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Stasera alle 19.00 circa su www.radiofn.eu  il nostro Responsabile Nazionale di “Christus Rex” Matteo Castagna parlerà di queste tematiche di grande attualità, mentre domani, Sabato 28 Novembre 2015 alle ore 16.00 presso i locali di “TRADITIO” in Via Galvani 31 a Verona si terrà una conferenza/dibattito di formazione militante per Forza Nuova e Lotta Studentesca Verona sul tema: “Terrorismo, Isis e Islam: le radici del male”.

 

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Oggi, malgrado domini il linguaggio della menzogna impartita dai padroni della comunicazione globale, è davanti a tutti la gravità delle losche falsità messe in giro. Solo i creduloni rimasti sull’onestà delle notizie andate in onda e confermate da «autorità», possono credere che tale dispiegamento verbale dei poteri menzogneri serva solo a disarcionare il «pericolo Assad». Il «nuovo ordine» punta più alto.
La gente ormai è vaccinata dalle menzogne per liquidare Gaddafi e Sadam Hussein, con i disastri che sono seguiti e continuano. La posta in gioco a favore del «nuovo ordine» è ben più alta e solo ogni tanto si svela per quel che è. Ora con la presente provocazione alla Russia, mal camuffata a causa dell’idiozia criminale dei suoi complici.

Il rischio legato alla situazione innescata dall’abbattimento del bombardiere Sukkoi S-24 russo da parte di aerei turchi, va oltre la supposizione di Edward Luttwak, che “questo porterà alla guerra tra la Turchia e l’Iran, l’escalation militare è iniziata e il conflitto è ormai molto vicino”. Il politologo dice – ingenuamente? – che «a questo punto l’Occidente abbia una sola possibilità di scelta: “Devono starne fuori e lasciarli ‘divertire’ fra loro. Ogni tentativo di
cercare alleati in Medio Oriente sarebbe un errore. A questo punto in Medio Oriente non ci sono più alleati. La Turchia ha tradito la Nato negli ultimi tre anni quando si è rifiutata di cooperare e ha permesso allo Stato Islamico di diventare forte comprando il petrolio. Ankara ha reso lo Stato Islamico potente ora la Nato la deve mettere alla
porta. Meglio averla come nemica che come alleata, a questo punto».

Ma come? la “provocazione pianificata”, accusata dal ministro dell’estero russo Lavrov, e che pare l’ipotese più credibile per spiegare un’azione tanto avventata, sarebbe possibile senza contare con l’appoggio tacito della NATO? Che quello ci fosse non è divenuto subito esplicito con la giustificativa della «difesa delle frontiere turche» secondo il tale «Occidente», ossia Obama, la NATO e scagnozzi vari? Difesa delle frontiere di fronte a un aereo di nazione impegnata nell’impresa «comune» di debellare l’ISIS? Su quante menzogne scomposte gli attuali buffoni della tragedia occidentale sono capaci di allinearsi per giustificarsi?

Ormai è di pubblico dominio che un certo «Occidente» finanzia il terrorismo non solo in Siria e nel caso presente della Turchia, attraverso il commercio del petrolio trafugato dal territorio dell’Irak occupato, spedito agli «amici» via Turchia.

La vera «azione di guerra» della Russia di Putin verso la Turchia del sinistro Erdogan è stata di smascherarlo su questo traffico, distruggendo la fila di camion cisterna (sembra  500) diretti ai mercati turchi. Che questo presidente sia per uno stato islamizzato, lo sanno i turchi stessi, quella metà d’opposizione laicista che, pur insieme ai nemici curdi, non sono riusciti a fare una «maggioranza democratica» per contrastare il sinistro potere in carica.

Nel folto elenco delle menzogne spunta ora tale matrice turca, truce perché questa volta, anche se giustificata dai teleguidati della Nato, testimonia atrocemente i traffici di quell’ «Occidente» nominato contraddittoriamente da Luttvak; i suoi componenti, tranne parte di quell’europeo, non possono prendere le distanze dalla Turchia, né
dall’Arabia Saudita perché collegati dalle stesse menzogne risalenti ai grossi interessi del grande capitale.

Gli uomini del petrolio ormai hanno accumulato tali posizioni di potere nelle compagnie e banche dell’«Occidente del denaro» che quando concordano di abbassare il prezzo del greggio, se perdono nella vendita diretta, guadagnano nel risparmio delle consociate. Altrimenti come si spiega che prima, avevano prezzi doppi e ora si contentano con
la metà in proiezioni di anni? Solo trattandosi di un prezzo «geo-politico», mai di costi produttivi, per cui in questo periodo è più importante tagliare i guadagni dei concorrenti, che guarda caso, sono paesi come la Russia, il Brasile, il Venezuela e altri che possono disturbare anche la parte americana, del mercato di combustibile da scisto (in inglese shale oil), la cui grande produzione di gas deve poter arrivare al mercato europeo, per sostituire i rifornimenti russi.

Qui la bugia è meno fosca, trattandosi del campo commerciale. Ma rientra nel calderone di menzogne perché in fondo converge in quella volontà di egemonia di potere globale che ha bisogno di guerre e dello spauracchio de terrorismo, che poi ha ricevuto il segreto beneplacito proprio della politica per la quale il fine giustifica i mezzi.

Luttvak dice che la NATO dovrebbe scaricare la Siria! Ma l’equazione vera in questo momento si svela a molti osservatori validi ben diversa perché, infatti, se la Turchia, alimentando la “provocazione pianificata”, accusata da Lavrov, si dimostra in combutta con l’ISIS, tale azione non potrebbe prescindere dall’appoggio tacito della NATO,
che significa appoggio, se non un vero ordine segreto di chi comanda in America. Quindi, la combutta menzognera con l’ISIS si allarga a questi potenti che proclamano di combattere questa strana congrega terroristica, dimostrandosi di essere veramente governi terroristici coperti da una politica di menzogne.

Poiché l’azione politica e militare di Putin va nel senso di smascherarli, ciò rinforza il latente odio per questo potere
concorrente che andrebbe distrutto con ogni mezzo, ma a partire di una mossa che lo faccia perdere la faccia di fronte all’«opinione pubblica mondiale». Di certo lo sconfinamento incerto di un aereo russo su una frontiera tanto lontana da qualsiasi città o bersaglio d’interesse strategico, non fa al caso; è argomento risibile; alla Erdogan! C’è da aspettarsi allora una prossima provocazione pianificata in modo migliore, ma comunque non da parte dei soli turchi, ma da quella
coalizione allargata a cui collaborano terroristi ceceni e da altre sette islamiche, pure in Cina.

E il caldo per la cultura della 3ª guerra mondiale s’ingrossa.

Ora è la Francia di Hollande a voler rincarare la dose bellicista convocando a questo gioco senza frontiere in terra altrui, l’intera Europa. Dovrebbero scendere in guerra per, alla fine, sconfitta l’ISIS, dividere la regione in gruppi etnici-religiosi, dove – naturalmente – non ci sono più cristiani; una crociata alla rovescia ideata chissà dove tra Arabia Saudita e Israele, e attuata, da «armate brancaleone» europee «guidate», si fa per dire, da Horlande furioso,
che finge ignorare che con l’immigrazione selvaggia la miccia della bomba a ritardamento può essere accesa lontano, ma la bomba stessa è già in Italia, Francia e nel cuore dell’Europa, e da tempo! Basta vedere gli arrivi giornalieri.

Navio para islamizar a Europa

L’altra menzogna dietro la finta guerra all’ISIS
La politica del «nuovo ordine» per la pace dei popoli, che perciò fa la guerra ad Assad e all’ISIS -si attuerebbe con lo smembramento del territorio siro-iracheno in regioni secondo quelprincipio dell’autodeterminazione dei popoli, negato in Ucraina. Quindi, questi duri conflitti sarebbero per un assestamento geo-politico di frontiere mal concepite, secondo due principi opposti; – in Ucraina (del tempo recente di Krusciov), dell’inviolabilità delle frontiere; – Nelle terre siro-irachene (dell’accordo franco-inglese nel 1916) dell’autodeterminazione etnica-religiosa. Salta qui il tabù dei «confini intangibili». (vedi: “Dividere Siria e Iraq in Stati etnici”, di Maurizio Molinari, corrispondente di La Stampa a Gerusalemme). È l’ipotesi di sostituire Siria e Iraq con Stati etnici: sciita, sunnita, curdo e alawita, di modo a disturbare meno il vicino Israele.
Quanto al territorio oggi in mano all’ISIS, con i suoi pozzi di petrolio, per sistemarlo si dovrebbe aprire un tavolo internazionale.
Tutto, senza siriani, iracheni, minoranze cristiane… e russi! Obama e Hollande diranno chi deve governare da quelle parti?

Un americano descrive le radici del terrore europeo:

“Se lo scopo del terrorismo è quello di terrorizzare, lo Stato islamico ha avuto una settimana straordinaria. Bruxelles, capitale dell’Unione europea e comando post di possente NATO, è ancora in preda al panico e bloccata […]

“Che cosa è successo a un Occidente che un tempo governava il mondo? Da qualsiasi misura – militare, economica, scientifica – lo Stato islamico, rispetto all’Occidente, è uno scherzo.

“Quello che gli islamisti di fatto hanno, però, è questo: se possono raggiungere l’Occidente e sono disposti a dare la loro vita, e possono imparare a sparare con un AK-47 o costruire un giubbotto suicida, possono terrorizzare i popoli d’Occidente macellando decine o centinaia di loro.

“Per 10 giorni, gli assassini dell’ISIS hanno dominato le notizie dal mondo, televisione, stampa e social media. Così facendo, hanno generato una vera e propria paura nel cuore dell’uomo occidentale.

“La forza di ISIS, dei militanti islamici, di coloro che sono disposti a morire per espellere i “crociati” fuori dalle loro terre, decapitando infedeli, imponendo la sharia, attaccando l’Occidente, si trova i un vuoto nell’anima dell’uomo occidentale.

“Molti europei sono i “uomini vuoti” della rappresentazione di T. S. Eliot.

“Essi hanno ripudiato il Cristianesimo, sostegno della loro fede, si sono scusati per i peccati dei loro padri e cercato di ripararli, hanno abbracciato La Dolce Vita, il materialismo e l’edonismo, per 70 anni evitati nella difesa degli Stati Uniti, hanno cessato di avere figli, spalancato le frontiere ai popoli delle ex colonie per venire a ripopolare il continente, voltando le spalle al patriottismo per celebrare la diversità e il globalismo.

“Hanno invitato il mondo a entrare. E il mondo è venuto per godere i prodigi frutti dei loro sontuosi benessere e, un giorno, verrà utilizzato il concetto occidentale di one-man, un voto a governare i paesi che hanno governato i loro antenati.

“Il colonizzato sta lentamente diventando i conquistatori.

“La sfida di ISIS non è del tutto malsana. Ci dirà se l’Europa ha la volontà di sopravvivere. Quanto a Parigi, è tempo di andare avanti. Dato che questo trionfo è stato per ISIS, più di tali massacri sono inevitabili.*
Patrick J. Buchanan

La menzogna delle menzogne è quella della «pace anticristiana»

Inutile voler cambiare i termini dell’offensiva rivoluzionaria, questa è e sarà fino alla fine una guerra con ogni mezzo e senza esclusione di colpi menzogneri e di pugnalate alla schiena a chi oserà esorcizzare le malefatte del «nuovo ordine» col segno della croce.
Contro queste crociate si scateneranno le forze dei tagliagole, con i quali, però, pensano poi di fare qualche accordo. Ed è proprio qui che si perdono perché il problema è religioso, quindi legato alla vita e alla morte, e non c’è altra scelta per i popoli che scegliere la via della civiltà e della vita, o del terrore e la morte. La prima è la Religione di Gesù Cristo, Via , Verità e Vita; la seconda è la credenza delle uri e del piacere della morte, che sparge il terrore nella vita per dominare il mondo.

La seconda scelta è in rapido progresso proprio dove più si crede nella libertà del piacere, nell’uguaglianza delle miscredenze e nella fraternità in un mondo senza Padre. E poiché la libertà è concessa all’uomo dal Padre, dice Louis Veuillot: “Quand l’insolence de l’homme, obstinément, rejette Dieu, Dieu dit enfin à l’homme: – que ta volonté soit faite! Et le dernier fléau est lâché: ce n’est pas la famine, la guerre, la peste… c’est l’homme! Et quand l’homme est livré à l’homme on peut connaître ce qu’est la Colère de Dieu!

La libertà di rifiutare ostinatamente il Cristianesimo ha ora le sue conseguenze.

La collera di Dio è nel terrore dell’uomo moderno svuotato dalle verità che rinforzano la vita della Famiglia, della Patria, della Fede, per le quali vale la pena sacrificare la vita. La scalata dei poteri della menzogna e del terrorismo al piano sacro dell’ordine e della verità cristiana non è forse segno della fine dei tempi delle nazioni?

L’ultimo flagello è quello che colpisce un popolo intero, reso indifferente verso la difesa di questi principi vitali. Il terrore che tormenta oggi l’anima dell’europeo moderno, non risiede forse in quest’ostinato indifferentismo verso la Fede. Non è stata questa a fare della civiltà europea il centro del mondo civile? Se lo era, com’è storicamente provato, senza di essa crollano le nostre difese di fronte ad ogni flagello incombente. Ecco allora che, come è stato detto, la sfida non è del tutto malsana de fa tornare alla Fede.

* If the purpose of terrorism is to terrify, the Islamic State had an
extraordinary week. Brussels, capital of the EU and command post of
mighty NATO, is still in panic and lockdown…

What has happened to a West that once ruled the world? By any measure
— military, economic, scientific — the Islamic State, compared to the
West, is a joke.

What the Islamists do have, however, is this: If they can reach the
West and are willing to give up their lives, and can learn how to fire
an AK-47 or construct a suicide vest, they can terrify the peoples of
the West by slaughtering dozens or scores of them.

For 10 days, ISIS killers have dominated world news, television, print
and social media. So doing, they have engendered a real fear in the
heart of Western man.

The strength of ISIS, of the Islamist militants, of those willing to
die driving the “Crusaders” out of their lands, beheading infidels,
imposing sharia, attacking the West, lies in an emptiness in the soul
of Western Man.

Many Europeans are the “hollow men” of T. S. Eliot’s depiction.

They have repudiated their cradle faith Christianity, apologized for
the sins of their fathers and sought to make reparations, embraced La
Dolce Vita, materialism and hedonism, freeloaded off U.S. defense for
70 years, ceased to have children, thrown open their borders to former
colonial peoples to come and repopulate the continent, and turned
their back on patriotism to celebrate diversity and globalism.

They invited the world in. And the world is coming to enjoy the lavish
fruits of their welfare states and, one day, will be using the West’s
concept of one-man, one-vote to rule the countries that ruled their
ancestors.

The colonized are slowly becoming the conquerors.

The challenge of ISIS is not entirely unhealthy. It will tell us
whether Europe has the will to survive. As for Paris, time to move on.
For, given the triumph this has been for ISIS, more such massacres are
inevitable.