lucias-sister-maria-dos-santosL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Vi è un tipo di commento sulla posizione di Suor Lucia riguardo al collasso nella Chiesa che si ripete e che, per la sua importanza, vale la pena di considerare qui. Si tratta di quanto ho pubblicato sulle differenze tra la posizione di Suor Lucia precedente alla decade di ‘60 e più precisamente a Suor Lucia1959, e “Suor Lucia” vista da lì in avanti, che lascia molti cattolici perplessi a causa di certe contraddizioni. Perciò ora si vede aumentare il numero di quanti preferiscono credere nella differenza fisica attestata da certe analisi fotografiche che indicano due persone diverse.
Ciò implica credere che tra le molte fandonie operate dal mondo conciliare vi sia anche l’avventurosa sostituzione della Veggente di Fatima per un’altra. Tale suora dovrebbe rappresentarla per ingannare la gente, specialmente sulla terza parte del Segreto, in quanto questa svela l’attuale paurosa apostasia del mondo conciliare!
Che cosa però avrebbero allora fatto della vera «Suor Lucia»? Essa sarebbe morta nel 1949, d’accordo con l’obituario delle Suore Carmelitane scalze che lo registra (nell’entrata 265), cioè che Suor Maria Lucia del Cuore Immacolato o Maria Lucia de Jesus dos Santos Rosa è morta nel Carmelo delle Carmelitane scalze di Coimbra, Portogallo, il 31 maggio 1949.

Un po’ della storia della religiosa Suor Lucia

Lucia inizialmente è stata Dorothea, quando ha rivelato la prima e la seconda parte del Segreto, cosi come redatto la sua terza parte del 1944. Desiderando una vita più raccolta per meglio adempiere alla missione a lei affidata dalla Madonna, ha chiesto e ottenuto di entrare nel 1948 nella clausura del Carmelo di Coimbra, dove ha preso il nome religioso di Suor Maria Lucia de Jesus e do Coração Imaculado.
E così risulta nei registri ufficiali del obituario del Convento delle Suore Carmelitane scalze di quel Carmelo, la sua morte il 31 maggio 1949.
Tale data, però, coincide col suo voto nel Carmelo. C’è da domandarsi allora se questa data non corrisponda in figura a quella in cui la Suora si dichiarava morta per il mondo! Il fatto è che la sua data di morte per tutti e per il Vaticano è il 13 febbraio 2005.
Prima di passare alla discussione sui dubbi riguardanti le «due Lucie» sollevati da molti e specialmente nel Nord America, devo ri-presentare la mia posizione di devoto mariano che, una volta pensionato come pilota di linea aerea, ho passato a ripetere ogni anno i viaggi estivi, da maggio a ottobre a Fatima. Così si può capire che sono in grado di approfondire molto di questa matteria tanto delicata sul posto. Infatti, ho creando con i miei la fondazione Pro Roma Mariana con questo scopo. Essa ha come sede una casa con cappella ad Aljustrel, villaggio dei Pastorelli, Rua 3 Pastorinhos, in una casa di pietra che fu proprietà dei parenti di Suor Lucia. Così, nel contatto con loro, facilitato dalla lingua portoghese (sono italo-brasiliano), ho fatto qui molte amicizie. Basta pensare che la mia vicina era Carolina, la sorella più vecchia di Lucia a chi, dato che era analfabeta, andavo a leggere le memorie della Figlia Lucia sul loro padre. Quanto ho avuto la lieta opportunità di conoscere sul posto ho già descritto in altri scritti, poiché ho avuto l’occasione di approfondire meglio delle questioni locali.
Quando il conosciuto «fatimita», rv. Nicholas Gruner, visitò Carolina ero presente per far da interprete. Di modo che, se da quella visita Gruner vuol comprovare che i parenti non potevano certificarsi della vera identità di Suor Lucia, perché essa parlava dietro la grata della clausura e sempre con più persone presenti, quel che io capì è che Carolina solo avrebbe voluto più riservatezza in quelli incontri, mai però ho sentito, né da lei né da altri anziani parenti il minimo sospetto sull’identità della Suora. Anzi, ora si sentono offesi che si sollevi tal sospetto. In tal senso ho pubblicato foto dei parenti affinché si possa vedere le somiglianze famigliari, sia nella statura che nel viso, come mostra la foto sopra della sorella più vecchia di Lucia, Maria dos Santos.
Su questo dubbio sollevato della presenza di una seconda «suor Lucia» per sostituire la vera, c’è da vedere specialmente il discusso articolo della Drª. Marian T. Horvat Phd, in ( http://www.traditioninaction.org/HotTopics/g12htArt2_TwoSisterLucys.htm ).
Non nascondo a nessuno che è riscontrabile nella testimonianza di Lucia delle evidenti contraddizioni a partire del 1958, quando lei è stata costretta dal vescovo di Coimbra a disdire quanto aveva detto d’importante a Padre Agostino Fuentes nella sua intervista con questo sacerdote, postulatore della causa di beatificazioni dei pastorelli Francesco e Giacinta. Tale intervista del 27 dicembre 1957, perciò mesi prima della morte di Pio XII, è straconosciuta perché pubblicata da questo Padre messicano, dopo aver presentato i suoi appunti sia al vescovo di Leiria-Fatima, sia al suo arcivescovo in Messico, ricevendone piena approvazione.
Nell’intervista la Veggente riferisce che la Madonna è molto triste perché viene trascurato quello che trasmette con angoscia per la salvezza di molti sui pericoli crescenti nella lotta che il diavolo stava per scatenare contro la Chiesa in quel momento storico. Eppure, ciò è quanto la Suora stessa vagamente smentì, dietro la pressione del Vescovato di Coimbra (o del Vaticano), smentito che fu pubblicato sui giornali.
Si badi bene, la data 1960, è quella in cui il «Terzo Segreto» sarebbe più chiaro, come Lucia spiegò nel 1955 al cardinale Ottaviani, allora Pro-Prefetto del Sant’Uffizio. Così si era presentata l’occasione per l’urgente comunicazione celeste avvertendo l’ora più cruciale per la Chiesa e per il papato, e quindi per l’umanità, che richiedeva particolari penitenze, preghiere e sacrifici dei fedeli.
«Fatti sul Segreto che sfida il Papato e sconvolge la Cristianità» è il sottotitolo del mio libro “Tra Fatima e l’Abisso” del 1988, presentato dal Vescovo Antonio de Castro Mayer e che inviai a Suor Lucia allora, portato in mano dalla sua nipote, Maria do Fetal. Il fatto che rende questo libro un testimone importante, a prescindere d’ogni suo merito, è che fu letto e non disapprovato da Suor Lucia. Ciò l’ho inteso perché il libro mi ha meritato la visita della nipote con un messaggio della Veggente affinché io accettasse tranquilamente la Chiesa (conciliare) e la sua gerarchia!
Suor Lucia nulla ha contestato riguardo al contenuto del libro, che ha considerato corretto, però, polemico! Cosa si poteva volere nelle circostanze di quel tempo in cui perfino la riunione delle religioni del mondo era avvenuta. Ma il libro contiene tutta la storia e il testo della sua intervista col Padre Fuentes. Dunque, si può concludere che essa era del tutto autentica con le parole riferite della Madre di Dio.
Ho raccontato in un altro libro l’episodio di tale visita presenziata dal Rv. Roberto Bellwood, inglese rosminiano della Messa tradizionale, e dalla suora francese Marie Lucie Fouchet. Essi hanno partecipato alla lunga amichevole discussione anche se polemica con Maria do Fetal. Comunque è rimasto assodato che quanto avevo scritto sul «caso» dell’intervista di Lucia a P. Agostino Fuentes e le infide iniziative per smentirla era reale. Non solo, è stato allora registrato che la Suora aveva ripetuto, circa l’incompleta consacrazione della Russia fatta da Papa Pio XII, che questa era ancora da fare. Eravamo nel 1988. In seguito ho avuto occasione di testimoniare sulle «istruzioni» del Vaticano per ordinare che la «consacrazione» fatta il 25 marzo 1984 da Giovanni Paolo 2º era quella buona secondo la richiesta e perciò, a proposito non si doveva più “disturbare il Santo Padre”!

Castigo della «seduzione» del supremo inganno

Il periodo per la testimonianza, in piena coscienza, di Suor Lucia si era chiuso con la «disdetta» dell’intervista a Padre Fuentes. Allora si apriva per lei il periodo di una nuova posizione condizionata da istruzioni superiori. E così anche per molti cambiava la considerazione riguardo al Messaggio di Fatima. Da allora gli approfondimenti sulle sue questioni sono rimasti esposti a un generale sentimento di sfiducia e a delle opinioni arbitrarie in materia, che evitavano le conclusioni più semplici e dirette perché spaventose.
Poiché il «Terzo Segreto» rappresenta nel contesto dell’intero Messaggio il «terzo castigo» (se i popoli non smettessero di offendere Dio), si pone la questione: quale rovina peggiore il mondo potrebbe meritare dopo le due terribili grandi guerre e la rivoluzione comunista? Che cosa poteva ancora accadere al mondo e alla Cristianità di più orribile? Solo se fosse il dominio dell’inganno supremo di un lupo sterminatore in veste di pastore; in altre parole, l’elezione papale di un tale nemico occulto che, accolto da tutti, aprisse la Chiesa ad ogni degrado.
Allora era difficile capirlo, ma ora è ben visibile l’opera che seguì l’apertura massonica della Chiesa, perpetrata daRoncalli, e continuata dai suoi successori di fino agli attuali obbrobri bergoglioni.
Si riveda la testimonianza di Lucia su quanto stava per succedere nella Chiesa secondo le parole della Madonna, ma perfidamente censurate dal concierge di quell’apertura massonica che neutralizzava ogni difesa della Chiesa. Si trattava di Roncalli, che ha preso il nome dell’antipapa Giovanni XXIII, perché il massone Jean-Gaston Bardet gli aveva predetto, già a Parigi, che sarebbe papa e si chiamerebbe Giovanni.
La realtà presente, che intreccia Fatima agli eventi riguardanti il Papato e alla nuova persecuzione subita dai cristiani ovunque, è direttamente rappresentata nell’eccidio virtuale del Papa della visione pubblicata nel 2000. Ecco come vedere il Terzo castigo del Terzo Segreto che si svolge come previsto nel tempo della «seduzione» del supremo inganno, i cui miasmi dilagano da Roma a Fatima. E si è visto nei fatti riguardanti il Segreto e Lucia, che tutto ai è fatto più chiaro nel 1960!
Si pensi solo a questo: dopo quell’elezione non è sorto solo l’enigma nella differenza di comportamento di una suora di clausura che dal 1958/9 in avanti ha avuto la coscienza condizionata dai suoi superiori. Tale cambiamento corrisponde cronologicamente alla macroscopica alterazione nell’attitudine di una moltitudine di fronte alle cosìddette «autorità conciliari». Solo l’inganno dell’ubbidienza assoluta davanti alla figura papale può essere stata la causa de tante alterazioni nel comportamento clericale, altrimenti inspiegabili. La locuzione latina dei Gesuiti – Perinde ac cadaver – era divenuta un dogma a servizio proprio della massoneria conciliare. E sono caduti in tale inganno migliaia di consacrati, da cardinali a vescovi, da preti a religiosi, che cambiarono addirittura di dottrina col Vaticano 2º di Giovanni 23 e successori, per ubbidienza!
Di tale pauroso inganno poco si parla poiché riguarda quasi tutti che ritengono ormai normale che l’unione con uno in veste papale equivalga comunque a una professione di fede. Si deve tener in conto di tale deformazione generale causata dall’idea d’ubbidienza assoluta, anche se chi predica da pontefice porta una altro strano vangelo. E qui si pone il dubbio che la Suora fosse davvero esentata da tale tendenza. Certamente il suo caso è diverso nell’ordine soprannaturale, ma non nell’ordine umano, che è prevalso ovunque con il dominio dei pastori conciliari, del credo umanizzato dal culto dell’uomo. Si pensi alla massa di credenti che non si accorge nemmeno più di tale differenza perché da molto segue un clero di naturalisti che sono i primi a ignorarla, se non a ridere di tale differenza. Un lavorio di corrosione spirituale partito dal massone che con un discorsetto notturno lasciò tutti a guardare la luna mentre tramava l’aggiornamento illuminista sul Sillon modernista!
Di tale lento ma inesorabile cambiamento può essere divenuta figura passiva la povera suora che, come mostra un video, fa la comunione in piedi di fronte a Giovanni Paolo 2º, più preoccupata in baciarli la mano che a raccogliersi nell’atto di grazia! Come è stato possibile tale cambiamento della Suora beneficiata dalla grazia dell’apparizione della Madonna, inviata da Dio per il bene degli uomini? Forse perché lei aveva l’idea che nessuno conosce meglio questo bene che il Suo Vicario. Quindi, una volta riconosciuto Giovanni 23, Paul 6º e successori come veri papi, non ci sarebbe più nulla da discutere; ogni inganno arriva a galoppo! È la logica stravolta per cui la verità su qualsiasi tema è riconoscibile solo da chi indossa vesti papali. Giovanni Paolo dice che lui è il papa del Terzo Segreto, quel vescovo vestito di bianco eliminato insieme a tutto il suo seguito? Allora anche l’assurdo è preso come certezza: perché l’ha detto chi è vestito da papa! Ecco che cosa succede alle coscienze plagiate dalle false somme autorità: sommi inganni!
La mia è la testimonianza di un cattolico andato ad abitare a Fatima nella fase finale della vita per capire meglio i fatti profetizzati nelle apparizioni di Maria, ma purtroppo ampiamente alienati. Si tratta di terribili verità che non si vuol vedere nei nostri tempi apocalittici.
Quando c’è fede soprannaturale, l’ubbidienza al Papa infallibile edifica la Chiesa. Ma poiché questa fede è stravolta l’ubbidienza può solo demolire le coscienze. Se fu un peso sulla santità di Lucia, è nel segreto di Dio. Che però determini l’apostasia generale, è di certo l’orribile realtà presente. Quando è che le coscienze si sveglieranno alla realtà della Profezia di Fatima? Concederà il Signore ancora tempo per rimediare al sommo inganno che ora devasta la Sua Vigna?