Segnalazione Quelsi

by Eugenio Cipolla

RENZI WANTED«Io agli 80 euro entro qualche mese ci credo, ma che riusciate a pagare 56 miliardi di debiti della Pubblica Amministrazione francamente…piuttosto vado in pellegrinaggio». «In pellegrinaggio dove?». «Concordiamo». Quando il 14 marzo Matteo Renzi andò ospite da Bruno Vespa a Porta a Porta, la scena che milioni di italiani si trovarono davanti fu questa. Una scommessa politica in piena regola e non una semplice goliardata come molti pensano.

A tal punto che fu lo stesso sindaco di Firenze a spingersi oltre, sfidando il conduttore. «Noi diamo come termine la fine dell’estate, il 21 settembre, il giorno di San Matteo», disse Renzi. «Se noi abbiamo sbloccato e pagato i debiti della P.A. entro quella data, Bruno Vespa fa a piedi Firenze-Monte Senario». Ovviamente, come tante altre cose che doveva realizzare entro i primi cento giorni di governo, Renzi non è riuscito a mantenere quella promessa.

Ad oggi (i dati sono consultabili sul sito del Mef, ndr) i debiti pagati alle imprese dalla Pubblica Amministrazione al 23 settembre sono solo 31,3 miliardi, circa 25 miliardi in meno di quelli promessi dal presidente del Consiglio. Il quale, quando l’opinione pubblica e lo stesso Vespa lo scorso 21 settembre gli chiesero conto del suo fallimento, respinse le accuse, affermando in maniera convinta:«I soldi ci sono, e quindi l’impegno a pagare i debiti 2013 entro il 21 settembre è stato mantenuto. Tutti coloro che devono avere dei soldi dalla pubblica amministrazione possono averli iscrivendosi al sito del ministero dell’Economia. Chi va sul sito del governo trova la pratica per ricevere i denari».

Non tutti naturalmente la pensano come Matteo Renzi. E non parliamo solo delle forze politiche di opposizione, ma anche delle stesse imprese, le quali hanno trovato diverse difficoltà nella procedura di certificazione del credito nei confronti dello Stato. A tal punto che alcune hanno deciso di non usufruire delle misure messa a disposizione dal governo, preferendo vie alternative al recupero del proprio denaro.

Ma oltre al danno per queste aziende, c’è anche la beffa. Nell’ultimo libro di Bruno Vespa, L’Italia dei voltagabbana, Renzi è tornato sull’argomento, ribadendo la sua posizione. E aggiungendo qualcosa che chiamare paradossale è a dir poco riduttivo:«Noi abbiamo messo i soldi a disposizione i soldi necessari a tutti i debiti, se poi le imprese tardano nel certificarli…». E’ colpa loro. Semplice no?

Eugenio Cipolla | novembre 6, 2014 alle 1:36 pm | Categorie: Politica ed Economia | URL:http://wp.me/p3RTK9-5IF