img-20161111-wa0010di Redazione

L’impulso vivo e vitale della piazza, composta ma determinata, spinge le amministrazioni a clamorosi dietrofront sull’accoglienza dei supposti profughi.

Accade, ovviamente. in provincia di Verona, ove guidati dal movimento apartitico “Verona ai Veronesi”, migliaia di persone comuni sfilano nei paesi ove i prefetti dirottano i clandestini per dire che non li vogliono perché non c’è più posto per alcuna accoglienza. Non per razzismo ma perché NON c’è PIU’ POSTO. Non c’è più disponibilità. La gente vuole sentirsi sicura a casa propria ed avere le minime garanzie del vivere civile. Così, a Pescantina, anche grazie alla piazza, il sindaco è stato costretto al dietrofront. Ma anche Castel d’Azzano, dopo la mobilitazione popolare, non metterà più a disposizione l’Hotel Cristallo. Ieri sera è stata la volta di Pastrengo, col sindaco in testa al corteo. 300 persone hanno sfilato per le vie del paese gardesano per dire NO! all’accoglienza business di clandestini! E Martedì prossimo sarà la volta di Soave.

La determinazione, la costanza, la comunità sono davvero determinanti e ottengono risultati, insperati alla vigilia. Mentre buonisti, sinistri e affaristi schiumano di bile.