L’EDITORIALE DEL VENERDI

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di Arai Daniele

Una volta la decifrazione delle complicate cifre riguardanti lo «stato sociale» delle pensioni e dell’assistenza alla salute dipendeva da specialisti nella materia. Oggi, le conseguenze di tali cifre sullo stato sociale europeo in  generale sono a vista di tutti nel suo squilibrio imparabile.

Una volta la pensione di uno che finiva il suo ciclo lavorativo era sostenuta da tanti della parte di persone che entravano nella vita attiva. E tutto avveniva in regime di produzione in crescita con una moneta nazionale e perciò ritoccabile in basso con nuove emissioni (pur irresponsabili come quelle americane). Era così assicurato a medio termine il diritto dei lavoratori sancito dalle costituzioni e fondato sull’equilibrio teorico di un corpo sociale produttivo rinnovato all’infinito.

Con la rivoluzione delle luci, si voleva assicurare ai cittadini la nuova illuminata felicità decretata come legge, che in certo modo andava nel senso del diritto a ogni bene terreno a cominciare dal diritto umano alla salute e al riposo nella vecchiaia.

E la nuova mentalità è divenuta rivendicativa quasi su tutto nella vita. Infatti, una proposta di questo genere, nei termini di diritto alla felicità è pur stata proposta negli anni Settanta (se non erro) nel Parlamento socialista francese.

È vero che lo stato sociale come s’intende oggi è, da quanto so, piuttosto frutto della Germania industriale di Bismarck. Rimane, però, il fatto che tali diritti entrarono nelle moderne costituzioni europee. Esse dorrebbero trovare supporto in una struttura naturale e universale per corrispondente a quanto si vuol chiamare «diritto umano».

Così non è, però, poiché c’è un’evidente insuperabile disparità tra mondo ricco e mondo povero, e ora a godere di tale stato sociale di diritto resta l’Europa con 50% di tutto il globo, anche se la sua popolazione è di circa 7% e il suo redito di 20% del totale.

Ci penserà un’immigrazione d’aspetto biblico a compensare parte di tale squilibrio.

Ben inteso, già i costi ingenti di questa possono entrare nel bilancio del nuovo stato sociale di diritto immigrato, che in seguito si penserà a estendere con i suoi benefici ai nuovi arrivati, pur senza permesso, senza dimora e senza lavoro. Succede già in Francia.

Insomma, nella mancanza di una controparte reale, poiché la Provvidenza è stata esclusa per principio da un sistema così illuminato, ora ci penseranno (si fa per dire) a questo gli stati, perché per costituzione i loro sistemi sono la proclamazione laica di autonomia da ogni idea religiosa e dai suoi dettami divini. Per esempio sulla famiglia naturale, sulla sussidiarietà sociale e sulla solidarietà per amore di Dio.

Ma la rivoluzione continua in un processo «culturale» per cui la stessa famiglia, matrimonio e riproduzione sono da aggiornare nella loro «antica» natura!

Lo si fa specialmente dopo il Vaticano 2º, che nel suo progressismo ci da una mano nella lettera e ora nella pratica di un “vissuto quotidiano” clericalmente approvato…, soprattutto in tema di sesso, secondo lo spirito bergoglione, di cui è pienamente invasata la «catechesi conciliare».

La scusa è il «bene» dell’uomo, pardon, del genere umano; naturalmente per quel che conta davvero per il cittadino moderno e cioè, la vita in questo pianeta sempre più scaldato e sporcato dai miasmi di detta modernità.

Ecco la vera bomba a tempo. Ma non so se sono riuscito a render l’idea sul «missing link», il collegamento taciuto tra il progresso illuminista e i problemi dello stato sociale senza uscita che assommano per un futuro nemmeno tanto distante. La cosa va pesata partendo dal crollo demografico nei paesi moderni.

Infatti, niente pareva più moderno che limitare la natalità in vista della «teoria scientifica» di Malthus. Senza dire che è pure più comodo avere meno figli per non alterare la «qualità di vita» tanto strombazzata nella comunicazione sociale.

I bambini erano considerati già troppi alla fine degli anni Sessanta, fatto che avrebbe incrementato i problemi del mondo!

Non per altro l’illuminato Principe consorte d’Inghilterra, da manthusionanno sviscerato, non esitò a dichiarare pubblicamente che nella sua prossima reincarnazione avrebbe voluto tornare come un virus in modo da sterminare il più grande numero di viventi.

Ciò sempre per l’amore e il «bene» dell’umanità!

Insomma, l’aumento, senza un dovuto controllo statale, di esseri umani, secondo l’opinione dei grandi… della terra, è nocivo per il progresso dei paesi e di tutti. Ciò applicato all’Europa dello stato sociale, deciso dalla social democrazia liberale e progressista e sostenuto con tutti i mezzi dai sindacati, offre già i suoi frutti avvelenati per le prossime generazioni.

Vi è da ora una disparità esponenziale tra lavoratori attivi e pensionati e questi, per giunta, fanno il torto ai più giovani di vivere di più, aiutati dal progresso visibile della Medicina. Una scienza che trova – grazie a Dio – sempre nuove cure e costa – grazie all’industria farmaceutica – sempre molto di più. A questo punto i paesi invecchiano e hanno bisogno di gente che viene dall’estero. Questi, però, portano ancora nuovi problemi che si aggiungono a quelli che si voleva evitare con la denatalità. Ma principalmente alterano in modo vistoso la «razza nativa», con perdono per la parola. Insieme a questa, ne fa le spese la cultura nazionale, la religione e la sicurezza. Un guaio che già fa notizia, e siamo appena agli inizi.

La mentalità della libertà rivendicativa in religione

Dalla Rivelazione sappiamo quale è la rivendicazione a cui mira dopo tutto quella che si deve vedere come Rivoluzione per antonomasia: «essere come Dio»! In ciò la Rivoluzione Inglese, come quella Francese, come altre, non erano che tappe intermedie per giungere a occupare quella religiosa, che per volere divino è a Roma. Il Luogo sacro della Chiesa di Dio è il bersaglio finale spugnato per, una volta levato di mezzo l’ostacolo ovvero il «katéchon» che impediva la sua manifestazione, far insediare li l’uomo del peccato, difficile da identificare perché accolto trionfalmente da quanti “per mancanza di amore per la verità sono indotti a credere nella menzogna”, è la questione attualissima, l’apostasia che anticipa la rimozione del Katéchon. Ma non si vuole vedere il suo legame con quanto è l’attuale, vera, alienazione umana. E l’argomento è rimosso come tabù, poiché tocca i poteri dei «padroni del mondo», civili e religiosi, che l’hanno indotto e continuano a farlo anche attraverso i loro «papi».

Niente è più urgente, perciò, che risalire alle cause di quest’ora cruciale per l’umanità e di illustrarsi sull’attuale mentalità alienata dal reale e dal vero, quindi dalla legge naturale e divina. Tali questioni, clamorose quanto invise, possono essere  riassunte nell’ aborto nel piano (in) civile e nel ripudio velato della vera Autorità divina nell’ordine religioso. Si tratta della «liquidazione del Papa con tutto il suo seguito fedele, per sostituirli con l’indecente apostasia dei «papi conciliari» (Vedi «Terzo Segreto di Fatima) come concentrato dei mali presenti.

Proprio così, l’apostasia dell’ora presente e questa sua conseguenza – della falsa autorità nel Luogo divino – non è altra che la più letale disgrazia per l’intero genere  umano.

Katéchon è il nome scritturale del potere previsto da Dio per impedire l’iniquità della occupazione del Luogo Santo e della sua Autorità divina da parte del nemico, dell’Anticristo. (cf. II Ts 2)

E’ esso rappresentato dal Papa cattolico? Una riprova si può avere oggi quando lo stesso potere messo per bloccare la somma iniquità è abusato per liberarvi l’accesso; l’apertura della Chiesa ai suoi nemici operata proprio dalla Sede della sua suprema difesa. È il Papa a incarnate la figura del katéchon?

Sì, ma non dall’inizio del Cristianesimo. Infatti, non si può vedere San Pietro a trattenere allora le iniquità civili, anzi ne era vittima, poiché ancora non aveva alcun «potere civile» per farlo e, al contrario, l’hanno fatto frequentare prigioni, da dove fu liberato solo dal potere divino.

San Pietro era d’ostacolo all’Anticristo solo nell’ordine spirituale. Secondo alcuni Padri della Chiesa, ripresi da monsignor Francesco Spadafora, si poteva riconoscere allora il Katéchon nell’autorità dell’Impero Romano che frenava il crimine, anche della persecuzione dei cristiani da parte dei giudei.

Basta pensare a Santo Stefano lapidato. Solo tre secoli dopo la questione parve definita da un potere civile riverente, non solo ai princìpi della legge naturale, ma a quella cristiana e divina.

E il Kathécon dell’era cristiana divenne bene o male il Pontefice romano. È quanto vede anche San Tommaso d’Aquino (Opuscolo 68 De Antichristo, ed. Di Parma, 1864, t.17, p.439) quando spiega che l’ostacolo all’iniquità è la sottomissione alla Chiesa romana, per cui “Chi trattiene” la manifestazione dell’Anticristo è il Papa.

L’onorare come «autorità divina» chierici che sono vere «autorità di perdizione»; falsi cristi e falsi pastori elevati come legittimi vicari inviati da Gesù Cristo per salvare nella Sua Chiesa, è la fase apocalittica finale della decadenza d’ogni civiltà, iniziata proprio con le «luci» rivoluzionarie ecumeniste d’ogni menzogna.   

Tale spaventoso interregno è iniziato con l’elezione del modernista e filomassone Angelo Roncalli. Il castigo profetizzato a Fatima – più chiaro poco prima del 1960: poiché i Papi (quelli veri) non avendo accolto la Profezia inviata dal Cielo consacrando la Russia al Cuore Immacolato di Maria, avveniva la virtuale «soppressione», per un tempo, del Papa con tutto il suo seguito fedele. Era così «levato di mezzo» il Katéchon cattolico, come può esse interpretato l’eccidio svelato nella visione del Terzo Segreto. E dove era l’ostacolo allo spirito anticristo subentrò chi apriva a ogni libertà religiosa!  

Tale avvertimento sul terzo castigo sarebbe ancora misterioso se non corrispondesse al fatto storico oggettivo della demolizione dell’autorità cattolica, cui corrisponde la scristianizzazione, l’apostasia generale e i grandi squilibri nella vita dei popoli descritti sopra. Né si può negare oggettivamente l’approvazione democratica conciliare della sovranità popolare, quella della rivoluzione illuminista degli avversari di Gesù Cristo Re, che è comunque sovversione riguardo alla Legge di Dio, negata anche a Roma.

Nell’ora presente si può intravvedere «la scena apocalittica di separazione tra chi accetta il ‘segno di Satana’ sulla fronte o sulla mano e chi no perché percepisce la sua origine.

Molti pensatori in diversi momenti della storia, sia consacrati sia laici, hanno avuto la percezione che tale momento cruciale si avverava del contrasto tra il Pontefice cattolico e l’inganno dell’Anticristo. Questo apre all’illuminismo come «bene» che la Chiesa doveva incorporare. Basta seguire quel che ha fatto Roncalli o leggere Montini, Wojtyla, Ratzinger e quel che fa Bergoglio per capire a cosa risale la loro religione.  

Perfino Albert Camus nel suo «L’Homme Révolté» del 1951, parla della crisi più seria cui ci ha portato la ribellione metafisica dell’intelligenza umana che ha voltato le spalle a Dio, individuando la sua causa nella «forza corrosiva di un nihilismo attivo» del nostro tempo. Si tratta dell’ossessione patologica di dominare la vita in tutte le sue forme e dimensioni; della rivoluzione filosofica – che pretende di ridurre a zero «le correnti metafisiche aristotelico-tomista e (perfino) kantiana». Camus indica, a causa di tale ossessione, una complicità con il male. Oggi ciò è vero anche a livello di leggi e di giustizia, quando, ciò che ieri era classificato come crimine oggi diviene obbligatorio.

È il caso dell’aborto e di tutto il resto, con cui i «papi conciliari» con la loro apertura a tale «modernità» hanno potuto pienamente convivere perché abbracciano gli «umanisti della religione dell’uomo che si fa Dio» (Dal discorso di Paolo 6º alla chiusura del Vaticano 2º). Tale culto dell’uomo è in fondo lo stesso dei «papi conciliari» che lo propinano al mondo come insegnamento di Gesù Cristo! L’autorità è venuta a patti col male… corrosa dal più alienante nihilismo!

Poiché a questa deviazione seguono tutti gli altri mali, anche sociali, sembra evidente che fino a che si accetta come rappresentante di Dio in terra un elemento come Jorge Bergoglio, non ci sarà scampo. La bomba a tempo dell’illuminista Vaticano 2º ha ormai causato il suo danno più grave: la falsa autorità che al contrario di frenare l’umana scelleratezza la giustifica con gli stessi argomenti del mondo che la provoca.

Che il Signore abbia pietà di questa generazione che non sa quel che fa.