L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

RABBINO SOKRAA lato IL RABBINO SKORKA, compagno di Bergoglio, predica in Santa Maria di Trastevere (occupata dai sincretisti di Sant’Egidio)

Il cosiddetto «Catechismo della Chiesa Cattolica» CCC. descrive, sotto il nº 675 «L’ultima prova della Chiesa»: «Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. (Lc 18, 8; Mt 24, 12) La persecuzione che accompagna il duo pellegrinaggio sulla terra (Lc 21, 12; Gv 15, 19-20) svelerà il «Mistero dell’iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo», cioè di uno pseudo messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne (Cf. 2Ts 2, 4-12; 1Ts 5, 2-3; 2Gv 7; 1Gv 2, 18-22).»

CCC nº 676. «Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento che al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico, anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro sotto il nome di «millenarismo», soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato «intrinsecamente perverso» (Cf. Lettera enc. «Divini Redemptoris» di Pio XI; «Gaudium et Spes» 20-21 del V2.

Già mi è accaduto di ricevere qualche commento a un mio articolo citando questo testo del CCC per dimostrare quanto esso sia fedele alla Tradizione della Chiesa e perfino fedele alla sua opposizione al comunismo «intrinsecamente perverso».

Ebbene, è dimostrato che la chiesa del Vaticano 2º, che si vuole esprimere in questo suo «catechismo», sia sceso a patti col comunismo e proprio quello sovietico ateo nell’apice del suo anticristianesimo. Si veda l’accordo di Metz e si dica se durante quelle sedute non sia stata avversata ogni denuncia del comunismo e perciò tenuta nel cassetto  la «Divini Redemptoris», come «enciclica proibita»

Riguardo alla «Gaudium et Spes» (GS) del V2, vediamo quel che dice per capire se è estranea o affine all’accusato «Mistero dell’iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità».

Ora, nel leggerla, a partire dal nº 19 si constata che si vorrebbe far derivare la dignità umana dalla libera scelta e delle convinzioni personali. La condizione è che l’uomo si liberi però da tutte le schiavitù di passione. Come? Con la liberazione della sua coscienza? Certamente il nostro innato appetito intellettivo che cerca la felicità, che è il bene, si manifesta con la libera volontà. Ma non siamo liberi di decidere cos’è bene. Così una coscienza mal formata può guidare quest’appetito al male, considerandolo il suo bene. Tale giudizio proprio soggettivo, libero dalle norme oggettive del bene, è un male che non può che degradare la dignità umana.

Il ragionamento svolto dalla GS antepone il soggettivo all’oggettivo, il giudizio personale alla legge positiva. Come se la dignità di Adamo ed Eva derivasse dalla libertà di cogliere il ftutto proibito, per perseguire ciò che credevano essere bene, ma era l’atto proibito che solo poteva portarli al male. La loro dignità consisteva nell’evitarlo, reprimendo la loro passione, in vista del Bene rivelato da Dio. Per quell’atto si resero indegni di rimanere in Paradiso. Nello stesso modo, per ogni uomo la vera dignità sta nella sottomissione al Vero e al Bene, da cui la libertà nel delitto e nell’errore può solo allontanare, confermandosi così l’indegnità dell’uomo decaduto all’origine. Al contrario si va verso la libertà di coscienza e di religione; ecco la genesi della «Dignitatis humanae»! Essa presenta le azioni operate sotto coazione esteriore, qualunque essa sia, anche quella volta a far osservare nel foro esterno la legge morale oggettiva, come contraria alla dignità dell’uomo. Ciò è erroneo e implicitamente condannato come eretico, nelle proposizioni 4 e 5 del Sinodo di Pistoia (Dz 2504-2605); e rientra in pieno nella falsa concezione della dignità umana condannata da San Pio X (NChA). Idee avverse al ricorso alla coazione per far rispettare leggi legittime, hanno carattere radicalmente sovversivo. Giustificare la contestazione delle stesse leggi significa contestare lo stesso principio dell’autorità, perciò l’Autorità divina. Se Dio non esiste tutto è permesso! Ma la GS cerca il modo di battezzare perfino l’ateismo:

  • GS. 20a) L’ateismo moderno si presenta spesso anche in forma sistematica, secondo cui, oltre altre cause, l’aspirazione all’autonomia dell’uomo viene spinta così avanti da fare difficoltà nei riguardi di qualunque dipendenza da Dio. Quelli che professano tale ateismo, pretendono che la libertà consista nel fatto che l’uomo sia fine a se stesso, unico artefice e demiurgo della propria storia…

Il falso concetto per cui l’uomo mantiene la dignità originale perché libero anche nell’errore condiziona ogni parola del Vaticano 2º. Esso non può esimersi dal censurare l’ateismo, ma, giustificando la reazione critica degli atei, trova il modo d’accusare i credenti! L’affermazione che il germe dell’ateismo risiede in cause diverse, e non in una causa originale, insieme all’uso della formula genesi dell’ateismo, svela l’intenzione di negare il legame tra ateismo e Peccato originale. Sembra paradossale, ma è invece sintomatica della volontà d’esprimere una novità per la dottrina cattolica derivata dalla Genesi. A questo revisionismo scritturale si aggiunge la revanche dei chierici, che, accusati sempre di essere, dando cattivo esempio, responsabili dell’apostasia di molti, approfittano proprio del V2 (che sta demolendo la fede) per accusare i cattivi credenti d’essere causa di ateismo.  

Il peccato di ateismo deriva, come tutti i peccati, dal Peccato originale, per cui i primi genitori fecero la conoscenza sperimentale del male. Ci sono molte forme di ateismo: teorico e pratico, generale e speciale. Ma c’è pure il deismo. Perciò alla negazione di Dio dovrebbe seguire la domanda – quale Dio? Negando gli attributi divini di persona e di trascendenza, si nega il Dio onnipotente il cui volere regge l’ordine universale, il Dio provvidenziale e misericordioso. E la ribellione alla sua Parola è già il primo passo verso la Sua negazione.

In tal senso i primi genitori non hanno creduto nel Dio Amore, come si era loro rivelato.

L’ateismo moderno e sistematico deriva dalla ribellione tesa ad affermare l’autonomia della coscienza umana, per cui la libertà consiste nel fatto che l’uomo sia fine a se stesso, non ‘solo artefice e demiurgo della propria storia’ ma ora, con tali idee, anche del proprio concetto di Dio e di religione.

La GS descrive la mentalità assurda che deriva dall’ateismo. Ma se tale mentalità pretende di farsi educatrice, più che assurda diviene perversa. E questa è la norma dei moderni governi democratici. Contro tale pericolo per le anime si pronunciò costantemente la Chiesa Cattolica in passato. Lo ricordò durante il Vaticano 2º il card. Florit, accusando questo testo: “che non dice abbastanza fortemente che la natura dell’ateismo è perversa, e non è possibile nessuna conciliazione con esso; ogni collaborazione è pericolosa… è il problema del male la grande obiezione a Dio”.

E Mons. Elko proseguì: “Lo schema sembra scusare il materialismo ateo; ma è proprio esso che provoca la rovina dell’ordine sociale. È una peste che bisogna condannare, altrimenti i secoli futuri ci rimprovereranno la nostra pusillanimità”. Eppure lo ‘schema 13’ fu approvato per intero e il Vaticano 2º, con la sua dichiarazione Dignitatis humanae, stava per pronunciarsi a favore del diritto all’ateismo e di ogni libertà di religione, che è alla radice delle perverse libertà politiche che la GS 20 descrive.

I Papi sempre insegnarono che il danno è già nei governi che separano lo Stato dalla Chiesa. Dichiara Leone XIII nella Lett. È giunto: “La Chiesa senza lo Stato è un’anima senza corpo. Lo Stato senza la Chiesa è un corpo senz’anima. I princìpi liberali conducono all’indifferentismo dello Stato riguardo la Religione, che è ‘ateismo senza il nome’. Noi abbiamo dimostrato come è erronea la dottrina di quelli che sotto il nome seducente di libertà di culto proclamano l’apostasia legale della società, separandola così dal suo Autore divino”.

  • GS. 21a – La Chiesa, …non può fare a meno di riprovare, come ha fatto in passato (DR), … tali perniciose dottrine ed azioni che contrastano con la ragione e con l’esperienza comune degli uomini e che degradano l’uomo dalla sua innata grandezza. b) Si sforza però di scoprire le ragioni della negazione di Dio che si nascondono nella mente degli atei, e, consapevole della gravità delle questioni suscitate dall’ateismo e mossa da carità verso tutti gli uomini, ritiene che esse debbano meritare un esame più serio e più profondo.

Ma qui la posizione della Chiesa conciliare di condanna dell’ateismo di stato, terribile ostacolo alla formazione dei giovani a causa della diseducazione religiosa, è mutata nel suo opposto, cioè si spiega che la religione non vuol essere d’ostacolo all’edificazione di una città terrena, anche contro Dio.

Tale mutazione segue la politica religiosa iniziata dopo la II Guerra mondiale da intellettuali attorno alla rivista Esprit e al suo animatore, Mounier.

Questa influenza si estenderà alla rivista polacca Znak, cui collaborava Karol Wojtyla.

Spiega il filosofo Del Noce (Il problema dell’ateismo, Il Mulino, Bologna, 64) che essi presentano l’ateismo in forma positiva e ottimistica, un ateismo con buone intenzioni, fecondo e purificatore. Perciò, “La più gran parte delle forme di pensiero religioso… è caratterizzata dall’idea… di ateismo purificatore“. Ne conseguono perciò: “La scoperta del male e rivolta contro di esso in nome della morale;… distruzione degli idoli filosofici…, distruzione tale che rende impossibile la riaffermazione del pensiero religioso nelle forme di panteismo, di cosmologismo, di Teodicea giustificante …”.

L’ateismo, visto come la critica radicale di ogni idolatria o assoluto umano o antropomorfismo, sarebbe la reazione legittima della teologia negativa, il momento della “morte di Dio”, preludio della sua risurrezione. Il “pensiero”, secondo gli autori della GS, dovrebbe assumersi la verità di questa ribellione. Lo sforzo di comprensione dell’ateismo fu intrapreso dal V2 con vistose conversioni, non di comunisti, ma di conciliari in cattocomunisti, che resero la loro religione una sussidiaria tra le animatrici della democrazia universale. Per arrivarci è bastato negare che l’ateismo implica la negazione di una norma precedente impressa nella coscienza, e perciò la negazione di un ordine morale trascendente l’uomo: il «peccato filosofico» condannato da Alessandro VIII (Dz 1290).

  • GS. 21c) La Chiesa crede che il riconoscimento di Dio non si oppone in alcun modo alla dignità dell’uomo, dato che questa dignità trova proprio in Dio il suo fondamento e la sua perfezione… g) La Chiesa, poi, pur respingendo in maniera assoluta l’ateismo, tuttavia riconosce sinceramente che tutti gli uomini, credenti e non credenti, debbano contribuire alla retta edificazione di questo mondo, entro il quale si trovano a vivere insieme: il che non può avvenire certamente senza un sincero e prudente dialogo. Essa perciò deplora la discriminazione tra credenti e non credenti che alcune autorità civili ingiustamente introducono, non volendo riconoscere i diritti fondamentali della persona umana. Rivendica, poi, in favore dei credenti una effettiva libertà, perché sia loro consentito di edificare in questo mondo anche il tempio di Dio.

È vietato proibire e discriminare! Questo motto delle rivoluzioni del ‘68 già aleggiava nel Vaticano. Ma il fatto è che proibire è necessario per il rispetto della giustizia, così come discriminare, in quanto significa distinguere, è una necessità legale quanto religiosa; la religione che si ritiene vera discrimina radicalmente le altre come false. La stessa identità religiosa deriva da tale discriminazione, così come la sua autenticità implica la separazione da chi nega il diritto del Creatore sulla creatura, onde la discriminazione religiosa è onnipresente nelle Sacre Scritture. Il primo comandamento del Dio zelante è: ‘non avere altri dèi di fronte a Me’ (Dt 5, 7). Ma la rivoluzione egualitaria detesta le distinzioni e ha suscitato orrore per esse. Così fu nel Vaticano II, come si vede, e così seguì nel mondo. In Italia, per esempio, nell’onda di ripudio dell’idea di discriminazione, si approvò il 26.4.93 un Decreto-legge, firmato da Amato e dai democristiani Mancino e Conso, per punire con pene draconiane, “chi, in qualsiasi modo… incita alla discriminazione per motivi religiosi“, considerata un delitto!

“A questo punto, è chiaro che il cristiano – ma si badi bene, anche il non cristiano! – non potrà più condannare, ad esempio, il satanismo… né biasimare la pratiche e i cultori della magia nera e della stregoneria… né potrà ritenersi al sicuro, dagli inesorabili rigori della nuova legge, chiunque si permetta di censurare la teoria e la pratica della poligamia e dello schiavismo, professati dagli islamici, e la loro dottrina della gihad, o guerra santa… In siffatto ordine di idee, non si vede come sarà possibile consentire la ristampa e la diffusione dell’Antico Testamento… che definisce demoni le divinità adorate dai pagani… o del Vangelo, in cui Gesù definisce i farisei razza di vipere, o li accusa di avere per padre il diavolo (Gv 8, 44)” (C. A. Agnoli).

Solo una tirannide totale potrebbe sopprimere ogni discriminazione, divenendo la discriminazione totale, metafisica: lo stesso criterio di bene. Ma la legge deve discriminare l’illegalità; la giustizia l’ingiustizia. Non dovrebbe la religione discriminare gli ateismi, e il cristiano quanto è anticristiano? Seguendo il testo della GS, come potrebbero i cristiani, che hanno in mente le parole divine: “Se non è il Signore ad edificare la casa invano lavorano i costruttori, se non è il Signore a difendere la città invano vigilano le sentinelle”, edificare il villaggio globale che discrimina proprio il Signore?

La GS ha dovuto perciò raggirare questa contraddizione, che negherebbe esplicitamente la stessa religione, per continuare a proporre un nuovo ordine globale. Ecco come essa crede di aver risolto il dilemma: i cristiani, dopo aver contribuito all’edificazione di questo mondo insieme a coloro che lo vogliono senza Dio, rivendicano la libertà, perché sia loro consentito di edificare in questo mondo anche il tempio di Dio. In altre parole, i cristiani dovrebbero chiedere un permesso per la Religione nella città del mondo, per i loro meriti lavorativi! E così ha discriminato proprio il Cattolicesimo, come fa ora Bergoglio in nome del ‘concilio’!

Notizie del giudeo-cristianesimo, nuova religione conciliare

Il 24/6/1985 i capi conciliari approvarono il documento ufficiale del Vaticano di invito ai cristiani affinché, insieme agli Ebrei, “preparino il mondo alla venuta del Messia”. Invito che è inserito nel ‘nuovo catechismo’ (n. 840) perché Giovanni Paolo preparò l’unione delle ‘religioni’, specialmente con quella dei “fratelli maggiori”!

In verità, il Signore è venuto per convertire i popoli, prima di tutti il popolo eletto a riceverLo. Ma in questo nuovo catechismo conciliare (CCC), ispirato alla Nostra Aetate, c’è non solo l’apologia dei farisei, ma al nº. 840 si arriva a dire che: “quando si considera il futuro, il popolo di Dio dell’Antica Alleanza e il nuovo popolo di Dio tendono a fini analoghi: l’attesa della venuta (o del ritorno) del Messia”. La Fede nella venuta di Cristo e quella del Suo rifiuto avrebbero fini analoghi! Quindi la conversione degli Ebrei non farebbe parte della dottrina di Cristo secondo il “nuovo cristianesimo ecumenista”! Se queste non sono proprio quelle imposture religiose estreme di cui parla lo stesso CCC, ci sarebbe da domandare cosa si deve aspettare: forse un anticristo che sputi fuoco dalla bocca e fumo dalle narici? Non sarebbe meglio credere a Mons. Lefebvre che, dopo aver costatato che in Vaticano siedono quelli che non riconoscono, ma scoronano la Verità, si è deciso a consacrare quattro vescovi perché “in Vaticano ci sono degli anticristi”?

Allora, quanto detto nel CCC si applica in pieno: «Mistero dell’iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. È la massima impostura religiosa: quella dell’Anti-Cristo». Sì, si applica in pieno alla chiesa conciliare che mette in atto quanto profetizzato come «guaio» degli ultimi tempi.

MESSA

Chiesa della Sacra Familia de Inverness (Illinois) celebra il Yom Kippur, ocultando le immagini del Signore e la Sua Via Crucis. Il rabino Taron Tachman, della congregazione riformata Beth Tikvah, affermò che i suoi anziani non avrebbero potuto immaginare tale possibilità che per il parroco Terry Keehan è stato qualcosa di “spiritualmente potente”.

http://www.cfnews.org/page88/files/4d0f33521f7ba4b818f74c35a2a0ed1c-274.html

Nella diocesi francese di Saint-Brieuc, il suo vescovo Mgr Denis Moutel, ha eletto il 28 settembre come “giorno per la sveglia dei cristiani al giudaismo”, con tanto di orazioni ed inviti.

Come si vede da questi esempi, che non riflettono altro che l’apostasia romana di marca giudaica, si può accomunare imperterriti, gli altari e le preghiere di chi dovrebbe rendere culto al Sacrificio del Signore, Dio venuto in carne, con quanti lo negano indicandoLo come impostore! Se questo non è l’abominio della desolazione nel Luogo santo, cos’altro si deve aspettare da tale spirito anticristico?