fecondazione-vitro_1921021Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

http://www.giornaleibleo.it/2014/01/pugnettista-di-professione-boom-di-assunzioni-cina/

Qui sopra (cfr. il link) si dà un quadruplice profilo d’immoralità:

1 – l’autoerotismo indotto;

2 – il fatto che sia praticato in pubblico, serialmente, come in un allevamento di bestie, cosa che costituisce di per sé solo uno scandalo;

3 – la pratica della fecondazione assistita o artificiale, immorale in sé;

4 – le soppressioni di embrioni che tale pratica di fecondazione artificiale comporta, in ragione di 12 embrioni uccisi per ciascun nato (cfr. allegato).

Un ulteriore e possibile profilo d’immoralità, nel caso di fecondazione eterologa, ovvero col seme di un terzo, è l’adulterio e la conseguente illegittimità di coloro che nascono da tali pratiche.

Mentre ogni bambino ha diritto a una famiglia regolare, con coniugi uniti in regolare matrimonio (sacramentale nel caso di battezzati) e, quindi, di nascere legittimi e non da unioni concubinarie, adulterine o peggio (incestuose o sodomitiche).

Naturalmente solo la Cina poteva eccellere in tutto questo. Negli Usa anche, ma credo che almeno lì ci risparmierebbero la scena del prelievo collettivo e seriale del seme. Almeno lo spero.

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Benessere –  Ottobre 2015, p. 104

Noi &gli altri ǀ Il senso della vita

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Procreazione

Ecco i veri numeri che il Ministero non dice

di Marina Casini

professare aggregato di Bioetica

In un momento in cui si torna a discutere in Parlamento della “pro­creazione medicalmente assisti­ta” (Pma), a seguito delle recenti sentenze della Corte costituzionale che hanno demolito in larga misura la tutela dei diritti del concepito, diviene impor­tante rileggere i rapporti presentati ogni anno dal Movimento per la vita, a inte­grazione delle relazioni ministeriali.

Queste ultime, infatti, riferiscono analiticamente soltanto i risultati posi­tivi della Pma in termini di bambini nati, ma se i dati vengono esaminati sotto il profilo dei diritti del concepito – che pure l’articolo 1 della legge 40/2004 di­chiara di voler proteggere – si eviden­ziano elementi quanto mai inquietanti.

Nel 2013 dalle 46.433 coppie che han­no fatto ricorso alla fecondazione extra-corporea, sono nati 10.216 bambini, dei quali 1.491 gemelli. Perciò i parti (monitorati) sono stati 8.495. Solo una coppia su quattro-cinque ha potuto realizzare la sua aspirazione. Per rispondere al­la domanda di Pma, sono stati formati 158.672 embrioni. Di questi, 21.939 sono stati congelati per costituire una specie di “scorta” nel caso di fallimento di un primo tentativo; 110.016 embrioni sono stati trasferiti nel seno materno, ma la maggior parte di questi non è giunto alla nascita, sia per le difficoltà dovute all’ar­tificialità delle tecniche, sia per l’alta fre­quenza di aborto spontaneo (23,3 per cento), cui incredibilmente si aggiunge un minor tasso di aborto provocalo (0,9 per cento). Si può fare un semplice cal­colo matematico: se dai 158.672 embrio­ni generati nel 2013 si tolgono i 110.016 trasferiti e i 21.939 congelati, abbiamo un resto di 26.717 concepiti, sulla cui sorte nulla dice la relazione ministeria­le e che certamente sono stati scartati.

In conclusione, per ogni bimbo nato vivo risultano sacrificati non meno di dodici embrioni. Tuttavia, la legge aveva giustamente distinto la morte dell’em­brione trasferito in utero, cui viene co­munque offerta la speranza di giungere alla nascita, dalla morte del concepi­to cagionata direttamente e deliberata­mente in provetta.      Perciò, è inquietan­te la mancanza di notizie sugli embrioni che non sono stati né trasferiti, né con­gelati e comunque è drammatica la sor­te di quelli che si accumulano nei conge­latori. Il numero di questi figli ibernati non è noto. Sappiamo, però, che, tra il 2009 e il 2013, in questo limbo gelato ne dovrebbero essere, secondo lo studio del Mpv, circa 33.978.

La complessità della materia e l’as­suefazione ai luoghi comuni diffusi dai media non devono far dimenticare che nella Pma, oltre al desiderio di genitorialità, è implicato anche il bene del figlio chiamato all’esistenza con le tecnologie riproduttive e che, in caso di conflitto tra i diritti dei minori e quelli degli adul­ti, occorre dare prevalenza ai primi e non ai secondi.

In questa prospettiva, avendo pur­troppo la Corte Costituzionale ammesso la Pma eterologa, è opportuno riflettere sul rimedio ipotizzato dal Mpv dell’ado­zione per la nascita degli embrioni ab­bandonati, limitando appunto solo a es­sa la Pma eterologa.