prodi_soros-670x274-2Segnalazione del Centro Studi Federici

Mai dimenticarsi che George Soros, il parassita della finanza globale e architetto delle rivoluzioni colorate all over the world, è colui che venne insignito a Bologna nel 1995 della laurea honoris causa in economia da Romano Prodi. I motivi di questa onoreficenza? 
Tre anni prima, nel settembre 1992, tramite una speculazione finanziaria aveva guadagnato 1,1 miliardi di dollari facendo svalutare la sterlina e costringendola a uscire dallo SME (sistema monetario europeo). Lo stesso giorno il “filantropo” internazionale attaccava anche la lira. A seguito dell’intervento speculativo di Soros, l’incompentenza e la complicità di personaggi quali Carlo Azeglio Ciampi e Mario Draghi, allora rispettivamente governatore della Banca d’Italia e Direttore generale del Tesoro, vennero regalati a Soros 15.000 miliardi di lire (più di 7,7 miliardi di €), una perdita secca provocata da un utilizzo più complice che maldestro di riserve per 48 miliardi di dollari che non ha impedito una svalutazione della lira del 30% e una sua uscita dallo SME. 
Per questo il preside della Facoltà di Economia dell’Università di Bologna, Stefano Zamagni, già strettissimo collaboratore di Prodi e responsabile dell’Ulivo per le politiche sociali e le risorse umane, lo accolse nell’Aula Magna di Santa Lucia con queste parole: “Lei è un esempio per tutti noi su come si devono gestire gli affari, l’economia e favorire il progresso della società e degli Stati”. Da allora in avanti Soros e i suoi compari di Stato non hanno fatto altro che dare sempre miglior prova di sé, con i risultati tangibili che abbiamo tutti sotto gli occhi.
 
(Dalla pagina Facebook di Paolo Sensini, 15/11/2016, https://www.facebook.com/paolo.sensini.39?fref=ts)