Segnalazione Quelsi

 

by Riccardo Ghezzi

 

GIUDICE FOLLENon pensi sempre di avere una divisa e di abusarne, come ha fatto nella sua vita». Anche questa è critica politica, esattamente come dare del “cretino”.

La seconda puntata della querelle giudiziaria tra il sindaco di Erice (del Pd) Giacomo Tranchida e l’ex sottufficiale della Gdf Francesco Borghi si è conclusa come la prima: la magistratura ha dato ragione al primo cittadino.

 

 

Tranchida era già stato assolto qualche giorno fa in un procedimento nel quale doveva rispondere del reato di diffamazione. Una storia di cui ci eravamo occupati su queste colonne e che vi invitiamo a rileggere: il fatto che il primo cittadino abbia definito “cretino” Francesco Borghi non è bastato a convincere il giudice Franco Messina, della Procura di Trapani, a condannare in primo grado Giacomo Tranchida, in virtù dell'”esimente del diritto di critica politica”.

Una versione avvalorata anche da un altro giudice, Francesco Giarrusso, a conclusione di un processo che vedeva Tranchida imputato per ingiuria ancora nei confronti di Francesco Borghi.
In questo caso, il fatto è avvenuto il 25 settembre 2009, giorno in cui durante un’assemblea cittadina all’interno del salone parrocchiale «Cristo Re» di Erice, il sindaco ha pronunciato all’indirizzo di Borghi la frase incriminata: «Non pensi sempre di avere una divisa e di abusarne, come ha fatto nella sua vita».

Ne è nata una querela da parte dell’ex sottufficiale della Guardia di finanza, quindi il procedimento penale che ha portato all’emissione del decreto di condanna a pagare 100 euro di multa nei riguardi del sindaco di Erice. Tranchida si è opposto a tale decreto di condanna, chiedendo «il giudizio immediato al fine di dimostrare, davanti a un Giudice terzo, e nel contraddittorio delle parti, la pochezza delle accuse». Il giudice ora gli ha dato ragione, di nuovo, accogliendo la tesi difensiva secondo cui Borghi sarebbe “un soggetto politico” per la sua militanza prima in Alleanza Nazione e poi nel Partito Socialista, partito per il quale mi era candidato, senza successo, alle ultime elezioni amministrative 2012.
E quindi, insultarlo non è reato ma critica politica.

Riccardo Ghezzi | novembre 18, 2014 alle 9:05 pm | Etichette: francesco borghigiacomo tranchidaingiuriapdreato | Categorie: Giustizia e Società | URL: http://wp.me/p3RTK9-5N2