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di Matteo Castagna, collaboratore di www.vvox.it 

Il giornalismo d’inchiesta resta il più difficile ma anche il più bello, come dice il mio amico Sigfrido. Ti fa scoprire la verità su come gira il mondo e anche ti insegna a fare il vero cronista, quello delle domande scomode, quello che cerca le fonti e le verifica, quello che investiga e conosce i fatti, quello pieno di contatti, che ascolta tutti e dà importanza ai minimi particolari,  che amplia gli orizzonti e risolve qualcosa, quando è fortunato (e bravo). Ti fa stare a contatto con la realtà (non quella degli scribacchini prezzolati o da “copia-incolla” comunicati stampa) e ti insegna a non credere alle favole. 

di Alessio Mannino, Direttore del quotidiano on-line www.vvox.it 

Cronistoria di un’intervista impossibile. Ad uno degli uomini più potenti (e inaccessibili) di Verona

L’ingegner Paolo Biasi lotta ancora fra noi? Ma che domande, direte: non è il famosissimo e potentissimo ex presidente della Fondazione Cariverona, cuore del potere scaligero, uomo pubblico per eccellenza? Non ci sono forse notizie recentissime che lo riguardano? Sì. Ma, come i faraoni egizi e gli imperatori nipponici, è inavvicinabile e avvolto in un’aura di mistero. E comunica come ai bei tempi, in cui non estivano telefonia mobile e internet.

Ma andiamo con ordine. Lo scorso novembre abbiamo chiesto via email alla segreteria della Fondazione Cariverona (di cui Biasi è stato il presidente per ben 22 anni fino al febbraio di quest’anno e in cui manteneva, come vedremo, alcuni incarichi) di girargli alcune domande per un’intervista. Da Cariverona rispondono che sarebbe meglio indirizzarle direttamente a lui. Logico, e naturalmente l’avremmo fatto già se avessimo avuto un contatto diretto senza passare dagli uffici della fondazione. Chiediamo quindi un indirizzo email di Biasi. Risposta: non risulta che ne abbia uno. Nè di lavoro, nè personale. Abbiamo letto bene quel che ci hanno scritto? Rileggiamo: è così. Paolo Biasi non ha un’email.

Con cortesia e prontezza, dalla segreteria di Cariverona ci forniscono però un recapito dove poter inviare le nostre domande via posta ordinaria: Verona Gestione Srl. Come si faceva una volta, nel buon tempo antico. Inviamo dunque, nel giorno di mercoledì 16 novembre, la nostra raccomandata con le seguenti 7 domande alla sede della suddetta società (in foto, l’entrata), ricavate da notizie già pubblicate sulla stampa locale e nazionale:

01- Risponde al vero che dall’impresa Biasi Spa del gruppo di famiglia di Paolo Biasi abbia avuto da Unicredit (banca partecipata al 2,8% dalla Fondazione Cariverona di cui lei è stato presidente per 22 anni, e di cui presiede oggi il Fondo Immobiliare Property, in cui sono stati conferiti gli immobili strumentali a scopo commerciale) un credito di 38 milioni in totale, a fronte di un patrimonio valutato in 60 milioni?

02- È vero che l’impresa di cui sopra viene dichiarata insolvente nel 2010? È vero che aveva avuto la garanzia dalle banche di non chiedere la restituzione fino alla fine del 2014? In questi ultimi due anni ciò è avvenuto?

03- Nel frattempo sono stati liquidati dei beni, a cominciare dagli immobili, per far fronte al debito?

04- Risponde al vero che Bim Spa, altra società del gruppo della famiglia Biasi, ha ottenuto un prestito per 13,5 milioni? E quando, esattamente?

05- Quali erano i titoli creditizi che le aziende della sua famiglia potevano vantare nei confronti di Unicredit e di eventuali altre banche? Quali sono le altre banche?

06- In qualità di presidente della Fondazione Cariverona, lei ha avuto un ruolo di qualche tipo, ad esempio di supervisione, nell’operazione di vendita di alcuni immobili riferibili alle summenzionate imprese, delle quali occorreva ripianare il debito?

07- Il fondo Property da lei guidato fa capo ad una società di diritto straniero? In caso affermativo può fornirci il nome di tale società in una con l’elenco dei soci?

Come ogni utente può fare per la propria spedizione, controlliamo sul sito delle Poste Italiane il percorso della nostra: verifichiamo così che la busta è arrivata nella sede di Verona Gestione lunedì 21 novembre. Per essere sicuri al 100% attendiamo la ricevuta di ritorno, che giunge il 25 novembre. Quel giorno, contattiamo telefonicamente la società Verona Gestione, al numero che siamo riusciti a reperire per trovare, finalmente, l’ingegner Biasi. Ci risponde la segretaria, gentilissima, che ci rimanda a lunedì 28, cioè a ieri, perchè in quel momento Biasi non c’era. Le chiediamo allora se è possibile rintracciarlo ad un numero di telefono cellulare. «L’ingegner Biasi non ha un cellulare», ci viene rivelato. Stupiamo.

L’indomani, sabato 26, esce la notizia che un mese fa Biasi si era dimesso da Verona Gestione (nonché – ma questo era di dominio pubblico dal 7 ottobre – da Domus, la fondazione di Cariverona che gestisce le collezioni d’arte moderna e contemporanea). Ieri dunque, dopo lungo peregrinare, l’agognata risposta: «l’ingegner Biasi non è interessato a rispondere». Peccato, perchè oltre agli interrogativi fattigli avere per iscritto, per dovere di cronaca avremmo dovuto aggiungere anche questo, l’ottavo: si è dimesso, come per la verità non risulta, anche dalla presidenza di Property, il fondo controllato proprio da Verona Gestione, a sua volta di proprietà per il 51% di Torre Sgr con sede a Roma (il 49% è della Cariverona), che a sua volta, da quel che si sa, é al 62,5% del fondo americano Fortress Investment Group Llc e per il 37,5% da Cariverona? A questo punto lo chiederemo direttamente a quest’ultima e al suo presidente, Alessandro Mazzucco.

«Biasi non molla… Lui controlla», è la battuta che il quotidiano L’Arena riportava il 13 febbraio scorso a proposito di chi sembra aver ceduto posizioni. Noi rimaniamo a disposizione. Magari per un’intervista dal vivo: più tradizionale di così…