A Favria il sindaco rifiuta l’unione civile a due gay: “Legge sbagliata, va contro i miei principi”

Il primo «obiettore di coscienza». La coppia potrebbe convolare di fronte al funzionario dell’anagrafe. Arcigay: «Imbarazzante. L’obiezione di coscienza non è prevista»

Il sindaco di Favria, Serafino Ferrino

26/09/2016
alessandro previati maria teresa martinengo
favria

«Non sposerò quei due ragazzi». Così il sindaco di Favria, Serafino Ferrino, amministratore di lungo corso e cattolico praticante che ha deciso di sfidare la nuova legge sulle unioni civili. «Non me la sento di andare contro a determinate convinzioni di natura etica. Perché un sindaco non può essere obiettore di coscienza?». Il caso riguarda una coppia non residente in paese che ha chiesto la disponibilità del municipio di Favria per celebrare il matrimonio a marzo dell’anno prossimo. Dovranno trovarsi un’altra sede a meno che non si accontentino del responsabile dell’ufficio anagrafe del Comune che può celebrare il matrimonio anche senza la delega del sindaco.

LE REAZIONI

Per il Coordinamento Torino Pride, che riunisce decine di associazioni lgbt e della società civile, «è gravissima la presa di posizione del sindaco di Favria che, sulla base di pretestuose questioni “di principio” viola in modo palese la legge e i diritti dei suoi concittadini e delle sue cittadine omosessuali e per estensione di tutte e tutti, non solo negandosi alla celebrazione dell’unione civile richiesta da due cittadini del Comune del Canavese ma spingendosi – caso inaudito – a non delegare ad altri la funzione di Ufficiale di Stato Civile». Il coordinatore del Torino Pride, Alessandro Battaglia, sottolinea: «È chiara l’intenzione vessatoria e omofoba del primo cittadino». Ancora: «Il Coordinamento è pronto a qualsiasi azione di protesta e, se del caso, ad adire le vie legali per la tutela dei diritti dei cittadini coinvolti».

La presidente di Arcigay Torino, Francesca Puopolo ritiene «imbarazzante che il Sindaco si celi dietro l’obiezione di coscienza, non trovando altro modo per impedire l’unione. La legge sulle unioni civili non prevede la possibilità di obiezione di coscienza, al contrario in caso di rifiuto di celebrare l’unione ci si può appellare ai principi del nostro ordinamento giuridico come quelle che puniscono l’omissione o il rifiuto di atti d’ufficio da parte di pubblico ufficiale». E prosegue: «La società cambia e con essa nascono nuove famiglie, che hanno la stessa dignità a prescindere dalla loro composizione; chi si oppone è fuori dalla storia. Chiediamo dunque al sindaco Ferrino di riflettere sulle sue affermazioni e di celebrare questa unione. Se si arroccherà sulle proprie posizioni, ci proponiamo di celebrare noi stessi l’unione civile»

 

 

 

 

Fonte: http://www.lastampa.it/2016/09/26/cronaca/sindaco-contro-unioni-gay-non-sposer-quella-coppia-mUlDo8uLntpt6G7Q1ZqEc