Segnalazione Quelsi

 

by Riccardo Ghezzi

 

PD

 

“Anche se il campione di intervistati non è ancora molto vasto iniziamo già a riscontrare anomalie molto preoccupanti”, la frase, riportata dal Giornale e attribuita al presidente del Pd Matteo Orfini, la dice lunga sul nuovo scandalo che rischia di travolgere il Pd romano, dopo l’inchiesta “Mafia capitale”.
Due vicende per la verità in qualche modo legate, perché proprio in seguito all’indagine sugli sprechi romani il Pd ha voluto vederci chiaro sulla questione tesserati. E ciò che sta scoprendo Matteo Orfini, spedito da Renzi a Roma, non è tranquillizzante.
Gli stessi circoli romani, ormai sempre più nel mirino dell’opinione pubblica, si stanno occupando di intervistare telefonicamente i circa ottomila iscritti, più che altro per porre la fatidica domanda: “Mi scusi, Le risulta di essere iscritto al nostro partito?”. E la risposta spesso è la seguente: “Chi, io? Ma scherza?”.

Simona Canettieri, sul Messaggero, rincara: “In questi anni di carrierismo sfrenato molti papaveri del partito si sono creati un circolo ad hoc sotto casa, un comitato elettorale da far vivere pochi giorni all’anno solo per i grandi eventi”.
Un problema, dunque, non solo romano ma nazionale, su cui il Pd dovrà fare chiarezza per non rimetterci la faccia.

“Molti miei colleghi – racconta un esponente del Pd, anonimo, al Messaggero – regalavano a Natale tessere agli amici più stretti per crearsi una clientela da usare al momento più opportuno”. Quelle stesse tessere che a quanto pare sono state dimenticate da chi le ha ricevute in done.
Tesseramenti gonfiati, clientelismo, scambio di favori. Ma anche un “mercato delle vacche” alle primarie, come dimostrano le chiacchierate tra le chiacchierate tra Massimo Carminati e Salvore Buzzi, ma su questo dovrà fare luce la magistratura.

Riccardo Ghezzi | dicembre 28, 2014 alle 9:06 pm | Etichette: mafia capitaleorfinipdroma,tesseramenti gonfiatitessere | Categorie: ItaliaPolitica ed Economia | URL:http://wp.me/p3RTK9-61S