Archivio per aprile 2015

Libia e immigrati clandestini, che fare?

ECATOMBE

Un cittadino di Corridonia mi ha detto che se fossero stati mitragliati all’inizio due, tre barconi, decine di migliaia di altri migranti non sarebbero poi affogati. Ragionamento logico, ma eccessivo.

Sarebbe bastata la dolorosa necessità di “passare per le armi” i primi scafisti per fermare l’invasione. Infatti, gli scafisti sono degli individui egoisti, vigliacchi e sanguinari, a cui piace vivere bene: non hanno ideali più alti per i quali valga la pena di rischiare la vita. La soluzione è valida ancora oggi: “passare per le armi” gli scafisti, in quanto questa invasione di Africani e Musulmani è una guerra non dichiarata, da assoggettare alle leggi di guerra. Però, non si può fare. Quindi, dovremo continuare – giustamente – a salvare i migranti dalle acque e tenerceli in casa, dato che nessun partner europeo li vuole… Proprio contiamo come il due di picche.

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Rispolverato il femminismo per difendere l’agenda omosessista

Segnalazione Corrispondenza Romana

CLINTON

(di Mauro Faverzani) È l’ora del femminismo. A qualsiasi latitudine. Sembrava lo si potesse finalmente archiviare, dopo i danni ideologici prodotti in pieno clima sessantottino. Invece no. E da ferro vecchio è divenuto il grimaldello di nuovo utile come passepartout, per cercare di introdurre ovunque l’ideologia gender in nome di pretesi, fittizi e surrettizi “diritti”.

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Orientamenti pastorali

Segnalazione del Centro Studi Federici

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Orientamenti pastorali (da Sodalitium-Buon Consiglio n. 33, aprile 2015)

“Pastorale” è ormai diventato, abusivamente, un sinonimo di lassismo e permissivismo. Per essere “pastorali” occorrerebbe essere un cattivo pastore, che lascia piena libertà al gregge, fosse anche di smarrirsi e farsi divorare dal lupo. Una vera e autentica pastorale, invece, non manca di mettere in guardia le anime dai pericoli e dagli errori, specie in materia morale e nelle cose concrete. Col passare degli anni, ci siamo accorti che anche dei buoni fedeli, che a parole e con le buone intenzioni, desiderano essere fedeli alla morale cristiana, prendono poco a poco, quasi per osmosi, lo spirito del mondo che li circonda. Il mondo non ha mai avuto lo spirito di Gesù Cristo, e viceversa; ancor meno ai giorni d’oggi. Approfittiamo quindi di questo spazio che ci offre Il Buon Consiglio per dare appunto qualche buon consiglio ai nostri lettori per conservare lo spirito di Cristo, e non quello del mondo.

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“Messe” vietate, libri bruciati. È l’epoca dell’inquisizione laica, democratica e di sinistra?

Segnalazione Quelsi

 

libri bruciati

 

by Emanuele Ricucci

O sarà, come dicono alcuni, una Nuova Inquisizione, questa volta tutta laica, democratica e di sinistra? O sarà una banale forma di ansia-fobia-mania cultural-civile? L’equivalente politico di chi esce di casa e pensa al rubinetto del gas: una sorta di psicopatologia della vita (politica e rappresentativa) quotidiana? Nel dubbio parlano i fatti: sull’Italia da Reggio Calabria a Pescara, da Milano a Roma si abbatte la grandine di “no” a qualsiasi manifestazione giudicata non aderente ai canoni della stretta ortodossia democratica. Episodi che, alla luce di un punto di vista laico e liberale, fanno pensare. Nella città dello Stretto la Curia ha proibito una messa in suffragio di Benito Mussolini, in programma per la mattinata del 28 Aprile, poiché, come si evince da una nota ufficiale: “pur essendo lecito celebrare la Santa Messa in suffragio dei defunti, per l’occasione, è necessario che la Celebrazione venga sospesa per la strumentalizzazione della stessa per fini politici”. Reggio Calabria non val bene (neanche) una messa. Un rituale che (forse) non andrebbe negato a nessuno. La fobia-mania dell’avvento (assai improbabile, concediamocelo) di un fascismo 2.0 a quanto pare prevale.

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Sergio Ramelli: odio e spranghe della borghesia radical-chic

Segnalazione Quelsi

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by Giampaolo Rossi

LA FEROCIA Oggi di 40 anni fa, Sergio Ramelli cessava di vivere in un letto dell’Ospedale Maggiore di Milano dopo un’interminabile agonia. Aveva 19 anni. Quarantotto giorni prima era stato aggredito davanti alla sua casa da un commando militante di sinistra e massacrato a colpi di chiave inglese; gli aprirono il cranio spappolandogli il cervello senza pietà. L’omicidio Ramelli, per ferocia, follia e crudeltà, fu uno dei più efferati degli anni ’70. Lui, giovane militante di destra, non era un picchiatore né un fascista, almeno per come l’immaginario conformista dei custodi dell’ipocrisia dipingeva i giovani del Msi. La sua principale colpa era stata quella di aver scritto in un tema in classe (reso pubblico nella bacheca della scuola) che quelli delle Brigate Rosse erano terroristi. In quell’Italia imbevuta di follia ideologica la verità anche più banale poteva trasformarsi in una condanna a morte. Ci vollero 10 anni perché i colpevoli venissero individuati e processati; tutti, nel frattempo, divenuti professionisti (medici, magari ricercatori universitari in Svizzera) o stimati politici del Pci. Ad uccidere Ramelli furono i militanti di Avanguardia Operaia che di operaio non avevano nulla: un gruppo di figli di papà imbevuti d’ideologia e di violenza rivoluzionaria; studenti di medicina e rampolli della buona borghesia milanese. Un film già visto.

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Per Milano si aggira lo spettro degli anni 70

 

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No al matrimonio gay : il Parlamento dell’Ulster ha votato

BANDIERA ULSTER

L’assemblea parlamentare dell’Ulster (l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito) ha respinto la quarta proposta di legalizzazione del matrimonio gay.

La votazione è avvenuta a maggioranza assoluta. In tre si sono astenuti.

Callum Webster, portavoce del Christian Institute, ha dichiarato: “Questa è la quarta volta in tre anni che la lobby gay è stata sconfitta. Siamo grati a quei deputati che hanno resistito alle pressioni costanti degli omosessualisti per ridefinire il matrimonio. “

In quest’ultimo tentativo i promotori avevano tentato una modifica del testo nel senso che avrebbero garantito la libertà di parola all’interno di funzioni religiose. Ma Webster ha sottolineato che la fede di un cristiano deve potersi esprimere in ogni ambito della vita, non solo all’interno delle chiese.

I promotori della proposta vedono con favore il referendum sulla ridefinizione di matrimonio che si terrà a breve nella Repubblica d’Irlanda (l’EIRE, l’Irlanda del Sud).

I tre tentativi precedenti di introdurre il matrimonio gay sono stati nel 2012, nel 2013 e l’anno scorso.

Redazione

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Gaza: il blocco israeliano strangola l’economia palestinese

di Manuela Comito

MOHAMMAD

Sabato 25 aprile Muhammad Hamad, vice presidente di Metal and Engineering Industries Union, ha puntato il dito contro Israele che sta impedendo l’ingresso nella Striscia di Gaza dell’85% dei materiali e delle attrezzature necessari alla ricostruzione dell’enclave costiera, quasi totalmente distrutta durante l’offensiva “Protective Edge” tra luglio e agosto 2014. Hamad ha dichiarato che l’assedio imposto dal governo di Tel Aviv agli abitanti della Striscia dal 2006 ha danneggiato il settore metallurgico e che le pesanti perdite economiche derivanti dal blocco sono ora ulteriormente aggravate dalla quasi totale distruzione dei tunnel di sopravvivenza, attraverso i quali i Palestinesi riuscivano a far passare molti tipi di ferro e far funzionare 1250 stabilimenti del settore.

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Oggi 29 Aprile, San Pietro Martire da Verona

di Redazione

SAN PIETRO DI VR

Sono passati 5 anni dalla storica battaglia vinta dai cattolici tradizionalisti veronesi, che dopo altrettanti anni di lotta, preghiere, Messe riparatrici, azioni dimostrative eclatanti, serrate trattative hanno liberato la chiesa e casa natale del co-patrono di Verona San Pietro Martire, di cui oggi 29 Aprile è la ricorrenza. Ricordiamo quella storica data col commento di allora: I luterani lasciano la chiesa e casa natale del co-Patrono di Verona San Pietro Martire. Storica decisione della Curia di Verona dopo cinque anni di contestazioni

Pietro da Verona, o Pietro Martire, al secolo Pietro Rosini (Verona, 1205 circa – Seveso, 6 aprile 1252), fu un predicatore appartenente all’Ordine dei domenicani ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografia

Nacque a Verona da famiglia catara. Compì i suoi studi all’Università di Bologna e decise di entrare a far parte dell’Ordine dei Frati Predicatori al tempo in cui Domenico di Guzmán era vivente. È ricordato in particolare per la sua tenace opposizione alle eresie, soprattutto nei confronti di quella catara[1].

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“Aiutiamoli a casa loro” è uno slogan che in Europa non vale nulla

L’Europa ha deciso che il “blocco navale” è “illegale e realizzabile”, e ha triplicato i fondi per la missione “Triton”, aumentati a 9 milioni al mese: una cifra ridicola rispetto alle spese che l’Italia deve affrontare per la gestione dei flussi, visto che i migranti, anche quelli che vorrebbero andare nel nord Europa, vengono costretti a restare “nel primo paese che li ha identificati” alias Italia. E non è finita qui: altro che “aiutarli a casa loro”… i fondi per la cooperazione internazionale sono stati tagliati!!!

Staff nocensura.com

extra

Il tormentone è sempre lo stesso e da più parti uguale: “Aiutiamoli a casa loro”. Quando si tratta di commentare eventuali soluzioni agli incessanti flussi migratori verso l’Europa, non è infrequente ascoltare questo slogan, divenuto ormai trasversale in Parlamento. Eppure, a fronte di tanti buoni propositi, a fare la differenza sono sempre i fondi stanziati per le azioni mirate a supportare governi e popolazioni nei Paesi più svantaggiati. A differenza di quanto spesso viene dichiarato, infatti, i finanziamenti dedicati alla Cooperazione e ai progetti per “aiutarli a casa loro”, sono diminuiti. Una percentuale che non si discosta mai dallo 0 virgola e che al contrario scende. Dall’analisi degli ultimi dati pubblicati dall’Ocse risulta infatti che nel 2014 l’aiuto pubblico allo sviluppo italiano è sceso allo 0.16% del Pil dallo 0,17% del 2013. Marco Simonelli, esperto della rete internazionale Action for Global Health, nei giorni scorsi ha dichiarato che “gli aiuti del canale bilaterale hanno visto un taglio di oltre 90 milioni di euro, solo parzialmente compensato da un incremento di quasi 30 milioni di euro donati attraverso il multilaterale”. E non fanno meglio neanche governi europei come Francia, Spagna e Portogallo o – oltreoceano – gli USA. Curioso poi come la Farnesina abbia sostenuto di voler portare la percentuale di fondi per l’aiuto pubblico allo sviluppo allo 0,30% del Pil entro il 2018. In pratica raddoppiando la cifra attuale. Per tacer dei fantomatici tesoretti che questo comparto di attività difficilmente potrà vedersi assegnati. In termini concreti e di supporto ai Paesi in via di sviluppo, meno fondi alla Cooperazione significano meno finanziamenti per arginare la cosiddetta immigrazione economica, meno incentivi per migliorare le condizioni sanitarie, alimentari e in generale di benessere delle popolazioni, maggiori difficoltà nel mettere in campo strategie condivise di coesistenza tra minoranze religiose e opposizioni politiche. E’ inevitabile, infatti, che peggiori condizioni di vita abbiano come conseguenza maggiori contrasti sociali. Da noi, però, si continua a ripetere come un carryon lo slogan “aiutiamoli a casa loro”. Stando ai numeri, bisognerebbe cambiarlo in “aiùtati, che Dio ti aiuta”. Fonte: Diritto di critica

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