presepio[1]Domani, 24 Dicembre e Giovedi 25 Dicembre le pubblicazioni del sito si fermeranno per il Santo Natale. Cogliamo l’occasione per porgere a tutti i nostri più sinceri Auguri di Buon Natale nel Signore Gesù, Vero Dio e Vero Uomo, invitando a tralasciare le idiozie consumistiche o neo-pagane con cui qualcuno, ogni anno, farcisce la festività dell’Incarnazione del Salvatore e Redentore del Mondo, per nasconderLo ed ingannare le persone semplici ma non solo…

Il Natale è la solennità che celebra la nascita di Gesù Cristo. È chiamato anche Santo NataleNatale di Gesù o Natività del Signore.

La Chiesa Cattolica lo celebra il 25 dicembre. La prima attestazione cristiana del Natale al 25 dicembre è del 204, ad opera di Ippolito di Roma.

Il termine italiano Natale deriva dal latino [dies] Natalis, “[giorno] natalizio”, ovviamente di Gesù.

L’origine romana

L’origine prettamente romana della celebrazione liturgica del Natale è fuori dubbio, anche se resta alquanto indeterminato il momento preciso in cui essa ebbe inizio.[3][4]

Secondo Giovanni di Nicea (900 ca.) sarebbe stato papa Giulio (337352) ad introdurre la festa in Roma in seguito a una corrispondenza con Cirillopatriarca diGerusalemme (Francois Combefis, Historia haeresis monophisitae, 304); Giovanni di Nicea dice questo nel tentativo di indurre la Chiesa Armena dissidente ad accettare la festa del 25 dicembre. Ma la corrispondenza è apocrifa e la notizia infondata.

Il Cronografo Romano (354), che è a un tempo un calendario civile e religioso, indica, in quanto calendario civile, il 25 dicembre come N(atale) invicti (“[giorno] natale del non vinto”), e, riportando l’elenco dei vescovi di Roma, dei quali precisa la data di morte, vi pone in testa, al 25 dicembre (VIII kalendas Ianuarii), la “nascita di Cristo aBetlemme di Giudea” (natus Christus in Betleem Judeae). Tale elenco sarebbe già composto nel 336, per cui la celebrazione del Natale si collocherebbe interno a questa data.[5] Non è dato saper quale fosse il carattere di questa prima commemorazione natalizia; si pensa potesse “essere una Memoria, privilegiata senza dubbio, ma non dissimile dalle consuete Memoriae martyrum celebrate nei loro anniversari; la festa restò sempre ancorata fra quelle del santorale“.[6] Non sembra che all’epoca laChiesa di Roma conoscesse una festa analoga all’Epifania, celebrata in Oriente il 6 gennaio; sembra sicuro che una tale festa fosse celebrata nel 376.[6] Il fatto poi che la nascita di Gesù venga citata insieme ad una lista di date destinate a commemorare anniversari di martiri in giorni precisi ed invariabili sottolinea l’aspetto storico del Natale.[7] A differenza della Pasqua, che è festa mobile, la nascita di Cristo è celebrata fin dall’inizio in un giorno fisso nel ciclo annuale.

La diffusione

La festa natalizia già stabilizzata nel 360 e dottrinalmente ricca, passò poi in Africa: ne abbiamo notizia della celebrazione in un’omelia di Ottato di Milevi degli anni 362363 ca.[8].

Agostino parla della festività del Natale come di una memoria molto particolare: per lui si tratta del ricordo di un grande momento, di una svolta importante nella storia del mondo, ma non lo chiama sacramento[9], mentre usa tale termine per la festa di Pasqua.[10]

È in San Leone Magno che si trova invece il termine sacramentum applicato al Natale; Leone lo chiama “Sacramentum natalis Christi” (“Sacramento della nascita di Cristo”), e parla del “Nativitatis dominicae sacramentum” (“Sacramento della nascita del Signore“)[11]. Leone si esprime riguardo al Natale in termini che potrebbe usare ugualmente per la Pasqua, come quando lo dice “giorno scelto per il mistero (sacramentum) della restaurazione del genere umano nella grazia“.[12]

Verso la fine del IV secolo la festa passò poi a Milano.

Per l’Oriente la prima attestazione della celebrazione è del 430; la pellegrina Egeria informa però che a Gerusalemme, all’inizio del V secolo, la nascita di Gesù è celebrata ancora il 6 gennaio.[13] Alcuni anni dopo tuttavia, durante il soggiorno di Santa Melania in quella città (421439) era già celebrata il 25 dicembre.[14]

Per l’Egitto occorre attendere il 432, anno del quale è conservata un’omelia sul Natale pronunciata davanti a San Cirillo d’Alessandria.

Il giorno dell’Ottava, ancora sconosciuto dal Lezionario di Würzburg, potrebbe essere stato introdotto da Bonifacio IV (608615).

I dati sulla celebrazione a Roma

A Roma, nella prima metà del V secolo, le celebrazioni natalizie si svolgevano nella Basilica di San Pietro.[15] Il papa celebrava l’ufficio della Vigilia seguito dallacelebrazione eucaristica, della quale San Leone Magno ci ha dato il testo. Al canto del gallo, poi, i chierici con il papa e il popolo iniziavano l’ufficio notturno della festa, seguito, come di consueto, dalla celebrazione eucaristica; per questa il Sacramentario Gelasiano ci tramanda i testi in nocte. All’ora di Terza aveva inizio la Messa della solennità, il cui formulario ci è noto dal Sacramentario di Verona.[16]

Con papa Sisto III (432440) e con la costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore, al cui interno si trovava una cappella che riproduceva la grotta di Betlemme, venne celebrato un altro ufficio, più semplice, seguito dalla Messa notturna, in concomitanza con le cerimonie di San Pietro. Tale celebrazione si sviluppò poi a tal punto che quelle di San Pietro vennero trasferite in questa Basilica.

Verso la metà del VI secolo risulta che il papa, invece di andare a celebrare la Messa direttamente in San Pietro, si recava a Sant’Anastasia per celebrarvi una seconda Messa; il motivo della celebrazione in quella Basilica è da trovare nel fatto che il 25 dicembre è il giorno natalizio di Sant’Anastasia martirevenerata a Costantinopoli, e la celebrazione da parte del papa veniva ad essere un ossequio all’autorità imperiale. Da Sant’Anastasia il papa si recava quindi in San Pietro per celebrarvi la Messa del giorno.

I testi della liturgia romana

Nella Chiesa latina il giorno di Natale è caratterizzato da quattro formulari per la Messa: la Messa vespertina della Vigilia, la Messa della notte (popolarmente chiamata “Messa di mezzanotte”), la Messa dell’aurora, la Messa del giorno.

Significato teologico

Il mistero del Natale
« Colui che ènasce.
Colui che è incomprensibile viene compreso.
Colui che arricchisce conosce la povertà.
Colui che è pienezza diviene vuoto.
Questo mistero mi riguarda:
io ebbi parte all’immagine di Dio
però non la conservai.
Egli allora prende parte alla mia carne
Per salvare l’immagine
E rendere immortale la carne. »

La tradizione del presepe, iniziata da San Francesco d’Assisi che ne allestì uno vivente a Greccio nel 1223, si diffuse subito ovunque. A livello di teologia liturgica è però da osservare che il presepe è tale da far comprendere in modo immediato la realtà della natura umana e divina di Cristo, con l’accento sulla sua povertà e sul suo abbassamento nella natura umana.