papa-francesco-bergoglio-comunista-709979MENTRE SI RIVEDE L’EX LEADER NO-GLOBAL DEL G8 DI GENOVA, AGNOLETTO, CHE IN UDIENZA DA BERGOGLIO LO PROCLAMA SUO CAPO, IN NOME DEL PACIFISMO

Segnalazione di Raimondo Gatto

Bergoglio: “Mi interessa soltanto se fa soffrire i poveri”. Eppure la maggioranza dei fedeli ha votato per il presidente

di Paolo Bracalini 

Il Vaticano resta in attesa prima di prendere una posizione sul fenomeno Trump ma certo le premesse non sembrano le migliori.

Il magnate newyorkese in effetti ha tutte le caratteristiche per risultare sospetto agli occhi della Santa Sede: è ricco, poco diplomatico e per giunta molto duro sull’immigrazione illegale. Bergoglio, in un colloquio con Repubblica, dopo aver premesso di non voler dare «giudizi sulle persone e sugli uomini politici» aggiunge però un pensiero che sembra ritagliato sul nuovo
presidente Usa: «Voglio solo capire quali sono le sofferenze che il loro modo di procedere causa ai poveri e agli esclusi». Tanto che il quotidiano di De Benedetti titola: «Trump? Non giudico. Mi interessa soltanto se fa soffrire i poveri».

Quando Trump era ancora solo un candidato, e anche molto sfavorito nella corsa alla Casa Bianca, Bergoglio non aveva risparmiato critiche severe sul questione del «muro» col Messico. «Una persona che pensa di fare i muri, chiunque sia, e non fare ponti, non è cristiano. Questo non è nel Vangelo» – disse Bergoglio sul volo di ritorno dal Messico nel febbraio scorso – Non mi
immischio ma solo dico che questo uomo (Trump, ndr) non è cristiano, se dice queste cose». Ora, dopo l’elezione del tycoon, ufficialmente il Vaticano è più prudente («Muri? Aspettiamo di vedere quali saranno le scelte che Trump farà durante il suo mandato. Diamogli il tempo di cominciare» commenta il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin). Ma la sinistra orfana di Obama guarda già a Bergoglio come al leader mondiale in chiave anti Trump.

Se il Papa sembra molto lontano dalla nuova America trumpista, i cattolici Usa (che valgono il 25% dell’elettorato) sono molto più scettici sulla Clinton. Riporta infatti il New York Times che la maggioranza (il 52%) dei cattolici americani ha votato per «The Donald», mentre Hillary Clinton ha convinto il 68% di atei e agnostici e solo il 45% dei cattolici. I protestanti hanno votato al 58% Trump, contro il 39% per la candidata Democratica. Significativo per portare il voto cattolico a Trump, racconta il Foglio, è stato il ruolo del suo vice, autodefinitosi «un cristiano, un conservatore e un repubblicano, in quest’ordine». Un buon padre di famiglia, dai solidi valori cristiani, che è riuscito a compensare l’immagine da uomo spregiudicato e «peccatore» di Donald Trump. E ha pesato pure, osservano i commentatori Usa, il trattamento che i cattolici hanno ricevuto dall’amministrazone Obama e dalle élite progressiste» negli States, molto schierate per aborto, diritti gay, utero in affitto (sponsor i vip hollywodiani che hanno sostenuto apertamente la Clinton).

Non a caso il 9 mattina, appariva un messaggio quasi di lutto sul sito di Planned Parenthood, il colosso che raggruppa le cliniche Usa specializzate in aborto.
L’organizzazione ha finanziato la campagna elettorale della Clinton (convinta abortista), che ha promesso in cambio finanziamenti federali per Plaenned Parenthood. Trump invece, ha spiegato in una lettera pubblica («La mia visione per una cultura della vita») di essere contro «la cultura della morte e l’aborto». Quindi su posizioni molto più cattoliche e vicine al Vaticano di quanto non siano quelle della sinistra liberal. Che però sembra preoccupare meno il Santo Padre.

Fonte: IlGiornale.it