Archivio per febbraio 2017

POVERO “FABO DJ”, INGANNATO PER SEMPRE DA CATTIVI ATTORI

di Maurizio Blondet

Confesso che non sapevo chi fosse “Fabo”.  Un dj. Ossia un disc –jockey.   L’ho appreso stamattina coi giornali  progressisti, illuministi e avanzati che, tutti,   a un  segnale convenuto, hanno battuto  la grancassa in prima pagina, con i grandi titoli del caso,   di questo Fabo dj che si è dovuto far ammazzare in Svizzera.   “Via da un paese che mi tortura!”, la Stampa (Il paese lo tortura?)  Il Corriere: “Fabo in Svizzera: lasciatemi libero”  ( e chi ti voleva fermare?, infatti sei andato in Svizzera e ti sei ammazzato).  “L’artista  ha dovuto  andare in Svizzera”  (un dj è un artista?)  “Voleva morire ma non così lontano da casa”, piange Il Fatto Quotidiano  ( Che t’importa, se hai deciso di  farti uccidere, essere “lontano da casa”? Lontano ci  starai per sempre, ormai). “In Svizzera per l’eutanasia – “Vergogna! tradito dall’Italia”,  accusa Repubblica (di cosa devo vergognarmi, io?) “Chi  ci nega la nostra dignità” dice una tizia in prima pagina.  Apprendo così che  “dj Fabo”    ha  “fatto un appello a Mattarella: lasciatemi morire” ( E chi te lo impedisce? Infatti sei morto).  Il punto è che  “  la legge è ferma in parlamento” da non so quanti  anni. La legge che introduce in Italia  il suicidio assistito. Per cui ci dobbiamo sentire tutti in colpa per il dj Fabo che  ha fatto il suicidio in Svizzera.  Invece che alla ASL.

“E’ stato accompagnato a morire da Marco Cappato”…Non c’era dubbio, l’ufficio stampa e propaganda dei radicali  funziona  alla perfezione: caso pietoso trovato,  avvisa i media, fornisce i video del moribondo, consegna le cartelline con i comunicati stampa, l’appello a Mattarella,  e le parole chiave: “Vergogna”, “Lontano da casa”  eccetera  che i media ripeteranno.

A metà giornata, “L’annuncio di Cappato dalla Svizzera: “Alle 11,40 se ne è andato con le regole di un Paese che non è il suo”  (fosse stato il suo, sarebbe stato meglio?).

“ Domani al mio rientro in Italia andrò ad autodenunciarmi per il reato di aiuto al suicidio”  (gli tocca, perché nessuno  s’è sognato  di arrestarlo alla frontiera). Prosegui la lettura »

Eutanasia – Dj Fabo, la morte e quello che ci nascondono

autunno_morte_foglie_eutanasia_personeSegnalazione ProVita

La morte di Fabiano Antoniani, 40 anni compiuti il 9 febbraio scorso, il dj rimasto cieco e tetraplegico dal 2014, in seguito ad un incidente stradale – e recatosi in Svizzera per porre fine a quella che considerava «una lunga notte senza fine» – è al centro, come prevedibile, di un dibattito inteso sul tema dell’eutanasia: un confronto senza dubbio appassionato, ma estremamente disonesto, nel quale le imprecisioni abbondano a tutto vantaggio di una lettura emotiva e non ragionata dei fatti.

Per cercare di rimettere ordine, ritengo opportuno mettere a fuoco alcuni aspetti fondamentali, al di là dei quali l’intera vicenda continuerà ad essere equivocata. Prosegui la lettura »

E’ tempo di Quaresima: disciplina del digiuno e dell’astinenza

tentazioniDOMANI, MERCOLEDI DELLE CENERI: INIZIA LA QUARESIMA. CHI NON AVESSE LA S. MESSA CATTOLICA ENTRO UN’ORA DI VIAGGIO E FOSSE IMPOSSIBILITATO, POTRA’ RICEVERE LE SACRE CENERI DOMENICA NEL CORSO DELLA S. MESSA ALLE ORE 18.00 A ROVERETO

Poichè la Costituzione “Poenitemini” del 1966 di Paolo VI e il “Nuovo Diritto Canonico” del 1983 di Giovanni Paolo II non hanno nessun valore giuridico, è ancora in vigore la disciplina osservata sotto il pontificato di Pio XII (secondo i Canoni 1250-1254 del Diritto Canonico piano-benedettino del 1917, modificati dal Decreto dalla S. Congregazione dei Riti del 16 settembre 1955 e dalla S. Congregazione Concilio del 25 luglio 1957).

L’attuale legge per i fedeli di rito latino è quindi la seguente:

LA LEGGE DEL DIGIUNO obbliga tutti i fedeli che hanno compiuto i 21 anni e non hanno ancora iniziato il 60° anno.

LA LEGGE DELL’ASTINENZA dalla carne obbliga tutti i fedeli a partire dai 7 anni compiuti.

IL DIGIUNO consiste nel fare un solo pasto al giorno e due piccole refezioni nel corso della giornata (i moralisti quantificano in 60 grammi al mattino e 250 grammi alla sera; la refezione serale è sempre di magro). Prosegui la lettura »

“Io e i miei cinque figli, una classe in casa: così diciamo basta a compiti e pagelle”

Segnalazione di F.F.

Erika Di Martino, pioniera dei mille homeschooler d’Italia: “Chi critica il nostro mondo non ama la libertà”

dalla nostra inviata MARIA NOVELLA DE LUCA

RONCARO ( PAVIA). Il segreto di Erika è la pazienza. “Altrimenti non avrei scelto di istruire tutti i miei figli in casa”, dice rincorrendo Viola, 15 mesi, che ridendo si arrampica dappertutto, mentre Nicholas e Benjamin risolvono education game sul computer e Thomas e Olivia si preparano ad uscire. Roncaro, Pavia, una villetta a due piani tra cascine coperte di neve, strade ordinate e silenzio. Erika Di Martino, la più famosa
homeschooler d’Italia, abita qui, insieme al marito Matteo, che fa il grafico, e alla loro tribù di cinque figli, dai 12 anni in giù, più un gatto. “Quando Matteo e io abbiamo deciso di non mandare più a scuola Thomas, il nostro primogenito, in Italia le famiglie che sceglievano l’educazione parentale erano pochissime, oggi il Miur ha censito oltre mille ragazzi che studiano a casa, ma di certo sono molti di più”.
Benvenuti in un mondo dove non ci sono né pagelle né colloqui con i prof, né debiti o bocciature. Dove il tempo è lento e la libertà assoluta.

A settembre gli homeschooler celebrano “la festa del non ritorno in classe”, poi ogni famiglia sceglie liberamente come istruire i propri figli.

Erika Di Martino, 37 anni, italo-americana, ex insegnante di inglese, autrice di due saggi sull’educazione parentale, è oggi la guida di chi in Italia s’incammina sulla strada controcorrente (e discussa) di non mandare i propri bambini a scuola. Per disincanto o delusione. Per scelta. Con Viola-Rose in braccio e un tè al gelsomino sul tavolo della cucina, Erika racconta perché dal suo punto di vista l’homeschooling è una scelta felice. Prosegui la lettura »

Il patto Gentiloni

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Bergoglio: : “I parroci accolgano i giovani che preferiscono convivere senza sposarsi”

Papa Francesco: "I parroci accolgano i giovani che preferiscono convivere senza sposarsi"I parroci «con lo stile proprio del Vangelo» devono «farsi prossimi, con lo stile proprio del Vangelo, nell’incontro e nell’accoglienza di quei giovani che preferiscono convivere senza sposarsi. Essi, sul piano spirituale e morale, sono tra i poveri e i piccoli, verso i quali la Chiesa, sulle orme del suo Maestro e Signore, vuole essere madre che non abbandona ma che si avvicina e si prende cura». Così Papa Francesco durante l’udienza per i partecipanti al Corso di formazione per i Parroci sul nuovo processo matrimoniale, promosso dal Tribunale della Rota Romana, svoltosi nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano. «Anche queste persone sono amate dal cuore di Cristo. Abbiate verso di loro uno sguardo di tenerezza e di compassione. Questa cura degli ultimi, proprio perché emana dal Vangelo, è parte essenziale della vostra opera di promozione e difesa del Sacramento del matrimonio» ha concluso.

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Hollande in visita ufficiale dai massoni francesi

Prima di lasciare l’Eliseo, Hollande rompe un tabù della politica francese: per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale un presidente della Repubblica parlerà nella sede del Grande Oriente di Francia

di Alessandra Benignetti

A pochi mesi dalla fine del suo quinquennato, il presidente della Repubblica, François Hollande, continua a stupire i francesi.

Sabato scorso, con un botta e risposta a distanza con Donald Trump, al quale il presidente francese ha detto di voler inviare “un biglietto speciale per Eurodisney”, per “fargli capire cosa sia la Francia”, dopo le sue affermazioni sul fatto che Parigi non sia più la stessa dopo gli attentati terroristici. Oggi, il presidente della Repubblica torna di nuovo al centro dell’attenzione della stampa per la sua decisione di recarsi in visita ufficiale nella sede di quella che, con quasi 50mila membri, è la più potente loggia massonica d’Oltralpe, il Grande Oriente di Francia. Prosegui la lettura »

Disponibile il numero 49 di Sursum Corda del 26 febbraio 2017

Dio sia lodato!

Sul sito è disponibile il numero 49 (del giorno 26 febbraio 2017) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati. Si può anche acquistare nella sezione Sostienici.

Dalla “Pascendi Dominici gregis“: I modernisti, «nemici della Chiesa fra i più dannosi», oggi più che mai, «agitano i loro consigli di distruzione non al di fuori della Chiesa, ma dentro di essa; ond’è che il pericolo si appiatta quasi nelle vene stesse e nelle viscere di lei, con rovina tanto più certa, quanto essi la conoscono più addentro». Di più, essi «non pongono già la scure ai rami od ai germogli; ma alla radice medesima, cioè alla fede ed alle fibre di lei più profonde. Intaccata poi questa radice dell’immortalità, continuano a far correre il veleno per tutto l’albero in modo tale che nessuna parte risparmiano della cattolica verità, nessuna che non cerchino di contaminare. Inoltre, nell’adoperare le loro mille arti per nuocere, nessuno li supera di accortezza e di astuzia: giacché la fanno promiscuamente da razionalisti e da cattolici, e ciò con così fine simulazione da trarre agevolmente in inganno ogni incauto; e poiché sono temerari quanto altri mai, non vi è conseguenza da cui rifuggano e che non spaccino con animo franco ed imperterrito».

Clicca di seguito per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito (contiene elenco con link utilizzabili per la condivisione sui social):

– Comunicato numero 49. La bolla «Exsurge Domine» contro Lutero;

– La «Exsurge Domine» negli scritti del barone Von Pastor: il contenuto e lo spirito della Bolla; Prosegui la lettura »

IL MURO DI GIUDA E’ POLITICAMENTE CORRETTO

di Maurizio Blondet

 

 

“Appena oltre i margini meridionali di Gerusalemme, là dove la città va quasi a fondersi con Betlemme, prosegue inarrestabile – a ridosso dell’insediamento di Ghilo – la costruzione della barriera di separazione israeliana nella valle di Cremisan. Sconfitti sul terreno – dopo anni di vertenze giudiziarie – i due istituti religiosi salesiani e le 58 famiglie palestinesi (cristiani, ndr) di Beit Jala che vantano diritti di proprietà su vigneti e uliveti della Valle”.

La sua lunghezza è di 730 km;  il tracciato è  un susseguirsi di trincee, porte elettroniche, muri. Esso rappresenterebbe, per Israele, anche un modo per annettere parte dei territori occupati palestinesi (infatti parte del tracciato si trova in territorio occupato), includendo anche la quasi totalità dei pozzi presenti.

Un’altra stranezza qui a lato:

 

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/muro-giuda-politcamente-corretto/ Prosegui la lettura »

Il muro di Caifa non scandalizza i Giuda d’Occidente

2017gen_cremisan1487850948106Segnalazione del Centro Studi Federici

“Appena oltre i margini meridionali di Gerusalemme, là dove la città va quasi a fondersi con Betlemme, prosegue inarrestabile – a ridosso dell’insediamento di Ghilo – la costruzione della barriera di separazione israeliana nella valle di Cremisan. Sconfitti sul terreno – dopo anni di vertenze giudiziarie – i due istituti religiosi salesiani e le 58 famiglie palestinesi (cristiani, ndr) di Beit Jala che vantano diritti di proprietà su vigneti e uliveti della Valle”.
 
 

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