Risultati immagini per Immacolata concezionedi Fra Leone da Bagnoregio

Questo dogma promulgato da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854 è la una delle perle che la Chiesa con il suo magistero solenne ha voluto donare ai suoi figli; questo dogma è stato proclamato in un momento storico in cui le dottrine liberali minavano le fondamenta della dottrina cattolica, insegnando la perversa dottrina che l’uomo è libero in quanto è intrinsecamente buono e non vi è bisogno della Chiesa e sei suoi sacramenti e dei suoi ministri.
L’Immacolata Concezione di Maria Santissima è la proclamazione che tutto il genere umano è stato colpito con Adamo del peccato originale che si trasmette di generazione in generazione e che soltanto la Beata Vergine Maria è stata esente dal primo istante del suo concepimento per il grande privilegio previsto eternamente da Dio di essere madre del suo Unigenito Figlio.
Tutto l’ufficio divino è secondo quanto esposto magistralmente dal grande Pontefice Pio IX nella Bolla di proclamazione “Ineffabilis Deus” permeato dal principi del dogma stesso e dalle figure bibliche della Vergine Maria.
L’Introito è ripreso dal Profeta Isaia (LXI – 10) e dal Salmo 29 (versetto 2) che a nome di Israele esulta nel Signore perché l’ha ricoperto di salvezza e da una veste di santità come sposa adorna dei suoi monili.
Questo canto trionfale è applicabile più di ogni mortale all’Immacolata Vergine Maria, la quale in nessun istante della sua vita fu mai priva del manto splendido di cui qui parla il Profeta ed è confortato dal Salmo in cui si presagisce che il nemico ovvero il peccato non ha mai avuto possesso in Lei:
“Con grande giubilo, esulterò nel Signore e gioirà l’anima mia nel mio Dio, perché mi rivestì con le vesti della salvezza e mi coprì con il manto della giustizia, come sposa adorna dei suoi gioielli. Ti voglio esaltare o Signore, perché mi hai tratto in salvo, né hai fatto lieti sul mio conto i miei nemici “.
L’orazione è quasi un trattato teologico in miniatura sul dogma dell’Immacolata Concezione. Il testo prima insegna che il privilegio dell’Immacolato concepimento della Vergine Maria era stato previsto ed ordinato dall’eternità dei consigli di Dio per preparare un tabernacolo interamente puro e santo a ricevere il Verbo di Dio il “Logos” la seconda persona divina che prendeva la carne umana. Viene poi indicato il prezzo che costò a Cristo Nostro Signore questo privilegio: la sua Passione e Morte che furono previsti dall’eterna Sapienza per redimere il genere umano ed a questo capolavoro salvifico dobbiamo sempre essere grati per l’intercessione di quella umana Creatura che è la Beata Vergine, affinché impetri su noi poveri figli di Eva la clemenza divina del suo divin Figlio.
“O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine preparasti una degna abitazione al tuo Figliuolo, ti preghiamo, che, tu il quale in previsione della morte del medesimo tuo Figlio preservasti lei da ogni macchia conceda pure a noi, per la sua intercessione, giungiamo a te purificati”.
La lezione è stratta, dal libro dei Proverbi (VIII – 22-35) ma, la Chiesa la propone come libro dell’eterna Sapienza coeterna al Padre.
La Chiesa adatta alla Vergine Maria Madre quanto è mostrato nel libro della Sapienza relativamente al Verbo Eterno di Dio. Dopo Nostro Signore quanto mostrato nel libro della Sapienza è pienamente applicabile alla sua Madre benedetta, che Dante nel Paradiso definisce come “termine fisso d’eterno consiglio” e come abbiamo sopra visto dall’eternità è stata predeterminata da Dio la presenza di una umana creatura tanti perfetta da essere Vergine e Madre del Figlio di Dio. Allorché il Creatore traeva dal nulla il modo già era prevista l’esistenza della Beata Vergine Maria.
Il Graduale è tratto dal libro di Giuditta (13,23) che è una figura mariana dell’Antico Testamento, come infatti, Giuditta eroina di Betulia trionfò sul tiranno assiro Oloferne e liberò la sua città dall’assedio nemico, così la Madre divina con la sua divina grazia schiacciò il capo al serpente infernale e liberò l’umanità dal suo dominio con il suo divin parto: “Benedetta sei tu Vergine Maria dal signore Dio Altissimo, più di tutte le donne della terra, tu gloria di Gerusalemme tu letizia di Israele tu onore del nostro popolo”.
Il versetto alleluiatico è colto dal Cantico dei Cantici (IV – 7) dove lo sposo Nostro Signore, esprime la sua compiacenza nella Sposa Immacolata, adorna dei suoi monili che come insegna San Paolo è la Chiesa, ma che la liturgia applica alla Santa Vergine madre del Signore: “Tutta bella sei tu, o Maria e macchia originale non è in te Alleluia”.
Il Vangelo propone la salutazione angelica a Maria al momento dell’Annunziazione, per commentare questo brano dell’Ave Maria non ci resta che leggere le stupende parole della Bolla di definizione del dogma di Pio IX: “Siccome poi gli stessi padri (della Chiesa) e gli scrittori ecclesiastici consideravano che l’angelo Gabriele, nel dare alla beatissima Vergine l’annunzio dell’altissima dignità di Madre di Dio, l’aveva chiamata, per comando di Dio stesso piena di grazia, insegnarono che con questo singolare solenne saluto, mai udito prima d’allora, si dimostrava che la Madre di Dio era sede di tutte le grazie di Dio, era ornata di tutti i carismi dello Spirito divino; anzi era un tesoro quasi infinito e un abisso inesauribile dei medesimi carismi”. Benedetta tra tutte le donne e tra tutti i mortali vuol dire fuori dalla comune sorte dei figli di Adamo ed esente dal peccato originale!
L’Offertorio riprende il testo evangelico del saluto dell’Arcangelo Gabriele: “Ave, o Maria, piena di grazia: il Signore è con te. Tu sei benedetta fra tutte le donne Alleluia”.
La Secreta oggi ha una valenza speciale, perché il Santo Sacrificio che si sta per offrire, rappresenta il prezzo al quale Nostro Signore acquistò alla sua beata Madre il privilegio speciale dell’Immacolato concepimento. Noi fedeli dobbiamo, quindi, per amore offrire i frutti della sua Passione e Morte come prezzo della nostra salvezza dal peccato. “Ricevi Signore, l’ostia salutare che ti offriamo nella solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria e come professiamo che prevenuta dalla grazia, essa fu esente da ogni macchia, così concedi che per la tua intercessione, noi siamo liberati da tutte le colpe”.
Il Communio si ispira al Salmo 86 e all’ultimo versetto del “Magnificat” Le glorie aumenteranno sempre di più nei secoli come sono ulteriormente aumentate con la definizione del dogma dell’Assunzione da parte di Pio XII e aumenteranno ancor di più quando finalmente la Chiesa definirà come dogma la Mediazione universale di Maria Santissima che già l’unanimità dei teologi cattolici riconosce. “Cose gloriose si dicono di te, o Maria, per te avendo fatto grandi cose il Potente”.
Con Post Communio supplichiamo il Signore che come con la sua grazia preservò la sua Beatissima Madre dal peccato originale, con la divina Eucarestia ci preservi dal contagio del peccato e sia di antidoto e medicina contro le ferite prodotte da quel primo peccato: “Il sacramento che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro, guarisca in noi tutte le ferite di quella colpa, da cui preservati, in modo tutto singolare l’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria”.
Vergine Santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, Immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell’amore, concepita senza peccato, deh! Riguardate ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio!
Il maligno serpente contro il quale fu scagliata la prima maledizione, continua purtroppo a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva.
Deh voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina ed Avvocata che fino dal primo istante del vostro Concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le nostre preghiere, affinché uniti con voi in un cuor solo, vi scongiuriamo di presentarle al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese: cosicché tutti arriviamo al porto della salute.
E fra tanti pericoli la Chiesa e la società cristiana, cantino ancora una volta l’inno della liberazione della vittoria e della pace.
Così sia.
Rescritto Pontificio dell’11 gennaio 1905 (Indulgenza di 300 giorni).