Su Mainly Macro Simon Wren Lewis conferma che il problema europeo non è un problema di stati spendaccioni o di mancate riforme strutturali in tutti i paesi tranne che in Germania. Al contrario, è un problema di repressione dei salari nella sola Germania che ha spiazzato tutti gli altri. Purtroppo molti continuano a vedere la Germania come un modello da seguire invece di risentirsi per quanto accaduto e pretendere una riparazione, come sarebbe giusto fare.
di Simon Wren Lewis – Da www.vocidallestero.blogspot.it

Quando, quasi un anno fa, Paul Krugman fece 6 interventi nel giro di 3 giorni che insistevano sulla posizione della Germania riguardo ai problemi macroeconomici dell’eurozona, perfino io pensai che forse stava un po’ esagerando, anche se non c’era nulla in quello che scriveva su cui non fossi d’accordo. Ma visto che la posizione tedesca si è dimostrata intransigente nei confronti dei continui problemi europei, mi sono ritrovato a fare la stessa cosa qualche mese fa (123456), anche se a un ritmo un po’ più lento. Ora sembra che tutto il mondo (a parte la Germania ovviamente) dica la stessa cosa: ecco un esempio particolarmente chiaro da Matt O’Brien.

Qui non discuterò la macroeconomia, la darò per scontata:

1)    La politica monetaria della BCE è stata decisamente troppo timida dall’inizio della Grande Recessione, in parte a causa dell’influenza dei suoi membri tedeschi.

2)    Ciò, unito all’austerità, ha portato alla seconda recessione europea, e l’austerità continua a essere una palla al piede per la domanda aggregata. Il principale sostenitore dell’austerità è la Germania.

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