Archivio per settembre 2015

Il clero di Giuda

PADRE PIO

 

 

Segnalazione di Federico Prati

 

di Stefano Arnoldi

 

Il clero mondano e traditore

 

“Concedi, o Signore, al tuo popolo di evitare ogni contatto diabolico e di seguire con cuore puro Te solo vero Dio” (Messale Romano – Orazione XVII domenica dopo pentecoste – II classe)

Nell’introduzione al libro di Michael Davies “La riforma liturgica anglicana” viene in sintesi riportata un’analisi storica su quanto accaduto nell’Inghilterra nel 1509, anno della salita al trono del re Enrico VIII: “L’Inghilterra conosce in quei tempi un’epoca di rinnovamento religioso, malgrado inevitabili abusi qua e là. Poi il demone si impadronisce del cuore del re che per soddisfare i propri istinti lussuriosi si allontana dalla madre Chiesa di Roma. Nel 1559, sotto il regno di sua figlia Elisabetta, quando fu votata la legge d’uniformità, il cattolicesimo è definitivamente distrutto. Una nuova forma di “cristianesimo”, l’anglicanesimo, lo ha rimpiazzato, prima di diffondersi in tutto il mondo anglosassone.

Questo cambiamento in massa di tutto un popolo non ha avuto come causa principale la predicazione di un riformatore, come fu il caso di Lutero in Germania o di Calvino in Svizzera. Esso fu l’abilissima opera dell’arcivescovo di Canterbury, Thomas Cranmer. Quest’ultimo, già segretamente protestante, concepì un astuto disegno di modifica radicale della fede del popolo inglese unicamente trasformandone la liturgia.

Cranmer stimò che, attraverso la liturgia vissuta ogni giorno, avrebbe raggiunto con più certezza le mentalità che non attraverso qualsiasi discorso.

[…] Spesso, la vicenda dell’instaurazione del protestantesimo in Inghilterra viene indicata come paradigma tipico di ogni rivolta eretica, anche se essa ripeté, nelle strutture, i mezzi impiegati da sempre nello smantellamento della cattolicità.

Nel libro di Michael Davies si vedrà chiaramente come tali mezzi siano stati sostanzialmente tre: 1. l’abolizione del latino e l’uso della lingua volgare; 2. la sostituzione dell’altare con una tavola; 3. i cambiamenti nel Canone della Messa. Da questi tre principali sovvertimenti derivano altre non meno gravi distruzioni e scardinamenti (la comunione nella mano, l’episcopalità…).

[…] Il dato impressionante rimane la ripetizione esatta e puntuale nella storia dei fenomeni che spingono avanti l’eresia. Sono sempre identici. Il lettore di questo fondamentale libro potrà facilmente costatare come la rivoluzione liturgica di Cranmer sia stata oggi accettata e adottata dalle gerarchie moderniste attraverso il Novus Ordo Missae e le relative disposizioni. […] Esattamente ciò che avvenne in Inghilterra”. (1)

Ora, il Novus Ordo Missae, che ha soppiantato la Messa romana di Tradizione apostolica, è nato dalla teologia del Concilio Vaticano II che è sbandierato e promosso dalla maggior parte del clero di oggi come un nuovo inizio della Chiesa (2), adesso sì, aperta al mondo e misericordiosa (termine usato a sproposito, visto l’andazzo, per celare in realtà ben altra idea: quella di una chiesa finalmente lassista).

Del resto, citando Maurizio Blondet, la politica della manica larga è stata annunciata ufficialmente già da Papa Giovanni XXIII nel discorso di apertura del Concilio Vaticano II: da oggi, “la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore”. Ora vediamo che questa rinuncia all’autorità coercitiva e alla disciplina punitiva è servita soprattutto a liberare loro, gli ecclesiastici, dai rigori del dogma e dalle punizioni che spettano loro quando diventano eretici. Ora si possono sparare eresie spaventose senza temere il rogo, ma anzi riscuotere le lodi di gran teologi papali. La medicina della misericordia se la applicano a se stessi!”.

Non c’è che dire, quello che si è consumato è un vero e proprio colpo da maestro da parte del demonio: introdursi come cavallo di Troia nella tanto odiata Chiesa cattolica per mezzo di sacerdoti traditori infatuati di modernità e corromperla dall’interno, trasformandola, snaturandola, sfigurandola, strappando quante più anime al Creatore per destinarle alla perdizione eterna.

Ecco quello che si è compiuto per mezzo del Concilio “pastorale”!

Inequivocabili le parole di monsignor Antonio de Castro Mayer il quale etichettò come “follie del cosiddetto spirito del Concilio” le deviazioni del Concilio Vaticano II ; e che dire del Breve esame critico del Novus Ordo Missæ presentato a Paolo VI dai Cardinali Ottaviani e Bacci secondo cui “il Novu Ordo Missæ, considerati gli elementi nuovi, suscettibili di pur diversa valutazione, che vi appaiono sottesi ed implicati, rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa…”

Ma senza andare troppo lontano, ecco le riflessioni, pesanti come un macigno, di “un certo” card. Joseph Ratzinger secondo cui “si ha l’impressione che dopo il Vaticano II tutto sia cambiato e tutto quanto lo precede non sia più valido o lo sia solo alla luce del Vaticano II. … Ci domandiamo se la Chiesa di oggi sia davvero ancora la Chiesa di ieri, oppure se sotto di essa non sia stata fatta scivolare un’altra Chiesa, senza nemmeno chiederglielo”. (3)

Alla luce dei fatti, si è perseguito un preciso obiettivo: allontanare i fedeli dalla Tradizione, col risultato di impedire alle parole di Cristo di giungere alle loro orecchie, se non, al massimo, che tramite un flebile eco.

Ma come sosteneva mons. Lefebvre (sacerdote dalla Fede troppo ingombrante e pericoloso per i piani della nuova chiesa modernista) “allontanarsi dalla Tradizione vuol dire allontanarsi dalla Chiesa, perché è nella natura della Chiesa di essere una tradizione che ha avuto sempre istintivamente orrore delle novità, del cambiamento, del mutamento, sotto qualsiasi pretesto: Gregorio XVI, nella sua enciclica “Miravi vos”, afferma: “Poiché, per usare le parole dei Padri del Concilio di Trento, è certo che la Chiesa è stata istituita da Gesù Cristo e dai suoi apostoli e che lo Spirito Santo con un’assistenza di tutti i giorni non manca mai di insegnare ad essa ogni Verità, – “è il colmo dell’assurdità e dell’oltraggio” – verso la Chiesa sostenere che una restaurazione e una rigenerazione siano divenute necessarie per assicurare la sua esistenza e i suoi progressi”. (4)

Da qui la certezza. Che alla chiesa contemporanea, avendo abbracciato il modernismo, dia tremendamente fastidio l’espressione della memoria, specialmente quando cozza con le forme imposte dalla mondanità e dal politicamente corretto di questi tempi marci. Che ad essa stia in odio la Tradizione che non si lascia irretire nel gioco dell’ambiguità linguistica appartenente ad una società intrisa di falsità, superbia e depravazione.

La Tradizione diviene perciò l’ostacolo da abbattere, a costo di qualsiasi prezzo. E qual è questo prezzo? Come aveva colto Marcel De Corte: “il prezzo da pagare al mondo è l’identificazione del cristianesimo con la democrazia moderna, con il liberalismo, con il socialismo, con il culto dell’Uomo, con la Rivoluzione. Così il Vangelo secolarizzato si trasforma in teologia della liberazione o in strumento di Sovversione” (5).

Analisi drammatica, ma di un’evidenza ormai inconfutabile: vi è un grande terremoto nella Chiesa di oggi, coinvolti fedeli e (mai come ora) sacerdoti, religiosi e religiose, vescovi e cardinali… si tratta di un’apostasia di dimensioni spaventose.

Cosa dire del resto di un “Papa” che sta smantellando pezzo per pezzo la Liturgia e la dottrina cattolica con una dedizione e un’energia tali che hanno persino dell’incredibile per un uomo (e per di più malato) della sua età? Che dire dei suoi pronunciamenti (di cui ormai si è perso il conto) e dei suoi atti dal contenuto a dir poco sbalorditivo per un Pontefice di santa Romana Chiesa?

Per chi volesse farsi del male, vada a rileggere i dialoghi con Eugenio Scalfari che contengono una sorta di sintesi del pensiero bergogliano: c’è da rimanere allibiti! Verrebbe da dire: ma in che razza di incubo siamo piombati?

E invece è l’amara e dolorosa realtà della Chiesa di Cristo sbeffeggiata e oltraggiata oltre ogni misura dalla maggior parte di un clero divenuto un branco di lupi rapaci e da fedeli irretiti o, peggio ancora, complici più o meno consapevoli, tutti dediti alla demolizione quotidiana di quel poco che di cattolico ancora è rimasto in vita per creare una nuova religione su misura del proprio io e delle proprie voglie.

Per non dire di quei tali (tra cui alcuni pseudo/intellettuali pieni di sè) che credono di darsi un tono sottolineando lo scempio che si sta consumando in questa chiesa bergogliana, salvo poi tacciare di lefebvrismo quanti difendono la Tradizione e non intendono venire a compromessi: la demenza non ha confini!

Ma del resto questa è la confusione mentale di chi ha prima respirato e poi incamerato le esalazioni del Vaticano II: un’utopia pretendere di scremare dagli atti di quel concilio ciò che è cattolico da ciò che non lo è, perché è impossibile bere acqua avvelenata convincendosi di non assorbire il veleno che contiene. La verità o è integra o non è che falsità mascherata. Che offusca le menti.

E il clero mondano e traditore questo lo sa bene, come sa bene la potenza del linguaggio fumoso e mai chiaro nel far presa sulla semplicità delle menti di molti fedeli, come sa bene la devastazione dell’anima provocata da una Liturgia guasta perché sabotata da mani umane, come sa bene l’ambiguità che intercorre nel sostenere la differenza tra pastorale e dottrina, come sa bene, infine, la scelta che è stata compiuta: utilizzare la menzogna per coprire il loro vile tradimento a Cristo e portare quante più anime dal loro padrone reale che li tieni stretti a sé dando loro in cambio potere, agiatezza e persino in alcuni casi depravazione.

E ancora c’è chi crede che le parrocchie siano luoghi sani dove si è conservata la fede! Ma quale fede! Non c’è più niente, tutto è stato contaminato da pretacci (quelli avanti negli anni divenuti codardi, quelli giovani intrisi di veleno in quantità industriale) che eseguono alla lettera il compitino a loro assegnato nel loro arruolamento in seminari protestanti e rahneriani o nelle curie progressiste e staliniane che con furore lavorano per zittire e perseguitare i dissidenti del pensiero massonico dominante: a morte quanti vogliono essere cattolici nei fatti e soppressione senza pietà per sacerdoti e religiosi che intendono fare ciò che la Chiesa ha sempre fatto (il caso dei Francescani dell’Immacolata docet)…

Non c’è niente di peggio al mondo che un sacerdote che lavora al contrario:

portare alla perdizione anime invece che Lassù, in Paradiso. E nulla è più sofferente che assistere al tradimento di chi è stato scelto dall’Alto per combattere il Male e costatare invece che proprio con il Nemico ha stretto un patto segreto.

Dinanzi a questo sconcertante tradimento, come non ricordare gli ammonimenti nelle apparizioni della Madonna a La Salette, già nel 1846: “Melania quello che sto per dirti ora, non sarà sempre un segreto: lo puoi pubblicare nel 1858. I sacerdoti, i ministri di mio Figlio con la loro vita cattiva, con le loro irriverenze e le loro empietà nel celebrare i santi Misteri, con l’amore per il denaro, l’amore per gli onori ed i piaceri, i sacerdoti sono diventati cloache di impurità. Si, i preti provocano la vendetta e vendetta pende sulle loro teste. Guai ai preti ed alle persone consacrate a Dio che, con la loro infedeltà e la loro vita cattiva crocifiggono di nuovo mio Figlio! […] Guai agli abitanti della terra! Dio vuoterà la sua ira e nessuno sarà in grado di sfuggire a così tanti mali tutti in una volta. I capi, i condottieri del popolo di Dio, hanno dimenticato la preghiera e la penitenza, e il demonio ha ottenebrato le loro menti; esse sono divenute quelle stelle erranti che l’antico diavolo con la sua coda trascinerà alla rovina.

[…] Nell’anno 1864, Lucifero, insieme ad un gran numero di demoni saranno sciolti dall’inferno; a poco a poco essi aboliranno la fede, e questo anche in persone consacrate a Dio; essi li accecheranno al punto tale che senza una grazia speciale, queste persone prenderanno lo spirito di questi angeli cattivi; un numero di case religiose perderanno completamente la fede e causeranno la dannazione di molte anime. Libri cattivi abbonderanno sulla terra e gli spiriti di oscurità spargeranno da ogni parte un universale rilassamento in tutto ciò che concerne il servizio di Dio. Essi avranno un grandissimo potere sulla natura; ci saranno chiese per servire questi spiriti. La gente sarà trasportata da un posto all’altro da questi spiriti cattivi, e persino i sacerdoti, perché essi non avranno vissuto secondo lo spirito buono del Vangelo, che è spirito di umiltà, carità e zelo per la gloria di Dio”.

E Ripercorrendo le visioni di alcune veggenti non troviamo che conferme:

– dalla beata Emmerich: “Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente”. “Poi vidi che tutto ciò che riguardava il protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione. In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre”. “Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la chiesa. Stavano costruendo una chiesa grande, strana, e stravagante … Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti e avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione, una vera comunione di profani, vi sarebbe stato un solo pastore e un solo gregge. Doveva anche esserci un Papa, ma che non possedesse nulla… Così doveva essere la nuova chiesa … Ma Dio aveva altri progetti”. (6)

– da Maria Valtorta: “Dice Gesù: Guai ai pastori i quali pascono se stessi.

Pastori d’anime e pastori di uomini. Miei sacerdoti e capi di nazioni. La responsabilità tremenda di essere amministratori di vite non può essere esplicata in santità e giustizia altro che se restate nella mia Santità e nella mia Giustizia. Non ve ne sono altre. Fuori di Dio e della sua Legge non vi è onestà continua di opere. Potrete reggere per qualche tempo, ma poi decadete e siete la rovina vostra e altrui. Svisate la vostra missione; vi pascete in luogo di pascere. Non vi esaurite nel compito santo e soave di irrobustire e guarire le anime […] Avete perseguitato o trascurato. Avete condannato o ucciso. O tremendo giudizio che vi aspetta!” (7)

– da santa Brigida di Svezia: “La vera Fede è credere che, malgrado i numerosi peccati che il Papa possa commettere, egli abbia comunque la piena facoltà e autorità di unire e assolvere le anime, poiché tale potere gli è stato dato da San Pietro e affidato da Dio… Similmente affermo che, malgrado i loro peccati li rendano indegni davanti al Dio di gloria, i sacerdoti sono veri sacerdoti – e quindi consacrano, somministrano l’Eucarestia e gli altri Sacramenti ai fedeli – purché non siano eretici”. (8)

Dunque è assai prudente stare in guardia, in questi tempi tanto bui per il cattolicesimo, perché “gli scismi più insidiosi e deleteri – troviamo negli scritti di Mons. Luigi Maria Carli (9) – rimangono quelli negati a parole ma esistenti nei fatti. La conclamata volontà di certi novatori di “andare avanti restando nella Chiesa” potrebbe anche significare il deliberato proposito di giuocare allo svuotamento del cristianesimo dal di dentro, di “portare l’

infedeltà nel cuore stesso della Chiesa”. L’obiettivo meschino: rimanere dentro le strutture, non solo per reinterpretare più facilmente la realtà della Chiesa, ma persino per cambiarla, dandole il colpo di grazia.

“Questo fenomeno — continuava il Monsignore — non avveniva dopo i Concili del passato, quando i contestatori del magistero ecclesiastico se ne separavano apertamente. Così, almeno, la nettezza delle posizioni assicurava la purezza della fede dei cattolici!”. Oggi non è così, per mezzo del Concilio Vaticano II il male è divenuto ben più insidioso e pericoloso e i suoi adepti eretici all’interno della Chiesa sono cresciuti di numero in maniera esponenziale.

Perciò, non c’è che un solo rimedio per non rischiare di cadere vittime di questi lupi travestiti da agnelli: stiamo alla larga da questi assassini della Sacra Liturgia, da questi macellai del Corpo Mistico di Cristo (10), da questi presuntuosi traditori che occupano il Tempio di Dio come se fosse casa loro, da questi arroganti faccendieri tutti operosi nella distruzione del loro Ministero e della vera dottrina, da questi artisti del camuffamento tutti proni al loro puzzolente padrone, da questi infidi serpenti che ci vogliono far intendere di essere persone buone, umili, generose… salvo poi condurci nel gelido vuoto di una vita eterna di rimpianti e sofferenze.

Stiamo alla larga da questi vili e falsi pastori privi di Fede: è il clero di Giuda e Satana è entrato in loro.

1 – Michael Davies – La riforma liturgica anglicana – editrice Ichthys.

2 – “Che il Vaticano II sia stato una rivoluzione nella Chiesa lo proclamano alcuni degli stessi suoi promotori. Così il cardinale Suenens fece un parallelo tra il Concilio e la Rivoluzione francese, dicendo che il Vaticano II era stato “il 1789 nella Chiesa”. Don Matthias Gaudron – Catechismo della crisi nella Chiesa – editrice Ichthys.

 3 – Cristina Siccardi – L’inverno della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II, i mutamenti e le cause – Sugarco edizioni

4 – Marcel Lefebvre – Accuso il Concilio – editrice Ichthys

5 – Marcel de Corte – La grande eresia – Giovanni Volpe Editore

6 – Anna Katharina Emmerick(1774 –1824), monaca agostiniana tedesca, beata della Chiesa cattolica. Visioni dell’agosto 1820 e dell’aprile 1823.

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“IL PIAVE” DI OTTOBRE, BUONA LETTURA!

Segnalazione del Dr. Oreste Steccanella

 

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Non solo gay, lesbiche e trans: ora Pisapia lancia iniziative pure per “intersex” e asessuati

La denuncia dei cattolici in convegno stasera a Milano: “La città metropolitana di Milano vuole promuovere la pluralità degli orientamenti di genere”

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Ora, però, dopo tanta fatica, quelle quattro lettere non bastano più: Lgbt diventa Lgbtqia, per includere anche i queer, gli intersessuali e gli asessuati. Ed è proprio per questo che il sindaco della città metropolitana di Milano, Giuliano Pisapia, sta approntando un tavolo di lavoro.

Con un avviso del 17 settembre, il sindaco arancione convoca associazioni e ricercatori “di ambito lgbtqia” per prevenire le discriminazioni e “promuovere una cultura che valorizzi la pluralità degli orientamenti sessuali“. Inoltre Pisapia vuol promuovere campagne di educazione “in linea con le direttive europee (…) sulle famiglie omogenitoriali (…) con particolare attenzione al mondo della scuola, della pubblica amministrazione e della sanità“.

Un giro di parole – volutamente? – vago, contro cui puntano il dito diverse associazioni cattoliche, che proprio questa sera organizzano a Milano un convegno sulla “famiglia al tempo dell’ideologia gender“.

Stasera alle 21 al teatro del Buratto in via Mosè Bianchi 94, la “Manif pour tous Italia” – tra le organizzatrici del Family Day del 20 giugno scorso – lancia una domanda che ha il sapore della provocazione: “Sarà ancora possibile dire mamma e papà?“. Una domanda idealmente rivolta anche al sindaco Pisapia.

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Appuntamenti del Centro Studi Federici

CENTRO STUDI FEDERICI

Segnalazione del Centro Studi Federici

Sabato 3/10/2015, pellegrinaggio al Sacro Monte di Orta e visita all’Isola di San Giulio (NO)

Programma:

– ore 11,00 Ritrovo a Orta (Davanti all’entrata del S. Monte sul parcheggio [Via Sacro Monte – 28016 Orta San Giulio (NO)].

– ore 11,15 Inizio del pellegrinaggio: recita del S. Rosario, con la visita delle cappelle del Sacro Monte che rappresentano la vita di S. Francesco.

– ore 13,00 Pranzo presso ristorante “Il Bocciolo” (Menù piemontese prezzo concordato, circa 22€). [via Domodossola 26, Orta].

– ore 15,30 Visita all’isola di S. Giulio (è necessario prendere il motoscafo – si prega di confermare la prenotazione anche per questo).

– ore 17,00 Fine del pellegrinaggio.

Per informazioni e iscrizioni: info@sodalitium.it

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Nasce il Comitato “Verona ai Veronesi”.

Subito in piazza giovedi’ 8 ottobre davanti all’ex caserma Nato delle Torricelle.

 

verona ai veronesi

A cura del Comitato “Verona ai Veronesi”

Dal giornale “L’Arena” di qualche giorno fa apprendiamo che, dopo celeri lavori di ristrutturazione interna ed esterna, i locali dell’ex palazzina Nato di Via Caroto sulle Torricelle è pronta ora ad ospitare una ventina di persone richiedenti asilo.  Ad occuparsi amorevolmente di queste persone sarà la cooperativa sociale Milonga, che si assicurerà inoltre che esse vengano inserite in un progetto dall’alto valore formativo: quello di ripulire l’area verde delle mura; la notizia oltre allo sdegno e allo sconforto non può che suscitare in tutti noi parecchi interrogativi. Chi si è occupato del risanamento e della risistemazione dell’area dell’ex palazzina Nato abbandonata ormai da molto tempo? Il prefetto? E chi gliel’ha ordinato? E perché nessuno all’interno dell’amministrazione non ha preso una chiara posizione contro l’ormai conclamato “business dell’accoglienza”?‎ Con quali soldi sono stati effettuati i lavori? O meglio da dove arriva il denaro? O, meglio ancora, da dove arrivano queste persone? Da cosa scappano? Perché poi le cooperative sociali fanno a gara per ospitare i migranti? Questo spirito caritatevole e filantropico perché si indirizza sempre e solo verso gli immigrati? Non è forse vero che qualche furbone ci sta lucrando sopra? Queste sono le domande che, come semplici cittadini, ci stiamo facendo quando ognuno di noi, distogliendo orecchio e sguardo da televisori e giornali ed aprendo gli occhi alla realtà, scopre in cuor suo che quello che sta accadendo a Verona e in Italia è un attacco alle nostre città, al futuro dei nostri figli, un insulto alla nostra dignità di cittadini che pagano le tasse.  Pensiamo a tutti quei tributi che non verranno utilizzati per aiutare quelle famiglie italiane che ingrossano sempre più le fasce deboli della società, ma che sarà poi l’Europa a gettare nel vento contribuendo a riempire i nostri quartieri di migliaia di migranti economici, di nordafricani e mediorientali adulti che non fuggono da nessuna guerra, destinati a non trovare lavoro e, a breve, pronti a delinquere per sopravvivere o ad essere inseriti nei cicli produttivi industriali come manodopera a basso costo, partecipando attivamente così all’abbassamento ulteriore dei livelli salariali e delle tutele dei lavoratori. Non possiamo accettare che un clandestino appena arrivato in Italia abbia diritto a essere accolto e mantenuto ben prima di qualsiasi italiano in difficoltà, quando troppi nostri concittadini vivono in condizioni disperate, abbandonati dallo Stato e dalle istituzioni.  Questo insano meccanismo è reso ancora più malato da coloro che, dietro l’ipocrita maschera della solidarietà, attraggono con false promesse ed accolgono con finte braccia caritatevoli queste masse di individui senza identità a spese dei cittadini.  Fin dove vogliamo spingerci con questa sconsiderata politica dell’accoglienza indiscriminata? Fin quando non avremo più lavoro, diritti, stato sociale, sicurezza e identità? Possibile che prefetti, sindaci, partiti, Chiesa e associazioni di volontariato non si accorgano di essere complici della tragedia che stanno alimentando?   Il comitato apartitico “Verona ai Veronesi”, neonata realtà a difesa del Territorio, della Cultura e Tradizione della nostra città, vuole proprio partire dallo scandalo dell’accoglienza business, invitando da qui in avanti tutti i Veronesi “vivi” e di buona volontà a seguire e sostenere un cammino al di là di partiti e istituzioni; una strada che possa creare un vero e proprio fronte comune che si erga a difesa della nostra Verona ogni volta ne si senta il bisogno. Verona ai Veronesi, dopo poche parole, vuole partire subito con i fatti e lancia una prima mobilitazione di protesta davanti all’ex palazzina Nato delle Torricelle per giovedì 8 ottobre p.v. dalle ore 20:30. Noi come semplici cittadini Veronesi e Italiani siamo determinati a non lasciare morire la nostra città, a non lasciare sola la nostra gente. Comitato “Verona ai Veronesi” veronaaiveronesi@yahoo.com https://www.facebook.com/Verona-ai-Veronesi-753236424788179/timeline/

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Putin sulla CBS: “L’ISIS è un pretesto, vogliono solo rovesciare Assad. Se qualcuno non lo finanziasse, il terrorismo globale non esisterebbe”

(di Franco Iacch)
29/09/15

Lo Stato islamico è un’organizzazione terroristica globale”. E’ quanto ha affermato il presidente russo Vladimir Putin al giornalista statunitense Charlie Rose in un’intervista andata in onda ieri sulla CBS.

“E’ diventata unica perché globale. Hanno fissato un obiettivo: stabilire un califfato che si estende dal Portogallo al Pakistan. Hanno già reclamato l’importanza dei siti islamici sacri come la Mecca e la Medina. Le loro azioni e le loro attività vanno ben oltre i confini dei territori sotto il loro controllo. Dobbiamo aiutare l’esercito del presidente al-Assad, nessun altro paese lo sta facendo. Voglio che tu ed il pubblico americano vi rendiate conto che nessuno, tranne l’esercito di al-Assad, sta combattendo contro l’Isis e le altre organizzazioni terroristiche in Siria. Nessun altro li sta combattendo sul territorio siriano.

Gli attacchi aerei alleati? Dunque, non risolvono il problema. In sostanza, non hanno provocato alcun danno ai terroristi. Gli attacchi dovrebbero essere coordinati sul campo, ma sappiamo che questo non avviene. La Russia non parteciperà ad eventuali operazioni sul campo, almeno per ora. Stiamo però intensificando il nostro lavoro sia con il presidente al-Assad che con i nostri partner (Cina ed Iran). Le nostre forze armate non prenderanno parte direttamente alle ostilità e non combatteranno. Non ci sarebbe nessuna guerra se questi gruppi terroristici non fossero stati finanziati. Ho la sensazione che qualcuno voglia utilizzare l’Isis al fine di rovesciare al-Assad.

Lo Stato islamico è un pretesto. La gente non fugge dal presidente al-Assad, ma dalle atrocità dei terroristi”.

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“Un anno fa ero venuto qui con la lista delle cose da fare. Ora il 90% di quelle cose le abbiamo fatte o le stiamo completando”: così Matteo Renzi ai quelli di Wall Street. Ne è uscito soddisfattissimo: “Li abbiamo sorpresi”.

Siamo tutti sorpresi.renzistalinbaffuto-225x300

Ha fatto già il 90% delle riforme. Georges Soros lo loda, l’Italia se continua così è più avanti della Germania.

Ora, io preferisco scrivere poco sull’Italia. E se vi devo confessare perché, è che è pericoloso. Un giornalista che dica la verità sulla vera “riforma” che non si fa, viene stritolato. Siamo forse l’unico stato veramente totalitario rimasto: nel senso che i parassiti pubblici hanno preso tutto il potere – tutto, voglio dire: dal custode del Colosseo scioperante al presidente della Repubblica, passando per la magistratura, senza dimenticare i criminal-tranvieri romani dell’ATAC – e dunque non c’è difesa possibile.

Naturalmente ogni tanto le notizie su questa oppressione disumana saltano fuori. Ma preferisco riprenderle dai giornali. Questa la sapete già:

“Invita gli amici alla vendemmia, prende una multa da 19.500 euro per lavoro nero” (La Stampa, 28 settembre). “Battista Battaglino, 63 anni, pensionato, mercoledì ha invitato alcuni amici nella sua casa, in località Granera. (…) Stavamo raccogliendo l’uva, ridendo….Ad un certo punto siamo stati letteralmente circondati da carabinieri e funzionari dell’ispettorato del lavoro. Ci hanno chiesto i documenti e hanno redatto un verbale di denuncia di lavoro nero». La multa per Battista Battaglino è di 19.500 euro, 3900 per ognuno dei 4 amici e del pensionato.”.

Il contadino ricco
Il contadino ricco

Circondati da carabinieri e funzionari dell’Ispettorato del lavoro”.

Da Wikipedia, cercate “KGB” o meglio ancora la sua entità precedente, “NKVD” “Narodnyj komissariat vnutrennich del ( Commissariato del popolo per gli affari interni), insonne gestore delle purghe staliniane e del Gulag. Il corpo aveva un suo inno trionfale. Titolo: “Giorno e notte noi stiamo in guardia

(Dnem i Noch’yu — My na Strazhe ). Le parole della prima strofa:

La repubblica ci ha detto – Non chiudete gli occhi d’aquila – Noi siamo gli uomini che combattono del NKVD – Ricordiamo il comando del Patria – difendiamo il nostro paese dal potere oscuro del nemico – Giorno e notte , ci sono in guardia – Giorno e notte , siamo in battaglia “.

Ritornello:

“Il nemico è furbo- noi siamo più furbi

– il nemico è forte – noi siamo più forti

Tutto il popolo sovietico ci aiuta –

a troncare gli artigli del nemico

– a strappargli le zanne”.

http://www.cyberussr.com/rus/sg-zhit’.html

Un’altra strofa “Hei, nemici, non potete nascondere – i vostri volti maligni in nuove maschere – non si può sfuggire alla morsa d’acciaio del nostro Ezhov! (1) Rettili striscianti non possono strisciare di soppiatto al cuore della patria – l’instancabile Commissario del popolo – scopre tutto con sguardo occhiuto”.

Non crediate che sia andato a cercare l’inno del Kgb per criticare o, peggio, denunciare. No, ho cercato ispirazione per elevare un inno ai nostri funzionari:

Che splendidi eroi, i nostri Ispettori del Lavoro! Giorno e notte sono in guardia! Sorprendono il maligno nemico interno, il rettile che striscia sul cuore della patria…Non si risparmiano sacrifici, si sporcano le scarpe nuove andando fra le zolle della vigna, e circondano il pensionato con i quattro amici. Quei sabotatori non hanno potuto nascondere i volti maligni sotto le nuove maschere.

La multa per Battaglino è di 19.500 euro”

Probabilmente gli hanno portato via la pensione di un intero anno, se non di più. Perché c’è questo di bello nella nostra Patria totalitaria: le multe non sono proporzionate al reddito dei cittadini (le vittime), bensì sugli stipendi dei persecutori pubblici: 19500 è un mese per un senatore, più o meno un salario mensile di un grand commis, un paio di mesi di un commesso parlamentare principiante. Loro guadagnano tanto, non possono nemmeno immaginare che le loro vittime – i maligni che si nascondono sotto sempre nuove maschere – guadagnino dieci, venti volte meno di lorsignori. S’immaginano che nascondano i loro enormi profitti. Evasori.

Colpire duro, compagni
Colpire duro, compagni

“Morte agli Evasori!”, è il grido del Parassita Pubblico Collettivo.

Anche in Urss c’era un ente che si diede il nome di “SMERŠ”. Da Wiki:( acronimo di SMERt’ Špionam, “morte agli spioni “): era il dipartimento di controspionaggio dell’Armata Rossa istituito nel 1943. Il nome è foneticamente simile alle parole russe “смерч” (smerč) per tornado e “смерть” (smert’) per morte”.

Lo scopo dei tutori dell’ordine sovietico era, come sappiamo, di stroncare ogni attività economica privata: per questo le multe enormi e le punizioni draconiane (non di rado l’esecuzione col colpo alla nuca per aver nascosto all’ammasso un chilo di grano) del tutto senza proporzione con l’esilità dell’attività economica dei “rettili” . Mi son domandato cosa spinga i nostri ispettori, giudici e vari parassitovski pubblici a stroncare l’attività economica degli italiani, specie dei modesti; indurre al suicidio piccoli pizzaioli scoperti a farsi aiutare dalla moglie a bottega, rovinare artigiani colpevoli di insegnare la calzoleria ai figli, e padroncini di vigneti da autoconsumo: non viviamo forse nel “Liberismo”? La proprietà privata non è rispettata? Certo che lo è: Matteo Renzo ha sorpreso quelli di Wall Street spiegandogli come l’Italia sia divenuta amichevole per gli investitori. Esteri, specialmente. Grazie ai giudici che mettono in galera i capi delle nostre imprese ex IRI, per poi rilasciarli una volta svendute queste allo straniero per un boccon di pane.

E allora, perché i funzionari della Parassitovska nostrana, nel regno della Libertà, si comportano ancora come i loro colleghi sotto il comando di Beria ed Ezov? Ai tempi del collettivismo forzato?

Su questo provo darmi due risposte. Una: anche gli insonni eroi dello SMERSH, della GPU, del NKVD, vivevano in un mondo a parte; la gente comune poteva morire di fame durante la grande carestia degli anni Trenta, ma ai torturatori e Commissari, nerbo della Patria, non mancava nulla: caviale, storione, Lucky Strike nei negozi per funzionari, persino acqua di Colonia francese in dotazione

(l’odore del sangue, alla lunga, nausea). Di qui la professionale indifferenza per il male che facevano: era loro diritto, anzi loro dovere (più benefit).

La seconda risposta, che non esclude la prima: l’enorme e crescente fabbisogno della Parassitovka.

L'instancabile Kommissar
L’instancabile Kommissar

Ma preferisco incollarvi un articolo di pochissimi giorni fa, mettendo le mani avanti: non l’ho scritto io.

“I funzionari infedeli bruciano 3,7 miliardi in sei mesi…nei primi sei mesi dell’anno, il danno provocato alle casse dello Stato dai funzionari pubblici infedeli è stato di 3 miliardi e 57 milioni di euro, contro i 2 miliardi 672 milioni di tutto il 2014 (…) Dalla corruzione ai corsi di formazione finanziati con soldi pubblici e mai svolti, passando dai manager della sanità che gonfiano gli appalti, alle affittopoli nelle palazzine dello Stato. (…) Il buco maggiore deriva dalla gestione del patrimonio pubblico: il danno ammonta a 944,3 milioni di euro. Dalla spesa sanitaria mancano all’appello 478,7 milioni di euro. Si apparecchia la tavola anche sui fondi a bilancio dello Stato e dell’Unione Europea, con un ammanco di 257 milioni di euro, mentre chiudono la lista il settore degli appalti (944,3 milioni), il pubblico impiego (79,2 milioni) e le consulenze esterne (2,2)”.

“A Bolzano è stata la mancata riscossione da parte del comune di canoni di occupazione del suolo pubblico per 350 mila euro, quasi nulla in confronto al direttore dell’Agenzia Territoriale di Asti accusato di aver sperperato 9 milioni di euro. Sempre nel settore immobiliare a Roma è ancora in corso l’indagine sugli affitti a sette euro nelle case di proprietà del Comune.

“A Potenza è l’acquisto di attrezzature sanitarie per 300 mila euro da parte di una Asl del territorio che non sono mai entrate in funzione.

In Campania sono i “depuratori delle acque reflue gestiti dalla “Hydrogest Campania Spa” e alla inefficienza del complessivo sistema di depurazione. Un esborso di denaro pubblico di 235 milioni di euro, su cui i militari della Gdf hanno contestato 53 milioni di danni alle casse dello Stato”; “A Catanzaro per anni un dipendente pubblico ha percepito indebitamente stipendio e pensione, provocando un danno alla casse dello Stato per circa 700 mila euro”; “a Bari due dirigenti della società di ferrovie sud est hanno speso 912 mila euro per l’acquisto di 25 carrozze passeggeri per poi rivenderle a una società polacca per sette milioni, salvo poi riprendersele per 22 milioni e 500 mila euro, provocando un danno stimato in circa 11 milioni di euro”.

Come avete potuto vedere da voi stessi, questi ci costano 3,7 miliardi in sei mesi; 7 miliardi l’anno. Un tesoretto. I soldi che Matteo Renzi cerca per “togliere la tassa sulla prima casa” (gioite!). Invece no, vanno a questi qui, i parassitovski inadempienti.

E la loro inefficienza e strapotere e impunità incompetente aumentando, ci costano nel 2015 più di quanto ci sono costati nel 2014…dove per 12 mesi hanno rubato, malversato e sprecato solo 2miliardi e 672 milioni. Nell’ultimo anno e mezzo hanno dilapidato (intascato o anche solo sprecato) 5,7 miliardi di euro. Pochi dubbi che, grazie alle riforme di Renzi, nel 2016 il fabbisogno della Grande Inadempiente crescerà ancora; arriverà a 8 miliardi? Nove, 10?

Hai voglia quanti piccoli pensionati depredare della pensione annua al completo, quanti pizzaroli indurre al suicidio con multe che non possono pagare; quante partite Iva perseguitare …bisognerebbe frenare l’insaziabile fame di denari pubblici. E’ la “riforma” che attendiamo. O meglio, che attendete voi. Io non c’entro.

Io, sono ben consapevole che la colpa è tutta di Battaglino (il pensionato del Cuneese) e dei suoi amici, questi rettili che strisciano nell’ombra. Come ha chiarito la Stampa, che è la nostra Pravda:

Morte al Kulako!
Morte al Kulako!

“Nel 2008, proprio per regolarizzare il lavoro stagionale legato alla vendemmia, hanno ad esempio inventato i voucher. Sono ticket da dieci euro che si comprano negli uffici postali e perfino dai tabaccai. Il lavoratore occasione trattiene per sé un netto di 7,5 euro: il resto finisce all’Inps e all’Inail. I voucher sono molto utilizzati, oltre che nei vigneti, per i piccoli lavoretti di casa. Giardinieri, baby sitter, e cosi via. Insomma la legge da la possibilità, a chi non può assumere, di chiedere prestazioni occasionali mettendosi in regola in modo molto semplice. E quindi ben vengano le multe per chi sgarra.”.

Eh sì, i furbastri avevano evaso un 40 euro in contributi all’Inps. Multati di 15.900 euro, 3500 a testa. Non si può sfuggire alla morsa d’acciaio dei nostri Padroni! Ben vengano le multe per chi sgarra!

Il giornalista de La Stampa (ne faccio il nome: trattasi di Michele Brambilla) ha tuttavia l’ardire di continuare: “Tutto questo precisato, vien da chiedersi se i controllori abbiano sempre ben presente, oltre che la legge dello Stato, anche quella del buon senso. (…) La vicenda del signor Battaglino – cosi si chiama il pensionato multato per gli amici in vigna – non è come detto un caso isolato. Ci sono casi di artigiani e commercianti multati per aver tenuto in laboratorio, o in negozio, i propri figli minorenni: erano lì per aiutare, ma soprattutto per imparare un mestiere che da tempo immemorabile veniva tramandato di generazione in generazione.

“Gli artigiani possono assumere i figli con contratti di apprendistato vantaggiosissimi: ma solo dai 16 anni in su. In bottega niente minori, ma anche niente genitori anziani. «Mio padre, che ha fondato questa azienda, non può entrare a dare consigli a chi lavora, e tantomeno ai miei figli adolescenti», mi racconta Teresa Coradazzi, che fa prosciutti a San Daniele del Friuli: «Ma se un bambino non può farsi insegnare da un nonno come si “sugna” un prosciutto, come lo si sala, come lo si annusa, si spegne sul nascere una passione. L’Italia nel dopoguerra si è rialzata perché la famiglia è diventata impresa. Le mogli e i figli erano indispensabili, l’unico ad avere uno stipendio era il capofamiglia. Altri tempi? Sì, ma così si sono create tante eccellenze italiane. Una volta l’impresa familiare era un vanto nazionale, oggi il lavoro in famiglia è perseguito per legge». Lavoro vero che diventa lavoro nero. Qualche mese fa, a Napoli, un uomo di 43 anni si è ucciso perché multato di duemila euro per la presenza della moglie nella sua pizzeria. Non era in regola. Erano in regola coloro che lo hanno multato: con la legge. Ma forse non con la virtù della prudenza. E forse neanche con la coscienza”.

Ebbene, compagni dell’Ispettorato! Eroici funzionari della Parassitova al completo! Io vi segnalo il suddetto Brambilla – da cui prendo le distanze nel modo più energico – come un revisionista annidato nella Patria, un sabotatore che nasconde la faccia maligna sotto una maschera di rispetto per la vostra insindacabile, insaziabile, devastante autorità.

Io non c’entro. Io credo alle parole alate del compagno Renzi, nostra guida, piccolo padre. Io canto a squarciagola la canzone che il compagno Aleksandrov compose nel 1936 per celebrare i successi dell’indimenticato Stalin: “Velikij Vozhd’ i Uchitel’”, Il grande capo e Maestro.

La vita diventa ogni giorno migliore, compagni. La vita è diventata migliore. E quando la vita è più felice, il lavoro è più efficace. Risuonano canti sulla terra sovietica: unito nell’amicizia il paese cresce e canta insieme…Tutto è gioia per le menti e per le mani…La vecchiaia è più calda e la gioventù avventurosa. Guarda, Voroshilov, siamo tutti pronti: non un pollice cederemo al nemico…Tutto l’immenso paese vuol gridare a Stalin: Grazie, Amato! Perché (ritornello) “La vita è diventata meglio, compagni! Migliora ogni giorno!”.

Grazie alle riforme di Renzi che ne ha già realizzate il 90%. Morte ai Gufi!

Smerts Spiona!

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Ezov era un nano
Ezov era un nano

Note

  1. Nikolai Ivanovic Ezov fu il capo del NKVD nel 1936-39, gli anni delle grandi purghe staliniane, in cui fece arrestare 1,5 milioni di persone, di cui 800 mila finirono fucilate o finite con il regolamentare colpo alla nuca. Bisessuale, è sospettato di aver ucciso la giovane moglie. Nel 1939, fu arrestato per ordine di Stalin e accusato di Spionaggio e intesa coi servizi polacchi e tedeschi, e fucilato nel ’40. Gli successe Lavrenti Beria.

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Genova: danneggiata la targa ad Ugo Venturini, la protesta


(Gp)Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 settembre ignoti hanno danneggiato la targa dedicata a Ugo Venturini, il missino ucciso il 18 aprile del 1970 durante un comizio di Giorgio Almirante ai giardini di piazza Verdi.
Il sito di informazione ligure Tele nord ci racconta la protesta di Fratelli d’Italia e di Forza Nuova contro l’incivile gesto perpetrato da ignoti chiedendo anche l’intervento del sindaco Marco Doria che dovrebbe, a detta di Forza Nuova, avere il coraggio di condannare pubblicamente il gesto.

Danneggiata Targa a Venturini, Fratelli d’Italia e Forza Nuova protestano

E’ stata danneggiata, molto probabilmente nella notte, la targa ai giardini di piazza Verdi dedicata a Ugo Venturini, il missino ucciso il 18 aprile del 1970 durante un comizio di Giorgio Almirante. Forte la condanna di Gianni Plinio, vice segretario regionale di Fratelli d’Italia-AN e Massimo Spinaci, coordinatore metropolitano genovese. “Solo dei vigliacchi – hanno sottolineato i due esponenti di
FdI – possono distruggere la targa di un militante missino assassinato da ultracomunisti 45 anni fa. E’ la terza volta che accade. Ci rivolgeremo, anche in questa occasione, al questore”. Forte la protesta anche da parte di esponenti di Forza nuova che hanno invocato l’intervento del sindaco Marco Doria. “Pretendiamo che dopo questo ennesimo sfregio alla città , il sindaco abbia almeno il coraggio di condannare questo gesto anche perché un suo ennesimo silenzio verrebbe da noi interpretato come una manifestazione di assenso per questa vile azione. Se non si fara’ nulla siamo pronti ad azioni eclatanti”.

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Radio Padania sta per chiudere e…curioso retroscena calabrese…

SALVO SALVINI

Il popolo leghista rischia di perdere un altro pezzo di storia della Lega. Stando a quanto riportava Italia Oggi qualche giorno fa Radio Padania Libera, l’emittente radiofonica leghista, non avrebbe i soldi per andare avanti e la possibilità di spegnere i ripetitori si fa sempre più concreta. Non si tratta di una crisi di ascolti, è la mancanza di liquidità a mettere a rischio le trasmissioni della “voce della Padania”. Di proprietà della Lega dal 1990 e nata ufficialmente nel 1997 la storica radio che da sempre dà voce alle sfuriate del popolo leghista rischia ora la chiusura.

Aiuta anche tu Radio Padania!1

Buona Padania a tutti

Buona Padania, questo il saluto che conduttori e gli ascoltatori che intervengono in trasmissione si rivolgono costantemente, ma forse potremo non sentirlo più. Come riporta Andrea Secchi su Italia Oggi l’ufficializzazione della crisi di Radio Padania è stata fatta dal presidente Andrea Manzoni che durante l’assemblea soci di luglio ha parlato di un bilancio in profondo rosso. Altro che verde padano, nelle casse della radio mancherebbero almeno un milione di euro, da trovare entro fine anno altrimenti il rischio è la liquidazione e lo stop ai programmi. Della crisi della radio se n’era parlato anche durante il raduno leghista sul pratone di Pontida, dove il direttore (e capogruppo della Lega al Comune di Milano) Alessandro Morelli aveva lanciato un grido d’allarme: “servono almeno centomila euro entro settembre”. A mettere in crisi l’emittente leghista secondo Morelli sarebbe il taglio dei finanziamenti pubblici all’editoria (300.000 euro in meno). Ma forse c’è dell’altro, ad esempio i mancati introiti dalla vendita delle frequenze, una delle principali fonti di guadagno per l’emittente. Dal momento che Radio Padania non può, per legge, trasmettere più del 5% di pubblicità per ogni ora di trasmissione i leghisti negli anni si sono inventati una leggina apposta per garantirsi un flusso di denaro in cassa.

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L’ incredibile Marino

MARINO IMBUCATO

 

 

 

 

 

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