Dopo Schinaia non è stato più nominato il successore. Eppure, fra mafia corruzione e criminalità comune, ce ne sarebbe bisogno
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Il 4 Agosto 2016 il Procuratore della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia, andò in pensione. Da allora al piano nobile dell’ex Caserma Mastino siede Angela Barbaglio, sua storica collaboratrice, in veste di reggente pro tempore. La provincia conta oltre 920 mila abitanti di cui circa 255 mila nel capoluogo, particolarmente importante sia dal punto di vista geografico, poiché crocevia con la Lombardia, il Trentino e l’Emilia Romagna, sia economico perché nonostante la crisi, resta con un solido ceto medio. Non c’è solo l’Arena, ma un polo fieristico tra i più competitivi, con il Vinitaly, la Fiera del marmo, Fieracavalli e una miriade di piccole, medie e grandi imprese in tutti i settori. Basti pensare ai vari Bauli e Rana, Sanson e Riello, solo per citarne alcuni.

Il 2016 ha visto il recupero delle tele di Castelvecchio dopo una telenovela politica grottesca durata un anno (e una cifra di sei milioni di euro sborsata dal contribuente per ottenerle), che desta ancora perplessità e polemiche. Fenomeni quali il misterioso rogo di 21 camion in Tangenziale Sud-Zai ed altri incendi senza un apparente perché nella zona della Valpolicella hanno fatto pensare a fenomeni legati alla criminalità organizzata, al fenomeno delle estorsioni, dell’usura e delle rapine. Secondo i dati della Prefettura, lo scorso anno sono aumentati gli omicidi, a fronte di 31.211 reati totali, in cui sono inclusi quelli relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Anche le inchieste per ipotesi di reato conto la pubblica amministrazione non mancano. Pensiamo all’inchiesta “Agec” e “Agec-bis”, i cui appelli si discuteranno il 18 e il 25 Maggio in abbreviato, a quella che vede indagati il presidente della Serit Roberto “Rambo” Bissoli, l’ex dg Maurizio Alfeo (ora in Amia), il dirigente della Provincia Carlo Poli e il costruttore Marco Parolini, con la triplice accusa di corruzione, abuso d’ufficio e truffa, e ai vari fascicoli aperti di cui i media locali hanno dato notizia, tra cui le indagini relative alla Fondazione Arena e Arena Extra. Sempre a fine maggio l’imprenditore Alessandro Leardini, il grande accusatore dell’ex vice sindaco tosiano Vito Giacino, già condannato in primo e secondo grado per corruzione, sembrerebbe determinato a parlare in aula «per il bene della città»,  come ha riportato il quotidiano L’Arena.

Non siamo gli unici a poter definire Verona come una città metropolitana, sebbene sottovalutata da certa politica. Possibile che la bella, importante e ricca Verona possa permettersi di rimanere da 10 mesi priva di un Procuratore Capo e con una Procura ampiamente sotto organico?

di Matteo Castagna.

Fonte: http://www.vvox.it/2017/04/24/verona-10-mesi-senza-procuratore-arrivera/