Segnalazione di Federico Prati

 

PUTIN CON IRAN

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si tratta di un articolo interessante perché pone i loro punti di vista che in molti frangenti viaggiano paralleli ai nostri, che, però, alla “cultura dell’attesa” mettiamo la testimonianza e la lotta per la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo.

Tra la Russia e l’Iran deve svilupparsi una partnership strategica, che dovrebbe evolvere in futuro su queste direttive.

1. Direttiva geopolitica. Se osserviamo la struttura degli interessi strategici della Russia e dell’Iran su tutta la zona delle nostre frontiere comuni, vediamo con chiarezza il seguente quadro: gli interessi russo-iraniani quasi sempre e dappertutto sono gli stessi. In Afghanistan, Asia centrale, nella regione del Caspio, nel Caucaso meridionale – abbiamo rigorosamente gli stessi obiettivi: per prevenire la crescita di influenza della NATO (USA e Europa occidentale), vincolare la possibile espansione della potenza cinese, fermare il radicalismo salafita e wahabita, incentrato sull’Arabia Saudita, sul Qatar e certi ambienti in Pakistan. Sia la Russia che l’Iran supportano l’Armenia, ma la Russia e l’Iran sono interessati anche al riavvicinamento con l’Azerbaigian. Sia la Russia che l’Iran beneficerebbero della caduta della marionetta USA Saakashvili in Georgia e l’avvento di una politica più razionale ed equilibrata. Sia la Russia che l’Iran accoglierebbero il riorientamento della Turchia in chiave geopolitica eurasiatica. E anche in Medio Oriente, dove la Russia agisce indirettamente, e l’Iran, al contrario, ha un interesse vitale, oggi siamo pienamente d’accordo sulla questione della Siria, e questo significa che condividiamo la posizione (critica) verso la Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar e Israele. Allo stesso tempo, con l’alleanza con l’Iran, la Russia sarà in grado di realizzare il vecchio sogno della sua geopolitica: l’accesso ai mari caldi. Oggi esiste la possibilità per una svolta storica in questo senso.

2. Direttiva riconducibile alle relazioni internazionali. Russia e Iran sono a favore di un ordine mondiale multipolare. Putin e Ahmadinejad hanno criticato fortemente l’unipolarismo dell’Occidente; quest’ultimo vorrebbe negare il diritto di decidere per tutta l’umanità. La politica di entrambi i paesi è favorevole a un mondo multipolare. Quindi, i due paesi hanno un interesse vitale finalizzato alla creazione di un mondo multipolare contro l’egemonia americana. Sviluppare quindi una “Teoria di un mondo multipolare” è molto importante per la Russia e l’Iran.

3. Direttiva ideologica. La struttura politica iraniana non corrisponde a nessuna delle classiche ideologie politiche dell’Occidente nei tempi moderni. Questo non è il liberalismo, non è il comunismo, non è nemmeno il nazionalismo. Pertanto, la filosofia politica del moderno Iran sta oltre queste tre ideologie, nell’alveo della “quarta ideologia”. In questo senso, è importante che il mio libro “La Quarta Teoria Politica” sia stato tradotto in lingua farsi e pubblicato di recente a Teheran. La Russia moderna è in una situazione simile: il comunismo e il liberalismo sono screditati, il nazionalismo porterà alla disintegrazione della società multi-etnica in Russia. Per il futuro, anche la Russia si muove nel campo della “quarta teoria politica.” Ciò ci unisce e rende il nostro lavoro più semplice.

4. Direttiva economica. Iran e Russia condividono un interesse a minare l’egemonia degli Stati Uniti per l’economia, come anche per il dollaro. I nostri paesi lavorano per la fine dell’imperialismo e della dittatura della finanza globale. Unire le forze nel campo dell’energia trasformerà i nostri paesi in una holding di energia di importanza globale. Inoltre, l’Iran e la Russia sono interessati a uscire dalla zona del dollaro e sono impegnati nella creazione della moneta eurasiatica. La Russia deve aiutare l’Iran a rompere il soffocante blocco economico. Nell’economia, i nostri interessi sono assolutamente identici.

5. Direttiva spirituale. Durante il mio soggiorno nella città santa sciita di Qom in una conversazione con l’Ayatollah Hamedani (1) ho notato il termine che ha usato – “cultura dell’attesa”, “farhange entezor” (in persiano). L’idea era che il senso spirituale della religiosità dell’Iran è riconducibile all’attesa del Mahdi, il Salvatore del mondo, che metterà fine all’oppressione, al capitalismo, al dominio dell’Occidente e riempirà il mondo di giustizia. L’Ayatollah Hamedani ha anche parlato delle credenze degli sciiti ortodossi, che sono in attesa del tempo della Seconda Venuta, e che secondo le tradizioni del Profeta, nella battaglia finale, i musulmani e cristiani sono dalla stessa parte contro le orde dell’Anticristo (atlantismo, Stati Uniti, globalizzazione). E che tutto sarà deciso, sempre secondo le tradizioni islamiche, a Damasco. Questa “cultura dell’attesa” unisce i nostri popoli e crea nella nostra società, una prospettiva riconducibile ad una visione del mondo che vede lo scopo della vita non nel benessere materiale, ma nella realizzazione del grande obiettivo – il trionfo della verità, del bene e della giustizia. La nostra lotta è per un futuro migliore, contro l’ingiustizia e la corruzione, in cui ci troviamo oggi.

 

(1)L’Ayatollah Noori Hamedani è uno dei sapienti religiosi più importanti dell’Iran e del mondo sciita.

 

 

 

 

di Alexander Dugin – 19/11/2014

Fonte: millennivm