evolucionismo-e-criacionismoL’ EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Pio XII sarebbe caduto nella epocale fandonia evoluzionistica? Perché dal momento che utilizzò con benevolenza questo termine nella sua enciclica «Humani generis» (Hg) del 1950, e dal momento che si va dimostrando, ogni volta più scientificamente, le falsità di ciò che è noto come “evoluzionismo”, che cosa si deve credere, non solo su questa spinosa questione, ma pure sul Magistero del papa, il cui ruolo è proprio quello di confutare gli errori per confermare la verità?

  • Nella Hg è detto: «Non pochi chiedono instantemente che la religione cattolica tenga massimo conto di quelle scienze. Il che è senza dubbio cosa lodevole, quando si tratta di fatti realmente dimostrati; ma bisogna andar cauti quando si tratta piuttosto di ipotesi, benché in qualche modo fondate scientificamente, nelle quali si tocca la dottrina contenuta nella Sacra Scrittura o anche nella tradizione. Se tali ipotesi vanno direttamente o indirettamente contro la dottrina rivelata, non possono ammettersi in alcun modo. Per queste ragioni il Magistero della Chiesa non proibisce che in conformità dell’attuale stato delle scienze e della teologia, sia oggetto di ricerche e di discussioni, da parte dei competenti in tutti e due i campi, la dottrina dell’evoluzionismo, in quanto cioè essa fa ricerche sull’origine del corpo umano, che proverrebbe da materia organica preesistente (la fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime sono state create immediatamente sia Dio).» 

È vero che l’insegnamento che suscita dubbi del genere già incorre In un errore. Qui, però, l’importante è sapere se vi è errore nella scelta dei termini usati dal Papa, poiché nella stessa enciclica è detto: 

  • «Né si deve ritenere che gli insegnamenti delle Encicliche non richiedano, per sé, il nostro assenso, col pretesto che i Pontefici non vi esercitano il potere del loro Magistero Supremo. Infatti questi insegnamenti sono del Magistero ordinario, di cui valgono poi le parole: “Chi ascolta voi, ascolta me” (Luc. X, 16); e per lo più, quanto viene proposto e inculcato nelle Encicliche, è già per altre ragioni patrimonio della dottrina cattolica. Se poi i Sommi Pontefici nei loro atti emanano di proposito una sentenza in materia finora controversa, è evidente per tutti che tale questione, secondo l’intenzione e la volontà degli stessi Pontefici, non può più costituire oggetto di libera discussione fra i teologi.» 

L’articolo è in francese perché, come si vedrà, nella traduzione in quella e altre lingue il termine usato per materia organica preesistente non corrisponde a quello in italiano usato dal Pontefice: matière déjà existante et vivante. Perciò, quelle traduzioni hanno diffuso il termine che rappresenta un concetto erroneo in modo esplicito, mentre nel testo in italiano il termine è ambiguo e può essere interpretato diversamente, come s’intende dimostrare qui. Comunque, resta che se tali traduzioni, anche quella ufficiale in latino, sono partite dall’originale italiano, si può indicare un’alterazione del termine. Casuale? Voluta dalla nuova mentalità modernista dilagante in Vaticano? Ecco dove va il maggiore sospetto, che però non esclude una mancanza di attenzione di Pio XII, conosciuto per il suo grande rigore e anche attualizzazione alle espressioni del linguaggio corrente. 

L’importanza della questione, specialmente oggi, viene dal fatto che il mondo cattolico è bombardato da conclusioni in proposito davvero perverse: – se tale magistero di un Papa incontestabilmente legittimo può contenere errori, perché dubitare della legittimità del magistero del Vaticano 2 e dei suoi «papi», che da più de mezzo secolo introducono colluvie d’errori e di eresie, articolati nel piano di protestantizzare la Dottrina? Dicono: – errore per errore, non è il caso di drammatizzare, si tratta solo di saper misurare i diversi gradi di fallibilità, ma sempre nei parametri della stessa Chiesa! Dunque, per tale relativismo, l’umana «fallibilità papale» potrebbe includere tutto nel loro magistero, da qualche termine ambiguo o impreciso, come in questo caso, a l’insegnamento deliberato di nuove dottrine ecumeniste protestantizzanti, già condannate dal Magistero precedente di 260 Papi e 20 Concili Ecumenici!

E dei professoroni, bloccati da una ribaltata «fedeltà conciliare», adesso mons. Antonio Livi, si fanno in quattro per spiegare – pateticamente – che non c’è nessun scisma, anche se chi gira in Vaticano, vestito da papa, ogni giorno sforna una sua nuova trovata per scuotere il Magistero precedente. Jorge Bergoglio alla Pontificia Accademia delle Scienze dice:

·       “La creazione è per tutti, non solo per un gruppo di privilegiati” (!). “L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono”. Ha poi chiarito che Dio “non è un demiurgo o un mago, ma il Creatore che dà l’essere a tutti gli enti”. “Quando leggiamo nella Genesi il racconto della Creazione rischiamo di immaginare – dice – che Dio sia stato un mago, con tanto di bacchetta magica in grado di fare tutte le cose”. Ma non è così. Dio “ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi interne che Lui ha dato ad ognuno” perché “si sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza.”… “E così la creazione è andata avanti per secoli e secoli, millenni e millenni finché è diventata quella che conosciamo oggi”.

Quindi, Dio avrebbe creato gli esseri lasciati sviluppare secondo le leggi interne che ha dato ad ognuno per arrivare alla propria pienezza: da scimmia a uomo? Ecco il «principio evoluzionista» dei meno che si migliorano autonomamente fino a divenire degli déi.

L’ARTICOLO E’ IN FRANCESE E RIVOLTO SOPRATTUTTO AI NOSTRI NUMEROSI LETTORI FRANCESI:

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Depuis que sont démontrées, chaque fois plus scientifiquement, les faussetés de ce qui est connu sous le nom d’ « évolutionnisme », et depuis que Pie XII a utilisé bienveillamment ce terme dans son encyclique Humain generis  de 1950, que peut-on conclure, non seulement sur cette question épineuse, mais aussi sur le Magistère pontifical dont le rôle est de réfuter les erreurs ?

Suit la traduction française d’une partie de l’Encyclique :

  • «Nombreux sont ceux qui demandent avec instance que la religion catholique tienne le plus grand compte de ces disciplines. Et cela est assurément louable lorsqu’il s’agit de faits réellement démontrés; mais cela ne doit être accepté qu’avec précaution, dès qu’il s’agit bien plutôt d’ ” hypothèses ” qui, même si elles trouvent quelque appui dans la science humaine, touchent à la doctrine contenue dans la Sainte Ecriture et la “Tradition “. Dans le cas où de telles vues conjecturales s’opposeraient directement ou indirectement à la doctrine révélée par Dieu, une requête de ce genre ne pourrait absolument pas être admise.  
  • C’est pourquoi le magistère de l’Eglise n’interdit pas que la doctrine de l’ ” évolution “, dans la mesure où elle recherche l’origine du corps humain à partir d’une matière déjà existante et vivante – car la foi catholique nous ordonne de maintenir la création immédiate des âmes par Dieu – soit l’objet, dans l’état actuel des sciences et de la théologie d’enquêtes et de débats entre les savants de l’un et de l’autre partis : il faut pourtant que les raisons de chaque opinion, celle des partisans comme celle des adversaires, soient pesées et jugées avec le sérieux, la modération et la retenue qui s’imposent; à cette condition que tous soient prêts à se soumettre au jugement de l’Eglise à qui le mandat a été confié par le Christ d’interpréter avec autorité les Saintes Ecritures et de protéger les dogmes de la foi (11). Cette liberté de discussion, certains cependant la violent trop témérairement : ne se comportent-ils pas comme si l’origine du corps humain à partir d’une matière déjà existante et vivante était à cette heure absolument certaine et pleinement démontrée par les indices jusqu’ici découverts et par ce que le raisonnement en a déduit; et comme si rien dans les sources de la révélation divine n’imposait sur ce point la plus grande prudence et la plus grande modération.»

COMPRÉHENSION DE CERTAINS MOTS DE CE TEXTE MAGISTÈRIEL.

L’évolutionnisme, dans les limites étroites telles que Pie XII les a entendues et expliquées dans l’Encyclique, n’est pas l’évolutionnisme en vogue aujourd’hui.

Le terme qui a généré tant de controverses, est celui que les traductions officielles ont traduit en portugais par « matéria viva preexistente », en espagnol le même pour « materia », en anglais par «pre-existent and living matters », en français par «matière déjà existante et vivante ».

Or le document a été écrit par le pape en italien, et en cette langue le terme est différent: « matéria organica preexistente». Et bien, dans une question extrêmement sensible comme celle-là, pourquoi ne serait-il pas à propos d’utiliser le mot « organique » sous prétexte qu’il n’a pas été traduit ainsi dans les autres langues ?

Sans vouloir mettre l’accent sur une certaine «théorie du complot», ne peut-on soupçonner une traduction fautive dès le départ, laquelle généra la confusion ? La chimie organique comprend l’étude des composés du carbone dont beaucoup existent dans les tissus vivants ; cette matière organique n’est-elle pas une substance inanimée ?

En fait, en s’efforçant toujours d’approcher autant que possible de la pensée du pape, disons que « matière pré-existante et vivante » admet plus l’idée d’une origine humaine animale (descendance de primates) que la « matière organique existante ». En effet, ne serait-on pas choqué d’entendre nommé matière organique le corps d’un animal, par exemple un singe vivant ?

D’autre part, la forme utilisée par Pie XII correspond plus à la pensée logique selon laquelle Dieu, en créant le corps humain destiné à vivre sur cette terre, lui a fourni la même « pré-existante série organique » pour répondre aux besoins vitaux communs avec les animaux vivant sur la terre. Plus que de «matière », vous pouvez parler «d’une forme de matière organique pré- existante », parce que l’homme possède des systèmes organiques similaires à ceux de 1’animal, différenciés, mais communs aux fonctions animales, à savoir le mouvement, le sensoriel, la respiration, l’alimentation, la vision, etc. qui ne diffèrent que dans les détails. L’organe cardiaque du porc et celui de l’homme, par exemple, sont si semblables organiquement qu’il y a des projets de greffes partielles !

Aujourd’hui, on sait que 1’ADN des humains et des animaux est similaire. Enfin, on ne voit pas pourquoi le Créateur aurait dû utiliser, pour la création de l’homme, une autre matrice organique que celle déjà créée et existant sur la terre sous de nombreuses formes.

Certes, la vie vient de l’Esprit. En ce sens, l’homme doté d’une âme spirituelle est incomparablement supérieur à l’animal. Pour réaliser cette œuvre d’art divine, Dieu a utilisé le limon de la terre – de la matière minérale – également composé de carbone organique (élément présent dans la terre). Donc rien ne heurte le récit de la Genèse sur la création de l’homme, créature animale, bien qu’il lui ait été donné le libre arbitre pour devenir fils de Dieu.

Dans tous les cas, les paroles de Pie XII sur l’évolutionnisme ont eu des conséquences négatives, parce qu’elles furent utilisées pour justifier un modernisme évolutionniste atténué qui avait des défenseurs importants près du pape. L’un d’eux était le jésuite Augustin Béa, son confesseur, fait cardinal par Jean 23, responsable des erreurs œcuméniques sur les Juifs.

Dans Humani generis, Pie XII fait des restrictions sur la thèse évolutionniste, en particulier concernant 1’erreur de nier le monogénisme lié à Adam et Eve, erreur qui favorise un polygénisme déjà condamné. Mais ces mots de prudence ont été instrumentalisés dans un monde déjà imbibé de la mentalité d’un relativisme évolutif. Cela ouvrit la porte à toutes les discussions, sans exclure qu’Adam pourrait signifier, non une seule personne, mais une multitude de parents (card. Ravasi); en raison par exemple de la phrase (n 37) : « Les fidèles en effet ne peuvent pas adopter une théorie dont les tenants affirment ou bien qu’après Adam il y a eu sur la terre de véritables hommes qui ne descendaient pas de lui comme le premier père commun par génération naturelle, ou bien qu’Adam désigne tout l’ensemble des innombrables premiers pères. »

Évolutionnistes et modernistes profitèrent d’imprécisions de ce genre : parce « qu’après Adam » ne couvre pas le temps « avant Adam », pour introduire un changement doctrinal chaque fois qu’ils trouvaient un prétexte dans un document magistériel. Cette chicane a explosé avec Jean Paul 2o dans un discours à l’Académie Pontificale des Sciences (octobre 1982) lorsqu’il admit l’évolutionnisme, non plus comme hypothèse, mais comme science.

Ici, je pourrais poursuivre avec de nombreuses considérations : par exemple sur la laideur exceptionnelle des singes, en laquelle il semble que la Providence a voulu placer une barrière pour éviter toute confusion avec la ressemblance humaine ; sur le fait que la femme née avec la virginité n’a rien de commun avec la vie animale ; sur 1’universalité et la vulnérabilité de la liberté humaine, qui exclut en quasi-totalité 1’instinct de survie primitive, etc. La brièveté de cet article m’oblige maintenant à conclure en venant à parler de la valeur des encycliques et de la confusion actuelle sur la valeur du magistère catholique.

ANALYSER UNE ENCYCLIQUE OBSCURCIT-IL LE MAGISTÈRE PONTIFICAL?

Sur de nombreuses questions, et innombrables sont en effet celles qui intéressent le développement spirituel humain, les papes se sont limités à définir infailliblement les points les plus importants, selon que Notre-Seigneur le leur a accordé. II y a aussi un magistère ordinaire qui ne se propose pas d’être infaillible. Mais s’il peut être dit faillible, ce n’est pas une raison pour le croire capable d’enseigner 1’erreur. Donc, on ne doit pas mettre en doute ou tenir pour rien les paroles de cette encyclique sur la défense de cet enseignement dont, « on ne doit pas penser que ce qui est proposé dans les lettres encycliques n’exige pas de soi l’assentiment», sous prétexte qu’elles ne sont pas infaillibles. Le Pontife légitime rappelle qu’il demeure quand même la voix de Jésus-Christ pour la conversion et le salut des hommes.

A l’inverse, l’enseignement nouveau ouvertement contraire au précédent, même ordinaire, révèle en cela sa source polluée, de sorte que vous pouvez immanquablement discerner la signature des faux christs et des faux bergers. Dans ce cas, ceux-là ne doivent pas être écoutés ni suivis, mais anathématisés selon le mandat évangélique.

Le sophisme courant de beaucoup est de penser que le mandat ne consiste qu’à répudier cet enseignement d’erreurs et d’hérésies, mais sans dénoncer et renier leurs auteurs. Idée illogique et pernicieuse, parce que la doctrine des contrefacteurs continuera à promouvoir la rupture au nom même de l’Eglise et de la papauté, si ne sont pas dénoncés les auteurs en même temps que leur fausse doctrine.

Voici la situation que nous vivons depuis plus d’un demi-siècle, et le prix infernal payé par les âmes et le monde au « magistère conciliaire », avec sa fausse étiquette de « concile œcuménique » dont la praxis se poursuit par d’effrayants actes de déviations œcuméniques. Ce long interrègne est responsable de la persécution de la Vérité et de 1’apostasie générale. Une multitude d’âmes se perdent à cause de la fausse lumière de ce qui est présenté hypocritement comme l’enseignement de l’Eglise. Pourtant, toute la similitude que l’on veut faire entre cette monstruosité inouïe dans l’histoire de l’Eglise et la possible irrégularité dans 1’utilisation de termes tels que « matière organique », est folle à la lumière de la foi.

Toutefois, il convient de noter qu’une grande partie de ce qui est censé être une « résistance » aux abominations conciliaires, est basée sur cette absurdité scandaleuse : que l’enseignement pontifical non infaillible est sujet à l’erreur et même à l’hérésie. On propose alors cette « formule » incroyable pour toute pensée logique, en particulier pour les catholiques : l’enseignement d’une encyclique importante du genre Humani generis et le magistère de Vatican II avec ses dérivés répandus tout au long de cet interrègne hétérodoxe de deux générations, sont également des produits de « l’enseignement faillible », sujette à l’erreur et à des hérésies. (Voir, des lefebvristes, lesquels effectivement prétendent qu’un pape peut se tromper quand il n’utilise pas son infaillibilité, ce qui leur permet de soutenir que « les papes conciliaires » sont légitimes. Encore que ces gens se gardent bien de parler d’hérésies !)

Cette sédition anticatholique a travaillé et continue de travailler après la disparition de celui qui la retenait : le Pape de la vision du « troisième Secret de Fatima tué avec tout son cortège fidèle. L’autre, l’adversaire de la Foi, s’est fait connaitre (déjà en 1960), mais il a la puissance de Satan pour égarer et pervertir, avec des prodiges de mensonge, ceux qui vont à leur perte parce que 1’amour de la vérité, qui les aurait sauvés, n’a pas trouvé place chez eux. C’est bien pourquoi Dieu leur donne ces « papes » de mensonge, et ils croient au « prodige » de leur canonisation. Ainsi seront punis ceux qui n’ont pas cru à la vérité, mais qui ont adhéré au mal qui régnait et règne au Vatican. (Cf. II Thes. II, 2-12)

Telle est la détérioration terrible de l’intelligence catholique et de la conscience religieuse en notre temps. Quel pourrait être un plus grand signe de la grande apostasie annoncée dans les Evangiles, que celui-ci : faute d’amour pour la vérité, une multitude a embrassé l’erreur et le mensonge. Comment peut-on prier pour que la consécration de la Russie s’accomplisse s’il manque le Pape des conversions, et si au Vatican règne la « papauté œcuméniste » opposée aux conversions ?

II faut attendre le grand châtiment pour ouvrir les yeux à cette génération impie. Alors… notre espoir est et sera dans les mots de Notre-Dame, en conclusion du « Secret» :

« A la fin, mon Cœur Immaculé triomphera. Le Saint-Père me consacrera la Russie qui se convertira, et sera donné au monde une période de paix. »