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 Mentre le tangenti scorrono lungo il Po, si pone un problema al Premier Renzi e al Ministro Orlando di Sigfrido Ranucci e Giulio Valesini

Roma – (…)Sono indagati 4 funzionari dello Stato e tre imprenditori che si occupano di mettere in sicurezza i fiumi. C’è un filmato realizzato nel 2008 che riprende una ruspa che invece di mettere in sicurezza gli argini del Po, disegna traiettorie nel vuoto; c’è un imprenditore che ha confessato di aver pagato tangenti in cambio di lavori e ha fatto anche i nomi; sono stati trovati documenti di forniture di pietre falsificati.

Eppure le carte sono rimaste nei cassetti della Procura di Rovigo per circa 5 anni. Risultato: l’indagine che vede accusati di vari reati, dalla corruzione al falso, i dirigenti dell’Aipo e imprenditori, sarà sicuramente prescritta. Nessuno andrà a vedere perché i magistrati che avevano in mano quell’inchiesta hanno lasciato quelle carte a impolverarsi per 5 lunghi anni. Nessuno andrà a vedere perché quest’indagine che risulta chiusa dall’ agosto del 2013 è ancora lì, ferma. (…)

Una considerazione però questa storia la merita e pone un problema che giriamo al ministro Orlando e al premier Renzi. Esiste in Italia un termine per la durata massima delle indagini preliminari, ma non si dice entro quando, dalla fine delle indagini, deve essere esercitata l’azione penale. Solo per l’omicidio colposo il codice prevede (art. 416 comma 2 bis c.p.p.) che la richiesta di rinvio a giudizio deve essere fatta entro 30 giorni dal termine delle indagini. (…)

Redazione Stato