Le microspie dei Ros hanno registrato tutto il rituale del giuramento. I boss giuravano nel nome di “Garibaldi, Mazzini e Lamarmora” 

di Andrea Galli

Un’operazione storica. Per la prima volta nel mondo è stata documentata una riunione di ‘ndrangheta con il conferimento delle doti, attribuite a ogni singolo affiliato in base ai “valori” e alle valutazioni, lungo una scala che cresce progressivamente con l’aumento del grado. In più circostanze gli investigatori del Ros di Milano, il Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri, coordinati dalla Procura distrettuale antimafia di Milano, hanno ascoltato, grazie a una sofisticata e rara apparecchiatura, riunioni di uomini delle cosche. E hanno potuto sentire la “liturgia” della ‘ndrangheta, il frasario, le “promozioni”. Negli incontri “intercettati” dal Ros sono stati eletti un vangelista, quattro santisti e un camorrista di sgarro. Quest’ultima è figura per tradizione dedicata al racket delle estorsioni e a operazioni di natura criminale, anche se non necessariamente è destinato a macchiarsi di sangue con gli omicidi. Il vangelista è in cima ai gradini delle gerarchie dell’onorata società: la sua investitura avviene nientemente che con il giuramento sul Vangelo, in questa eterna, perversa simbiosi che la ‘ndrangheta cerca ostinatamente con la religione. Infine il santista, un ruolo per certi modi rivoluzionario negli schemi delle cosche, perché con l’introduzione del santista l’affiliato può parlare con l’esterno, cercare il dialogo con le forze dell’ordine, i magistrati, i medici, i politici, e dunque creare il sistema che oggi permette alla ‘ndrangheta di vivere, prosperare, superare processi, agganciarsi all’apparato statale. Allo stesso tempo, con il santista, la ‘ndrangheta si apre agli imprenditori, ai professionisti che non vengono più respinti ma, se necessario e funzionale alle strategie mafiose, arruolati.

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