9788898766321_0_0_300_80Mentre per “Il Fatto quotidiano” di oggi, il problema sembra essere il libro scritto dal nostro collaboratore Raimondo Gatto sugli Zingari e la loro storia antica e moderna, tanto da titolare: “tradizionalisti razzisti”, lo stesso ci segnala questa notizia, ove prevale la realtà dei fatti (zingari o no…) (N.d.r.)
 
Segnalazione di Raimondo Gatto
 
Le razzie dei delinquenti immigrati diventano un caso internazionale: la Svizzera blinda i valichi confinanti col Belpaese
 
La Svizzera, come l’America di Trump, chiude la sua frontiera meridionale. Che non è – ovviamente – con il Messico, ma quella con l’Italia di Renzi e Gentiloni.
 
«Chiuso per ladri», sintetizzano, tra rabbia e ironia, i giornali del Canton Ticino. I ladri, meglio dirlo subito, non siamo noi italiani ma i nostri ospiti che abbiamo accolto senza alcun filtro e che lasciamo scorrazzare senza regole e condizioni. Abbiamo fatto credere, a questi signori, che i confini non esistono, che sono solo una convenzione arcaica e razzista.
 
Gli svizzeri non la pensano così. Pur non facendo parte dell’Unione europea avevano allentato i controlli ai valichi, i presìdi di quelli minori erano stati addirittura 
sospesi. In fondo quel confine non faceva paura: ci passavano soprattutto lavoratori frontalieri, gente seria, e se qualche contrabbandiere pensava di fare il furbo non aveva vita facile.

 
Negli ultimi mesi molti immigrati arruolati dalla criminalità organizzata, o «lavoratori» in proprio, avevano intuito l’opportunità di allargare gli affari su nuovi mercati. Così in Canton Ticino si è registrata un’impennata di furti e rapine in casa compiuti da frontalieri del crimine: immigrati stabilizzati in Italia che passano il confine per delinquere e poi tornano nella loro nuova patria dove godono – a differenza di quanto accadrebbe in Svizzera – di una sostanziale impunità.
 
Come se non ci bastasse l’avere in casa mafia, camorra e ‘ndrangheta, stiamo allevando, con le sciagurate politiche sull’immigrazione, una nuova associazione criminale transnazionale – globalizzata, direbbero gli amanti della modernità – che, se non estirpiamo velocemente, sarà il problema sociale del prossimo futuro. E, per farlo, non c’è altra strada di quella individuata in fretta e senza tanti psicodrammi dagli svizzeri, che saranno pure svizzeri, 
ma non sono fessi: chiudere le frontiere, impedire che persone indesiderate e malintenzionate mettano radici e infettino comunità che già di loro hanno una 
salute cagionevole. Che quelli che abbiamo, di «ladri» domestici, ci bastano e pure avanzano. In tutti i campi.
 
Fonte: IL GIORNALE.IT del 2 aprile 2017