L’EDVisualizzazione di Maronite_cathedral_in_Aleppo__Syria-St-_Elias-740x493.jpgITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nel tremendo ma silente sfascio epocale, pendente nel tempo post-Papa Pio XII e divampato in quello di Roncalli – l’antipapa-bis Giovanni XXIII -, è bene considerare il tipo di clero, per capire il tipo di «religiosità cattolica» di allora, pur di suor Lucia. Si può pensare che i più fedeli furono inclusi nell’eccidio virtuale del «3º Segreto», cominciato nel 1958 e sempre più chiaro dal 1960.

Come si sa, a Fatima, nel nostro tempo, fu offerto da Dio alla Chiesa un piano per evitare e far fronte alle peggiori ecatombe causate dalle insanie umane, tra cui quella religiosa, propiziando un mondo senza menzogne, nel quale la pace di Gesù Cristo sarebbe possibile. Tale intervento divino era un’offerta di dimensione talmente straordinaria da divenire riferimento massimo per misurare il rapporto bene/male nel corso della successiva vita ecclesiale e mondana: accoglierlo, andrebbe nel segno del bene dato dal Cielo; ignorarlo e avversarlo, andrebbe nel segno delle vie di mali causati da un impero di menzogne e di conflitti senza freni umani.

D’esempio fu la IIª GG scatenata nel segno dell’anticristianesimo, continuata poi col dominio di un impero d’inganni e di bestialità crescenti, che oggi distruggono nazioni, come la Siria e il suo resto cristiano, lasciando quella nazione in preda alla più carognesca e infinita delle guerre. Siamo alla disgrazia di un mondo gestito da grandi potenze terroristiche, mentre il bene di un ordine nella giustizia e nella pace è sempre più fuori dalla portata umana.

Questo scritto vuole, perciò, confrontare il piano di pace offerto al Pontefice della Chiesa da Dio a Fatima, con i piani elucubrati da chierici del mondo, miranti ad utopie anteposte al chiaro aiuto all’insegna del disegno divino; esso doveva plasmare l’agire cattolico, ma fu preterito da altri, miranti alle misere aperture conciliari. Tuttavia, nel coacervo di tante spurie aperture vi era anche il piano di piegare a suo servizio quella profezia divina. Così, nell’intreccio di ipotesi e leggende, che coinvolgono un papa scomparso – si è inserito Karol Wojtyla, GP2, che il 13.5.81 fu ferito in piazza San Pietro e che legò la sua salvezza proprio all’intervento della Madonna di Fatima, tanto da far incastonare il proiettile nella corona di Maria nella Sua «Capelinha».

Ora, un «anticristo conciliare» va a Fatima per elevare i due pastorelli fratelli, Francisco e Jacinta, testimoni delle apparizioni assieme alla cugina Lucia, al culto della Chiesa universale. Una causa di canonizzazione che dura dal 1952, poiché tutte le decisone su Fatima, «profezia di sventure», devono piegarsi al vaglio dei piani conciliari; piani che possono assomigliarsi, ma di chiare opposte provenienze: uno da Dio all’uomo; l’altro da chierici alle loro utopie religiose!

Vediamo uno di questi vecchi piani, legato a Fatima, che poi piagato alla chiesa del Vaticano 2.

Per descriverlo, vediamo un suo breve sfoggio nel libro «Pio XII per un mondo migliore», del gesuita Riccardo Lombardi, pubblicato nel 1954 a Roma da ‘La Civiltà Cattolica’, dei Gesuiti (sigla Mm). Movimento e libro dicono rifarsi allo spirito delle parole nell’esortazione papale: “per un mondo migliore”, del 10 febbraio 1952 e della serie di discorsi di Pio XII legati a tale speranza in quel periodo storico. Il lavoro si apre con una lettera della Segreteria di Stato di Sua Santità del 18 Maggio 1953, la quale assicura l’appoggio ed espressa la riconoscenza del Papa per l’opera di diffusione di tale movimento per il «mondo migliore». La lettera è firmata G. B. Montini, cioè Giovanni Battista Montini, che diverrà Paolo 6, di sinistra memoria.

Pio XII appoggiava l’idea? Eppure, in essa vi è la differenza tra il pensiero cristiano e l’ideologia utopica, come si manifesta la differenza tra il pensiero di Pio XII e di questo suo «portavoce» Lombardi, che usa le parole papali per il suo piano di mondo futuro, ma in tal modo che il suo testo non solo eludeva la profondità del pensiero cattolico del Papa, ma il disegno di Fatima.

Il piano del mondo migliore di padre Lombardi, a differenza di essi, sarebbe pronto ad adattarsi a nuove circostanze ecclesiali e mondiali; tendenza diffusa nel clero così detto antimodernista, ma aperto ai piani secondo i tempi di predominio democristiano e liberale. Ciò si confermò in seguito col dominio delle menzogne ecumeniste, mondialiste, emanate con segno conciliare.

Su padre Lombardi ho già scritto e qualcosa si trova in questo sito nell’articolo: «Giovanni 23 primo ispiratore delle attuali bergogliate».

Prima di vedere come tale piano fu presentato e si è poi svolto nel suo corso fino a un triste esito finale, è bene tornare al deviante mistero del nome della Russia nel Messaggio di Fatima; lo ripeto nei miei scritti, per esempio: « L’Ucraina e la Russia nella “Politica” di Maria a Fatima» del 28 febbraio 2014. E altri sulla Russia nel “piano di pace della Madonna di Fatima”. Sarebbe stato inventato dai pastorelli questo rapporto Fatima-Russia-Pace, stabilito nella Profezia di Fatima, proprio alla vigilia della rivoluzione del 1917? La veggente Lucia alla domanda in proposito rispose che non sapeva allora che il nome Russia corrispondesse ad una nazione; piuttosto pensava che spargendo errori si trattasi di una donna cattiva.

Poiché il mistero di un piano divino risiede nella visione profetica e non nel comprendonio di questioni storiche, oggi si può meglio capire cosa significasse e significhi la Russia in mezzo alle nazioni: un contro-potere fondato sulla nazione il cui popolo subì e può essere cosciente dei mali del comunismo intrinsecamente perverso – base delle peggiori menzogne e massacri in ogni campo. Per converso, essi oggi può essere il più cosciente dell’imperiosa necessità della cristianizzazione del mondo. In esso, la Russia aveva e ha una posizione chiave nel bivio del processo di degrado o ricupero di una civiltà che renda più degna la vita umana e sociale. Tale processo di ricupero, visto alla luce della Storia, è semplicemente legato alla necessità di re-cristianizzare il mondo così detto civile.

Cent’anni fa la vittoria della rivoluzione comunista ha messo la Russia al servizio dell’ideologia che imponeva a ferro e fuoco l’idea di un mondo senza Dio. Oggi la stessa idea è promossa in via pratica dal corrotto mondo occidentale nella sua deriva anti-cristiana guidata da un impero guidato da una politica di menzogna e terrore! E la stessa nazione-chiave, la Russia, la cui forza era a servizio della rivolta sociale contro Dio, oggi, se convertita, può essere quella che guidi il mondo a l’Ordine cristiano. La condizione di vigorosa religiosità russa era realtà perfettamente comprensibile ieri, come lo è oggi. Perciò, un intervento divino in Russia potrebbe diventare il fatto decisivo per fermare il processo di degrado spirituale dell’umanità intera.

Ecco l’aspetto storico e razionale della Religione cristiana civilizzatrice; non è altro che quello del segno straordinario di Fatima nella vita del mondo, già nel 1917. Come si può scordare che la Fede cristiana è essenzialmente quella degli interventi divini nella Storia umana. Ma poiché Dio, creatore dell’umana libertà è il primo a rispettarla, questo intervento divino è affidato agli uomini, alla Chiesa, al Suo Vicario in Terra, il Papa: è l’offerta divina legata a una risposta nella Fede. Ecco cos’è la promessa del Messaggio di Fatima legata alla richiesta della consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, fatta dal Papa insieme ai vescovi di tutta la terra.

È il piano divino davanti a l’immane tragedia umana di subire il dominio dell’impero del terrore e della menzogna. I papi non intesero tale rapporto e Pio XII, tristemente, l’attuò solo in parte!

Veniamo ora all’opera del gesuita Lombardi, perché nel frattempo, non il piano di Maria SS. era ricordato nel mondo clericale, ma l’altro progetto per un «mondo migliore» che raggirava il primo, ma allo stesso tempo invocandolo. Passiamo agli eventi riguardanti questa tendenza. Il libro di Lombardi per il Mondo Migliore inizia con la «Lettera apostolica di Pio XII, Sacro vergente anno, del 7.7.52, invocazione alla Madre per la salvezza spirituale della Russia:

  • “solleviamo ad essa le nostre supplichevoli invocazioni, affinché la verità cristiana, decoro e sostegno della convivenza umana, si rafforzi e vigoreggi fra i popoli della Russia, e tutti gli inganni dei nemici della religione, tutti i loro errori e le loro fallaci arti siano respinte lontano da voi; affinché i costumi pubblici e privati ritornino alla conformità con le norme evangeliche; affinché coloro specialmente che presso di voi si professano cattolici, benché privati di pastori, resistano con fortezza impavida contro gli assalti della empietà, se necessario anche fino alla morte; affinché quella giusta libertà che si conviene alla persona umana, ai cittadini e ai cristiani, sia restituita a tutti come è loro diritto e in primo luogo alla Chiesa, che ha il divino mandato di ammaestrare tutti gli uomini nelle verità religiose e nella virtù”.
  • Consacrazione dei popoli della Russia al Cuore Immacolato – “Noi pertanto, affinché più facilmente le nostre e le vostre preghiere siano esaudite, e per darvi un singolare attestato della nostra particolare benevolenza, come pochi anni fa abbiamo consacrato tutto il mondo al Cuore Immacolato della Vergine Madre di Dio, così al presente in modo specialissimo consacriamo tutti i popoli della Russia al medesimo Cuore Immacolato, nella sicura fiducia che col potentissimo patrocinio di Maria Vergine quanto prima si avverino felicemente i voti che Noi, che voi, che tutti i buoni formano per una vera pace, per una fraterna concordia e per la dovuta libertà a tutti e in primo luogo alla Chiesa; in maniera che, mediante la preghiera che Noi innalziamo insieme con voi e con tutti i cristiani, il regno salvifico di Cristo, che è “regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace”(dal Messale Romano, Praef. In festo Iesu Christi Regis)in ogni parte della terra trionfi e si consolidi stabilmente. “E con supplice invocazione preghiamo la medesima Madre clementissima perché assista ciascuno di voi nelle presenti calamità, e ottenga dal suo divin Figlio per le vostre menti quella luce che proviene dal cielo, ed impetri per le anime vostre quella virtù e quella fortezza per cui, sorretti dalla divina grazia, possiate vittoriosamente superare ogni empietà ed errore.»

Con quest’atto Pio XII dimostra l’intenzione di completare la consacrazione fatta nel 1942, compiuta per adempiere alla richiesta di Fatima che richiedeva la menzione esplicita della Russia. Inoltre, c’è il riferimento alle parole del Messaggio sugli “errori sparsi dalla Russia”; quindi alle persecuzioni dei paesi vittime dell’URSS. Ma, si può anche verificare, che in questa consacrazione mancava ancora la partecipazione collegiale di tutti i vescovi del mondo (lettera di Lucia a Pio XII, DOC, p. 437). Perciò essa continuava ad essere incompleta e il ‘piano di pace’ offerto alla Chiesa era tralasciato. Ma a chi importava? Non tanto a P. Lombardi.

Pur trattandosi di questioni diverse, nessuno meglio di Pio XII, che come ha fatto sapere fu beneficiato dalle visioni del “miracolo del sole”, accaduto il 13 ottobre 1917 a Fatima – ma da lui visto nei giardini vaticani nei giorni in cui promulgava il dogma mariano – poteva sapere di come sono intimamente correlati il dogma e la consacrazione per onorare la Madre di Dio. Tuttavia, non risulta che Pio XII abbia richiesto, e meno ancora ordinato ai vescovi del mondo di partecipare alla consacrazione che ha fatto della Russia all’Immacolato Cuore di Maria, così non accogliendo pienamente la richiesta nei termini trasmessi da suor Lucia, includenti la promessa di pace e di salvezza per molte anime, in seguito alla conversione della Russia conseguente all’intervento della Madonna.

Non si conosce la ragione che aveva impedito Pio XII, chiamato il Papa di Fatima, di compiere interamente la richiesta. Si può immaginare che fosse stato informato dai suoi più stretti ausiliari che avrebbe trovato una resistenza, da parte di alcuni vescovi, ancora più forte di quella in occasione della promulgazione del dogma della Assunzione e della canonizzazione di San Pio X. Ma, e il clero romano? Chi si preoccupava della richiesta del Cielo presso il Papa?

Al contrario della stragrande maggioranza del clero, il Papa non ignorava che la richiesta-offerta di Fatima doveva ancora essere soddisfatta per intero e che a dimostrarlo sta l’istituzione della festa a Maria Regina. Vediamone i termini del pensiero di Pio XII:

  • “Godano tutti i fedeli cristiani di sottomettersi all’impero della Vergine Madre di Dio, la quale, mentre dispone di un potere regale, arde di materno amore. Questa sottomissione all’impero di Maria Regina, come devozione da sempre osservata dai cristiani, è illustrata lungamente nella Enc. Ad Caeli Reginamdel 11 ottobre 1953, che conclude così: “EssendoCi poi fatta la convinzione, dopo mature ponderate riflessioni, che ne verranno grandi vantaggi alla Chiesa se questa verità solidamente dimostrata risplenda più evidente davanti a tutti, quasi lucerna più luminosa sul suo candelabro con la Nostra Autorità Apostolica, decretiamo e istituiamo la festa di Maria Regina, da celebrarsi ogni anno in tutto il mondo, il giorno 31 maggio…  Ordiniamo che in detto giorno sia rinnovata la consacrazione del genere umano al Cuore Immacolato della beata Vergine Maria. In questo gesto infatti è riposta grande speranza che possa sorgere una nuova era, allietata dalla pace cristiana e dal trionfo della religione. (Il Papa aveva in mente un paese in speciale, quello citato a Fatima, la Russia.)
  • “In molti paesi della terra ci sono persone ingiustamente perseguitate per la loro professione cristiana e private dei diritti umani e divini della libertà: per allontanare questi mali nulla valgono finora le giustificate richieste e le ripetute proteste. A questi figli innocenti e tormentati, rivolga i suoi occhi di misericordia, che con la loro luce portano il sereno allontanando i nembi e le tempeste, la potente Signora delle cose e dei tempi, che sa placare le violenze con il suo piede verginale; e conceda anche a loro di potere presto godere della dovuta libertà per la pratica aperta dei doveri religiosi, sicché servendo la causa del Vangelo, con opera concorde e con egregie virtù, che nelle asprezze rifulgono ad esempio, giovino anche alla solidità e al progresso della città terrena.”

Il “Movimento per un Mondo Migliore” fu, in quello stesso periodo, un progetto animato da chierici connessi in qualche modo agli avvisi di Fatima. Il suo fondatore, il noto gesuita Riccardo Lombardi ebbe l’appoggio da parte di Pio XII, ma per la storia di Fatima questo movimento e padre Lombardi poco o niente significano. Anzi, attraverso tale personaggio chiave del tempo di Pio XII, si può capire meglio la dimensione dei problemi del clero in quel critico frangente. Essi stavano ingenerando quella crisi preconciliare che sarebbe sfociata nello smarrimento religioso di una moltitudini di chierici, religiosi e fedeli. Si mirava a un nuovo ordine cristiano per il mondo presente “avviato verso la rovina”, che “occorre rifare dalle fondamenta”. Perciò si proclamava il “grande risveglio”, l’annunzio che “è tempo di scuotere il funesto letargo”. Dato che “solo la Chiesa può essere alla testa di così grande impresa”, il Papa, avendo annunziato “ripetutamente la necessità di un ordine universale migliore, assumeva davanti all’avvenire la parte di primo costruttore” (Mm, p.25). È la ragione perché il piano sarebbe un “atto storico”!

“Una nuova controriforma cattolica?” È il titolo che segue e che include il sottotitolo “la nuova controffensiva di Dio, quando si parla di affrontare l’uguaglianza nell’odio del comunismo insegnando e vivendo il mistero della fraternità umano-divina. Ecco la lotta dichiarata contro l’apostasia moderna, legata al rinnovamento della Chiesa attraverso l’Azione Cattolica ecc.”

Conclusione: per attuare questo piano si voleva “tutte le diocesi chiamate al Mondo Migliore”! Quanto all’appello che doveva essere fatto per la consacrazione della Russia all’Immacolato Cuore di Maria, secondo il disegno divino, era dirottato a favore di tali incerti progetti umani, tra cui questo, presto censurato e abolito senza onore né scuse da Giovanni 23 e Paolo 6.

Si può dire che quasi un’intera generazione del clero cattolico crollò di fronte a un mondo e a una Roma dove, dalla morte di Pio XII, prevale il potere delle tenebre raffigurato dall’Impero della menzogna e dei massacri fisici, mentali e spirituali! È il mondo dell’Anticristo a Roma, nuova Babilonia!

Sic transit gloria mundi!