Segnalazione Quelsi

 

by Redazione

 

alemannoL’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è indagato dalla Procura di Roma per associazione mafiosa. La sua casa è stata perquisita questa mattina da agenti della Guardia di Finanza e dai carabinieri del Ros che stanno passando al setaccio anche diversi uffici del Campidoglio e della Regione Lazio nell’ambito di un’inchiesta su un’associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati. Il gip ha firmato 39 provvedimenti restrittivi di esponenti politici, imprenditori ed ex terroristi legati agli ambienti di destra per un presunto sodalizio mafioso da anni radicato nella Capitale. Gli inquirenti hanno documentato un sistema corruttivo finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza per gli immigrati. Un sodalizio radicato a Roma con a capo l’ex Nar ed ex Banda Magliana Massimo Carminati. Tra i soggetti coinvolti anche l’ex ad di Ente Eur, Riccardo Mancini.

 

L’ex Nar – Carminati, riporta il Fatto, sarebbe stato arrestato mentre si trovava a casa di Marco Iannilli, il commercialista romano già arrestato e condannato in primo grado per la colossale truffa su Fastweb e Telecom Sparkle e coinvolto nel caso Enav. Domenica scorsa gli uomini del Ros hanno effettuato delle perquisizioni nella villa di Iannilli a Sacrofano, in provincia di Roma. Alla Regione i militari stanno perquisendo gli uffici del consigliere regionale Pd Eugenio Patanè e Luca Gramazio del Pdl (che risultano entrambi indagati), e in Campidoglio negli uffici del presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti.

L’ordinanza – «Allo stato dell’indagine – si legge nell’ordinanza d’arresto firmata dal giudice Flavia Costantini pubblicata dal Corriere.it – può essere affermato con certezza è che vi erano dinamiche relazionali precise, che si intensificavano progressivamente, tra Alemanno, sindaco di Roma, e il suo entourage politico e amministrativo, da un lato e il gruppo criminale che ruotava intorno a Buzzi e Carminati, dall’altro; dinamiche relazionali che avevano ad oggetto specifici aspetti di gestione della cosa pubblica e che certamente non possono inquadrarsi nella fisiologia di rapporti tra amministrazione comunale e stakeholders». Contestualmente la Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di sequestro di beni riconducibili agli indagati, emesso dal tribunale di Roma, per un valore di oltre 200 milioni di euro.

(Libero.it)

Redazione | dicembre 2, 2014 alle 12:13 pm | Categorie: Politica ed Economia | URL:http://wp.me/p3RTK9-5RM