Segnalazione di Gianni Toffali

 

Santo Stefano a Campoli

 

 

Il blasfemo Benigni cambia i dieci comandamenti e denigra la Chiesa Cattolica. Bergoglio RINGRAZIA il collega di lavoro.

Michele Giuntini.

 

E’ una pieve immersa nella campagna del Chianti, Santo Stefano a Campoli, a San Casciano Val di Pesa (Firenze), l’epicentro delle scosse di terremoto che battono la Toscana da oltre 24 ore e affollano le schermate del sito dell’Ingv che riportano l’attività tellurica in Italia. Dall’esame dei tabulati, prendendo la posizione di ogni vibrazione, le scosse ballano tutte intorno a questa chiesa, mantenendosi sempre a breve distanza, poche centinaia di metri ogni volta, come a tracciare un semicerchio.

Il campanile svetta tra oliveti e vigneti di Chianti Classico e la pieve, documentata già nel 903 in un manoscritto della vicina abbazia vallombrosana di Badia a Passignano, annovera nella sua storia potenti pievani che divennero Papi, Leone X e Clemente VII, entrambi di stirpe medicea. La zona è sismica. Ai ragazzi delle scuole dei paesi vicini si tramanda che da quelle parti una volta ogni secolo c’è un terremoto forte, anche se il ‘900 ha saltato l’appuntamento e c’è da chiedersi se non sia questo un ritardo sulla tabella di marcia. Da qualche ora, pertanto, si sarebbe risvegliata una piccola faglia, dimenticata e dormiente, che taglia le colline dal bacino del fiume Pesa a quello del fiume Greve, testimoniata anche da qualche toponimo.

A breve distanza dalla pieve di Campoli c’è infatti la località di Santa Maria a Macerata che, prossima all’epicentro, ricorda dal nome le ‘macerie’ di un antico devastante terremoto, secoli fa. Sul versante di Firenze, c’è il borgo di Sant’Andrea in Percussina – dove Niccolò Machiavelli in esilio scrisse ‘il Principe’ – ricorda analoghi episodi di terremoto, quando la terra, appunto, ‘percuoteva’ le case e forse le persone, almeno per lo spavento.

Comunque a Campoli finora non si registrano danni ai pochi edifici rurali circostanti – coloniche, case padronali e villini ottocenteschi, perfino un castello – nonostante scosse insistenti, durate lunghi secondi e invasive. Chi abita da queste parti non ha paura ma dorme preoccupato e va ad affrontare una notte di forte apprensione, dopo il brusco risveglio della notte scorsa alle 1.09 con la scossa di magnitudo 3.5 e la sorpresa della scossa più forte verificatasi finora, 4.1 alle 11.36. Mentre oggi, raccontavano gli abitanti, si è pranzato con i tavoli che tremavano per lo sciame sismico sotto le vigne di Gallo Nero.