images“UNA CUM” GAY FRIENDLY ?

Continua l’apertura dopo le indicazioni di papa Francesco. Al convegno sulla famiglia di Assisi ascoltate e mandate in diretta streaming le testimonianze di padri e figli omosessuali. 

di Paolo Rodari

CITTÀ DEL VATICANO. Ascoltare le persone omosessuali e ciò che vivono le famiglie quando al loro interno un figlio fa coming out. Per la prima volta, all’interno di un convegno della Cei dedicato alla famiglia e alla pastorale della famiglia, si è aperta una breve ma significativa finestra su questo campo che don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio per la pastorale della famiglia, ha definito “delicato”. In una tre giorni svoltasi ad Assisi e intitolata “Vi occuperete di pastorale familiare” e dedicata ai sacerdoti e alle coppie di sposi responsabili degli uffici diocesani di pastorale familiare, sono state ascoltate, introdotte dal gesuita padre Pino Piva, coordinatore nazionale per i gesuiti degli esercizi ignaziani in Italia e dell’equipe di “spiritualità delle frontiere”, le testimonianze di Edoardo, un giovane gay cattolico, e di Corrado e Michela, due genitori cattolici con un figlio gay, accompagnati da una riflessione a due voci di suor Anna Maria Vitagliani e di don Christian Medos sempre dell’equipe di “spiritualità delle frontiere” sul tema dell’accoglienza e dell’ascolto.

Genitori e figli a confronto. La novità più che di sostanza è di stile: se la dottrina della Chiesa in merito alle coppie omosessuali non cambia, muta radicalmente l’approccio al tema. O, per meglio dire, alle persone omosessuali. Tutto – ha detto padre Piva – parte dall’accoglienza e vuole arrivare all’integrazione”. Così, del resto, scrive Francesco in Amoris Laetitia, l’esortazione apostolica che ha sigillato i lavori del Sinodo dei vescovi sulla famiglia: è necessario porsi in ascolto, prendere in considerazione anche questa esperienza non facile né per i genitori né per i figli perché “ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza”. Non solo, dice ancora il Papa: “Nei riguardi delle famiglie si tratta di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita”.

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