquie, divenne uno dei più zelanti promotori della sua canonizzazione, che, se tardò a venire, si risolse in vera apoteosi.

Sanfedismo

Sanfedisti erano gli appartenenti al movimento popolare antirepubblicano, definito Sanfedismo, che nel 1799 coinvolse le masse contadine e gli esponenti principali del brigantaggio contro la Repubblica Partenopea; il movimento si organizzò attorno al cardinale Fabrizio Dionigi Ruffo col nome di Esercito della Santa Fede in Nostro Signore Gesù Cristo

Origine

Era composto da bande armate, formate in maggioranza da contadini e sostenute dalla Chiesa, che nel1799 diedero vita in molte regioni d’Italia, soprattutto in Calabria, sotto il comando del cardinale Ruffo, a rivolte anti-francesi in difesa della fede minacciata dalle idee rivoluzionarie: le insurrezioni portarono alla fine dell’esperienza della Repubblica Napoletana (1799) e al ritorno dei Borbone.

Queste masse popolari armate assunsero nelle diverse regioni vari nomi: lazzari a Napoli, montanari in Abruzzo, contadini nella Terra di Lavoro: loro scopo era difendere la monarchia e la santa fede (da cui il nome sanfedisti), dalle truppe francesi rivoluzionarie. Questa rivolta popolare si inserisce a pieno titolo nei movimenti europei contro-rivoluzionari della fine del XVIII secolo, come ad esempio quello sorto in Vandea, guidati dal popolo più umile in difesa dei valori cristiani contro le idee rivoluzionarie.

Vi auguro, in questi tempi così tormentati, in questa atmosfera così deleteria delle città in cui viviamo, di ritornare alla campagna, quando è possibile. La terra è sana, la terra insegna a conoscere Dio, la terra avvicina a Dio, equilibra i temperamenti e i caratteri, incoraggia i giovani al lavoro.